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STORIE | COPPIA ITALIANA IN BICICLETTA DA CAPE TOWN A MAMBRUI
RACCONTIAMO IL MAL D'AFRICA A DUE RUOTE DI FILIPPO E
CLAUDIA

Filippo ha casa a Mambrui e lì si è innamorato dell'Africa, Claudia ama viaggiare.
La passione per la bicicletta li ha uniti e hanno deciso di tornare sulla costa keniota partendo da Città del Capo e facendosi tutta la strada sulle due ruote, 7000 chilometri di bellezza, fatica, cultura ed emozioni uniche.
Per raccontare quest'avventura, hanno anche aperto un blog: www.cyclearoundafrica.com.
Da sempre lettori di malindikenya.net, ci rivelano com'è nata la loro iniziativa.
"Ci sono mille modi di girare il mondo - spiega Claudia, dal Mozambico, dove sono attualmente - noi abbiamo scelto di farlo pedalando e di comiciare la nostra avventura pedalando in Africa. Siamo partiti il 4 novembre scorso da Cape Town ed abbiamo cominciato a pedalare verso nord con destinazione Mambrui, dove Filippo ha casa dagli anni 90 e dove ha imparato ad amare l'Africa ,in maniera autentica e profonda".
Dalle strade perfette del Sud Africa, ai ponti divelti dalle piogge nel basso Mozambico, dalle soste in ecolodge a contatto con la natura, fino alle capanne di fango dividendo cibo di sussistenza con gli indigeni. "Abbiamo scelto questo tipo di viaggio - afferma la coppia - certi che segnerá in maniera indelebile le nostre vite e con la speranza che ci apra le porte per un futuro lavoro che leghi il turismo all’avventura. Il nostro intento é quello di metterci alla prova come singole persone avventurose e come coppia complice di un obiettivo comune".
Filippo e Claudia hanno aperto il blog in cui giornalmente raccontano la loro avventura ed attraverso cui cercano di trasmettere la miriade di emozioni che si presentano loro durante il viaggio, per poterle condividere con più persone possibili. Da oggi, noi di Malindikenya.net racconteremo le tappe salienti del loro avvicinamento verso il Kenya. Momenti esaltanti come l'attraversamento dello Zambesi, le deviazioni nell'interno sullo sterrato tra foreste e villaggi per niente battuti dal turismo, dormendo in tenda nelle comunità rurali e nutrendosi di pesce e crostacei lungo l'infinita costa mozambicana. Altro che safari organizzati e villaggi-vacanze.
"Tra pochi giorni saremo al confine con la Tanzania - ci dice Claudia - e la voglia di tornare nel "nostro" Kenya e a Malindi sale sempre di più, nonostante molti dei luoghi che abbiamo attraversato ci siano rimasti nel cuore".

VIDEO | L'ALTRA MALINDI di Tommaso Moneta
Documentario


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INCHIESTA | Malindi, è boom delle lezioni private
Computer e italiano per i keniani, swahili per i mzungu


Ogni anno a Malindi aumentano le scuole private, ma ultimamente nascono anche molti piccoli istituti di specializzazione per ragazzi che si sono diplomati. Questo, oltre che al miglioramento delle condizioni di vita di molte famiglie keniane, lo si deve anche ai tanti italiani residenti che aiutano i giovani o i figli di loro dipendenti, pagando loro le rette scolastiche e in seguito offrendo loro l'opportunità di una specializzazione, tramite un corso post-diploma. Tra i più gettonati ci sono i corsi di computer e di informatica, seguiti da quelli di perfezionamento nelle lingue straniere, ovviamente con l'italiano in testa. Vi sono anche piccoli istituti che offrono tariffe abbordabili, con insegnanti che però non sono di madrelingua italiana.
Parallelamente a questo fenomeno, aumentano anche i "mzungu", ovvero gli occidentali di stanza in Kenya, che vogliono imparare la lingua swahili e prendono lezioni private da insegnanti locali, spesso professori o maestri di scuola che vogliono arrotondare i loro stipendi spesso troppo bassi, o anche intraprendenti beach boys che hanno imparato i fondamentali d'italiano e insegnano la loro lingua senza passare dall'inglese. Anche perché è assodato che sono molto pochi gli italiani che hanno una buona padronanza dell'inglese. Meglio saltarlo e passare direttamente al kiswahili!

EDITORIALE | La crisi del Turismo vista dal Daily Nation
"Uhuru crei nuovo ministero, il settore traina tutti gli altri"
uhuru

Ultimamente sono circolate voci a Nairobi che il presidente Kenyatta starebbe per creare un nuovo ministero dedicato particolarmente al Turismo. Se questo succedesse, invierebbe un messaggio potente per un‘industria che sta cominciando a fare i conti e a sondare la profondità della crisi del suo settore.
In effetti, l'industria del turismo in Kenya è attualmente in uno stato di torpore. Mi pare che siamo a un punto in cui il presidente Kenyatta dovrebbe convocare una di quelle famose conferenze stampa alla State House. Quelle che convoca quando abbiamo una crisi nazionale, per annunciare ciò che ha deciso di fare per salvare l'economia. LEGGI L'ARTICOLO NELLO SPECIALE TURISMO

KENYA D'EPOCA | IN UN BLOG FOTO STORICHE DEL KENYA
RICORDI IN BIANCO E NERO DI UN'AFRICA LONTANA

GUARDA QUI LA GALLERIA FOTOGRAFICA!


PERSONAGGI
| ALBERTO E JEAN PIERRE, I SAFARISTI

PASSIONE, AVVENTURA E CLASSE SI SPOSANO COL KENYA

LEGGI QUI

TURISMO | HOTEL CON PISCINA E WI-FI GRATIS
ECCO LE PRIORITA' DEI KENIOTI PER LE LORO VACANZE

NELLE ULTIME NOTIZIE

LA FOTONOTIZIA | Sabato all'Agriturismo di Malindi
Pranzo sano e gustoso, si canta e si ride con Freddie e Sbringo


Potrebbe essere l'ultima occasione della stagione per vedere all'opera i simpatici Freddie e Sbringo e il loro cabaret malindino, condito per l'occasione da canzoni in milanese e inediti blues, ma soprattutto l'occasione per scoprire un nuovo luogo particolare e piacevole, immerso nella natura tra Malindi e Watamu. Si tratta della "Corte dei Miracoli", come è stato ribattezzato questo agriturismo in mezzo alla "campagna" a Msabaha. Il proprietario Gianni Walder lo ha ribattezzato come uno storico cabaret dei Navigli, ma in realtà è un grande "shamba" dove coltiva ortaggi, verdura, prepara marmellate e sottoli, inventa formaggi e alleva polli. Tutte cose che sabato 31 gennaio a pranzo vi troverete nel piatto, a "centimetro zero", con vino bianco e rosso a volontà, prenotando allo 0729282210. Prezzo: Kshs, 2000 a persona, compreso lo spettacolo.

STORIE | Gogo, in Kenya l'alunna più vecchia del mondo
A 90 anni la nonnina della Rift Valley va in 4° elementare


Gli esami non finiscono mai, diceva Eduardo De Filippo. In Kenya sembra che anche le lezioni di prima elementare possano accompagnarti nell’inverno della tua esistenza, specialmente se prima non hai avuto la possibilità di imparare neanche a leggere e scrivere. Il caso del vecchio Kimani Maruge, che a 84 anni tornò sui banchi di una scuola keniana, fece il giro del mondo e dalla sua storia è stato tratto anche un film. Ora è la volta di una donna, Priscilla “Gogo” Sitienei, che si è iscritta alla quarta elementare della scuola del villaggio di Ndalat, nella Rift Valley, alla tenera età di novant’anni.
I suoi compagni di classe la chiamano “gogo”, che nell’idioma locale significa “nonna” e la sua migliore amica ha 11 anni e dice di lei “Gogo è una persona meravigliosa, ci racconta tante storie di quando lei aveva la nostra età”. Gogo è stata intervistata dalla BBC e ha rivelato di aver fatto l’ostetrica per 65 anni ma di aver sempre desiderato saper leggere e scrivere. “Da bambina non ho avuto questa possibilità – ha detto l’alunna più anziana d’Africa e probabilmente del mondo - Mi piacerebbe essere in grado di leggere la Bibbia e vorrei essere motivo di ispirazione per gli altri bambini, perché ottengano un’educazione. Troppi ragazzi cresciuti non vanno a scuola. Alcuni hanno già a loro volta dei figli. Quando ne incontro qualcuno per strada mi dicono che sono troppo vecchi per la scuola. E io rispondo: “Beh, io però ci vado. E così dovreste fare anche voi”. Troppi di loro hanno perso i genitori e vagano per le strade, senza speranza. Voglio incoraggiarli a frequentare la scuola”.
Gogo non si limita a seguire le lezioni, ma partecipa anche ai corsi opzionali di canto, danza e recitazione e propone le sue conoscenze delle tradizioni orali, tramandate di padre in figlio e mai messe per iscritto. “Vorrei essere la prima a farlo – spiega la donna – così come vorrei appuntarmi tutte le ricette con erbe tradizionali. Spero di essere d’esempio al mondo intero per far capire che l’educazione è la ricchezza più grande per l’uomo. Grazie alla cultura, se vuoi, puoi diventare quello che vuoi”.

L'ANGOLO DI FREDDIE | "NON VADO PIU' A MALINDI"
NON VADO PIU' A MALINDI perché c'è l'ebola in Sierra Leone.
NON VADO PIU' A MALINDI perché c'è il fermo pesca in Giappone.
NON VADO PIU' A MALINDI perché in Botswana un contadino si è tagliato un dito poi è andato a letto con una prostituta sieropositiva dello Zambia che ha un cugino a Kilifi...e non si sa mai. (segue)
CLICCA QUI PER ENTRARE NELL' ANGOLO DI FREDDIE





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