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Archivio Notizie Giugno 2010
In Kenya la D.O.C.
I prodotti agricoli del Kenya saranno
commercializzati con il marchio della
Denominazione di origine controllata (DOC). Il
responsabile dell'Istituto della Proprieta'
industriale del Kenya, James Otieno-Odek, ha
sottolineato che il marchio, il cui iter
parlamentare e' quasi ultimato, "servira' ad
aumentare la visibilita' ed il valore aggiunto dei
prodotti, sul piano interno e internazionale. Ogni
regione del Paese vanta una produzione agricola di
grande qualita' e varieta'". Tra i primi prodotti
a fregiarsi del marchio DOC, ha detto Otieno-Odek,
saranno il caffe' degli altipiani del Monte Kenya,
l'uva della regione orientale di Yatta e
l'anacardio delle zone costiere.(30/06/2010)
Cinemarena italiano contro l'Aids
Arriverà anche sulla costa l'iniziativa "Cinemarena",
della Cooperazione Italiana. Un vero e proprio
cineteatro itinerante nel bush che porta
spettacolo e informazione per la prevenzione
all'Aids. La carovana, un vero e proprio
“cinematografo itinerante nel bush” è partita il
20 giugno diretta nella provincia di Nyanza,
un’area dove il numero delle persone che contrae
il virus è sempre molto alto. Testimonial
d’eccezione della prima campagna di CinemArena in
Kenya è il calciatore dell'Inter MacDonald Mariga
che ha registrato un filmato per sensibilizzare la
popolazione locale sui temi dell’Aids. CinemArena
è un’iniziativa informativo-educativa della
direzione generale per la Cooperazione allo
sviluppo (Dgcs) della Farnesina. La squadra della
Cooperazione italiana porta nei villaggi più
poveri ed isolati del Paese uno strumento, il
cinematografo, per molti ancora sconosciuto, e
proietta filmati educativi mirati ad informare la
popolazione. “Il programma intende raggiungere le
località più remote, lontane da qualsiasi tipo
d'informazione e d'appoggio a livello sanitario -
ha spiegato Isabella Ferrari, project manager di
CinemArena in Kenya -, con la finalità di ridurre
l'incidenza delle principali malattie
trasmissibili attraverso un aumento della
partecipazione diretta dei diversi attori della
società civile keniana. Attraverso le interviste
alla popolazione locale intendiamo diffondere un
messaggio di facile comprensione e stimolare il
dibattito”.
“La prima tappa di CinemArena – ha proseguito
Ferrari, raggiunta telefonicamente nel villaggio
di Aero, vicino Kisumu – sta andando benissimo, la
partecipazione della popolazione e delle autorità
locali va oltre le nostre aspettative. Abbiamo già
organizzato una partita di calcio, girato le prime
immagini con le interviste nell’ospedale della
zona e stasera un gruppo di ragazzi metterà in
scena uno spettacolo di sensibilizzazione sull’Hiv”.(29/06/2010)
Torneo calcio: vince Mambrui
Hanno perso la finalissima, giocata al campo di
calcio della scuola Central, all'ultimo rigore,
così la vittoria è andata alla scuola superiore di
Mambrui. I ragazzi della Malindi United, che hanno
rinforzato la Coast High School, hanno tenuto un
ruolino di marcia invidiabile, prendeno in finale
il primo goal del torneo, dopo aver vinto 1-0,
10-0, 4-0 e proprio ai rigori la semifinale. "E'
stata un'esperienza straordinaria - ha commentato
mister Botta, che ha assistito a gran parte dei
match, oltre ad aver messo a disposizione il campo
dell'Alaskan per numerose partite - gli studenti
sono la forza motrice dello sport in Kenya e anche
in questo caso il messaggio del calcio come
strumento educativo si è rivelato ottimo".
Eccezionale infatti il riscontro del torneo, con
migliaia di giovani che hanno assistito agli
incontri e hanno potuto conoscere da vicino la
realtà dell'accademia di calcio italiana a Malindi,
una realtà sempre più inserita nel substrato
sociale del distretto.(28/06/2010)
Torneo delle scuole superiori
Tre vittorie su tre incontri. Il ruolino di marcia
della High Coast School, la scuola superiore dove
giocano gran parte dei ragazzi del Malindi United,
e che per questo ha potuto essere rinforzata da
loro, è fantastico e vuol dire semifinali, che si
giocano questa mattina all'Alaskan Ground di
Malindi, lo stadio preso in affitto dalla Kenya
Football Academy di Riccardo Botta e che ospita le
due scuole calcio italiane presenti in Kenya.
Partito giovedì scorso con dodici scuole
secondarie private del distretto di Malindi, il
torneo ha richiamato centinaia di persone (ieri
erano in 500 a seguire una delle partite della
High Coast School). Grande successo per l'idea
della Kenya Football Academy, il nuovo organismo
che collega l'accademia di calcio Malindi United,
la scuola calcio Karibuni Onlus Como
(sponsorizzata quest'anno dal Genoa Cfc 1893) e la
Federazione Keniota del calcio. Sono state 12 le
scuole coinvolte: Burhani, Sky View, Brilliant,
Malindi Pwani, Progressive, Sea Breeze, Premier,
Victory, Silversand Academy, Msabah, Mambrui oltre
alla stessa Coast High. Tre di loro si
contenderanno, con la squadra rinforzata dai
ragazzi a cui Botta paga le rette scolastiche, un
titolo che non è soltanto virtuale, ma che darà
lapossibilità alla compagine scolastica di andarsi
a confrontare con le altre realtà del calcio
studentesco nazionale, nel torneo keniota che si
terrà a Nairobi.(25/06/2010)
Zucchero, nel 2009 in Kenya produzione record
Con oltre 548.000 tonnellate la produzione di
zucchero in Kenya nel 2009 e' stata la piu' alta
mai registrata. L'annata record ha permesso la
riduzione del 15 per cento delle importazioni,
risultate pari a oltre 184.000 tonnellate. Il
risultato dell'annata e' da attribuire all'aumento
del 9,8 per cento della produzione di canna da
zucchero, passata da 5,1 milioni di tonnellate nel
2008 a 5,6 nell'anno successivo.(24/06/2010)
Finanziaria da 10 miliardi per il Kenya
Il governo del Kenya ha varato un pacchetto da 10
miliardi di euro di misure di stimolo
all'economia. I dicasteri interessati sono
dell'Energia, dell'Agricoltura, delle
Infrastrutture e anche dell'Istruzione.
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Uhuru
Kenyatta, ha destinato oltre 10 milioni di euro
per lo sviluppo delle piccole e medie imprese e
l'ampliamento degli istituti di formazione
professionale. Il ministro ha proposto anche
l'abolizione della tassazione sulle rimesse
dell'estero. Ma solo 17 milioni di euro verranno
investiti nel Turismo.(23/06/2010)
Da oggi schede del telefonino nominali anche in
Kenya
Da oggi fino a fine luglio in Kenya occorre
registrare a proprio nome le schede telefoniche
dei cellulari di ogni operatore: Safaricom, Zain o
Orange. E' diventata infatti operativa in tutto il
Paese una nuova normativa che rende obbligatoria
la registrazione dei telefoni cellulari, come
peraltro avviene in quasi tutto il mondo.
La misura, hanno precisato le autorità, è motivata
dalla necessità di rendere più efficace la lotta
alla criminalità. Da oggi per disporre di
un'utenza mobile, gli utenti devono fornire un
documento di identità dal quale risulti il loro
domicilio. Ma la norma è retroattiva e vale per
tutte le schede acquistate in precedenza e non
registrate.
I numeri non registrati prima della fine di luglio
saranno infatti disattivati. Una fonte del
ministero dell'Informazione ha spiegato che la
registrazione sarà di aiuto alla polizia nella
lotta contro il terrorismo, il traffico di
stupefacenti e il riciclaggio di denaro. Una
misura analoga e' stata di recente adottata anche
in Tanzania. In Kenya ci sono circa 20 milioni -
la metà della popolazione - di utenze mobili ed è
molto diffuso l'uso dei servizi bancari a distanza
tramite i cellulari. Tutto quel che bisogna fare
(o far fare ai propri dipendenti) è recarsi in un
negozio abilitato con la propria compagnia
telefonica, e far abbinare al proprio numero e al
proprio "Pin Number" (il codice del telefonino) un
nome e cognome. Qui potrebbero arrivare i
problemi. In molti hanno una vecchia scheda, o
usano schede che prestano a turisti e visitatori
occasionali, ma hanno perso il Pin. Si può
comunque acquistare una nuova scheda e mantenere
il numero precedente, se la compagnia riesce a
risalire al vostro Pin. Altrimenti dovrete
cambiare numero di telefono.(22/06/2010)
Anche in Kenya aumentano i divorzi
“Un sondaggio rivela la crisi del matrimonio tra
le pressioni della vita moderna”. È il titolo di
un articolo apparso sul giornale keniano “The
Nation” che spiega i risultati di un sondaggio
sulla vita matrimoniale nel Paese africano.
Secondo il sondaggio solo il 40% dei keniani
ritiene di essere felice del proprio matrimonio.
L’amore non è al primo posto tra i fattori che
portano due persone a decidere di sposarsi e di
mantenere in piedi il matrimonio; al primo posto
vi sono il denaro e i figli. Solo quattro persone
su 10 hanno dichiarato di essersi sposate per
amore.
Sei keniani sposati su 10 affermano che l’unico
vincolo che tiene unito il loro matrimonio sono i
figli mentre il 45 per cento degli intervistati
afferma che la loro unione è motivata dal denaro e
dai beni materiali. Le principali cause di
separazione sono i litigi per questioni di soldi e
le pesanti interferenze dei suoceri, mentre
l’infedeltà non è più la principale causa di
fallimento del matrimonio. La metà degli
intervistati ha dichiarato che il denaro è la
principale causa dei conflitti coniugali, seguito
dalle interferenze da parte dei membri della
famiglia allargata (per il 39 per cento degli
intervistati).
Dove il conflitto si conclude con il divorzio e la
separazione, il 64 per cento degli intervistati
imputa ai problemi relativi al denaro il
fallimento dell’unione coniugale, mentre il 56 per
cento all’infedeltà.
La maggior parte degli uomini, che sono già
separati o divorziati accusano la moglie di essere
diventata polemica e irrispettosa.
La maggior parte delle moglie divorziate
dall'altro versante accusano i mariti di non
dimostrare sufficiente impegno nella relazione.
“Oltre all’infedeltà e al denaro, la lotta per la
parità sta emergendo come la “causa moderna” dei
problemi matrimoniali in Kenya” nota l’articolo.
La metà delle donne divorziate o separate afferma
di aver divorziato perché i loro coniugi non li
trattavano come partner alla pari. “Le interviste
con le coppie sposate rivelano la decadenza
scioccante dell'istituzione matrimoniale in Kenya,
un istituto che, secondo gli avvocati di famiglia,
dovrebbe costituire le fondamenta dello Stato”
chiosa il giornale.(21/06/2010)
Corrente elettrica, il problema della costa
Anche ieri in quasi tutta Malindi è mancata la
luce dalla mattina fino alle 17 circa. E'
l'ennesimo caso in cui migliaia di persone
rimangono senza corrente, attività non possono
lavorare, negozi di alimentari vedono i loro cibi
avariarsi e via dicendo. Il tutto perchè sulla
costa non ci sono linee complementari,
trasformatori che possano sostituire alla meglio
temporaneamente la linea principale, mentre i
tecnici sono al lavoro. E dove i tecnici stessi
impiegano una giornata intera per svolgere un
lavoro che altrove porti a termine in un'ora. Da
questo punto di vista, Malindi e la costa non sono
cambiate molto da vent'anni a questa parte. Mentre
abbiamo assistito a vere e proprie trasformazioni
in positivo della sicurezza, della sanità e della
connessione a internet, la corrente elettrica e la
sua gestione rimangono problemi non risolti. Basta
guardarsi intorno a Malindi per notare pali della
luce prossimi a cadere, linee precarie che basta
un colpo di vento a interrompere e trasformatori
in condizioni pietose. A fare compagnia
all'elettricità, sono tornate a far parlare di sé
le strade: a Malindi si aprono piccole voragini
all'incrocio tra Lamu Road e Keniatta Road
(l'incrocio dell'ufficio postale e della stazione
di polizia per intenderci) e anche il tratto di
silversand dal Baobab al Coral Key. Durante il
periodo dei campionati mondiali, occupazione
principale dei malindini in questo periodo di
calma turistica, la mancanza di luce è davvero
poco sopportabile. Se continua di questo passo,
l'acquisto di pannelli solari diventerà quasi
indispensabile.(18/06/2010)
Duro colpo al "no"
Un vice ministro e altri due parlamentari sono
stati arrestati ieri, in Kenya, con l'accusa di
aver pronunciato frasi di istigazione all'odio nel
corso della campagna per una riforma
costituzionale. Altri tre parlamentari sono
accusati dello stesso reato. Gli arrestati sono
stati interrogati per diverse ore presso l'Ufficio
investigativo della Polizia criminale e dovrebbero
essere incriminati oggi, scrive la Bbc.
Nei loro discorsi, pronunciati durante la campagna
contro la riforma della costituzione, i
parlamentari avrebbero sostenuto più volte che
alcune comunità della Rift Valley sarebbero state
cacciate, in caso di successo del referendum del 4
agosto.(17/06/2010)
Tifando Italia nei bar malindini
A Malindi si fa il tifo per l'Italia. Non stiamo
parlando dei nostri connazionali residenti, che in
questo periodo oltretutto sono quasi tutti fuori
dal Paese (dovrebbe essere la stagione delle
piogge, in realtà è una primavera meravigliosa).
Si parla dei kenioti che si assiepano nei baretti
e nei pub locali per seguire tutti i match dei
campionati mondiali di calcio che si tengono in
Sudafrica. Sarà la vicinanza, sarà la sensazione
che le nazioni del Continente Nero possano fare
particolarmente bene, giocando praticamente "in
casa", ma in quest'edizione dei mondiali,
l'interesse è salito alle stelle. Si moltiplicano
i locali pubblici, anche nei quartieri poveri,
dove la gente segue commentando tutte le partite e
anche lunedì sera, per Italia-Paraguay, i kenioti
erano davanti ai grandi e piccoli schermi e hanno
tifato Italia dal primo all'ultimo minuto. Motivo?
Il sogno di una finale contro una squadra
africana, con Ghana e Costa d'Avorio in cima alle
preferenze. A quel punto quale squadra sosterranno
i malindini? Il nostro collaboratore Charles Charo
non ha dubbi: "L'Italia ormai è la nostra seconda
squadra, come un tempo era l'Inghilterra...però ha
già vinto quattro anni fa...quindi, Forza
Africa!". E il grande tifo per la Costa d'Avorio,
ieri pomeriggio, ha dimostrato la vera tendenza.
Quando è entrato l'idolo Drogba, le urla si sono
moltiplicate e sulla costa è stato spazzato via il
mito di Cristiano Ronaldo. Tutti insieme, allora,
a tifare per una finale Italia-Africa!(16/05/2010)
Kenya Airways in attivo
Kenya Airways e' tornata in attivo, grazie anche
ai tassi di cambio piu' favorevoli. Il vettore,
controllato per il 26 per cento da Air France-Klm,
ha reso noto che a chiusura dell'anno finanziario,
in marzo, ha registrato profitti pari a 2,6
milioni di euro, contro un passivo di 57,8 milioni
di euro registrato nell'anno precedente. Il
direttore finanziario del gruppo, Alex Mbugua, ha
confermato le voci diffusesi nei mesi scorsi,
secondo le quali la compagnia sta trattando con
Airbus Industries l'acquisto di "alcuni" A300-330,
dopo il nulla di fatto delle trattative con Boeing
per l'acquisizione di velivoli Dreamliner.
L'amministratore delegato di Kenya Airways, Titus
Naikuni, ha dal canto suo anticipato, senza
tuttavia esporne i dettagli, l'apertura di nove
nuove rotte, oltre all'intensificazione dei voli
su rotte gia' attive, come la Nairobi-Kigali.(15/06/2010)
Maasai Mara tra i 15 paradisi del mondo da
proteggere
La classifica è stata stilata dalle più importanti
associazioni per la tutela dell'ambiente del
mondo: la riserva keniota del Maasai Mara è stata
ritenuta una delle quindici meraviglie del mondo
da salvaguardare. Quello su cui puntano
l'attenzione gli ambientalisti è non rovinare
questi paradisi terrestri con il turismo di massa
e sconsiderato, quindi promuoverne la tutela
attraverso vacanze intelligenti organizzate e
vissute nel rispetto della natura e della
conservazione. Il Maasai Mara, in questa
graduatoria, è in buona compagnia: con il parco
nazionale keniota, ci sono il Machu Picchu in
Perù, la Patagonia antartica, le rovine storiche
inglesi di Stonehenge, al grande muraglia cinese,
le spiagge di Cozumel in Messico, il massiccio
dello Ngorongoro in Tanzania e ancora le isole
Galapagos e le isole Phi Phi in Thailandia. La
lista è stata compilata tenendo presente la
bellezza del luogo, il coefficente di visitatori,
il pericolo che il turismo incida negativamente.
Il senso dell'operazione è: visitiamo queste
meraviglie perchè sono da vedere, ma rispettiamo
le regole che vogliono che l'accessibilità di tali
paradisi rimanga inalterata, ovvero che non
risenta dell'era moderna. Niente strade asfaltate
nel Maasai Mara, nè costruzioni che non siano in
sintonia con il luogo. Già da (molto) fastidio
vedere un turista con il telefonino che squilla,
figuriamoci tutto il resto...è l'inferno, non il
paradiso, che accoglie il peggio della nostra
civiltà...(14/06/2010)
Virtus Cupello promossa ringrazia Malindi
C'è anche un po' di Malindi e tanta solidarietà
nella festa promozione della Virtus Cupello,
squadra di calcio dilettantistica abruzzese che
quest'anno si è aggiudicata il campionato di
Promozione ed è stata promossa in Eccellenza, alle
porte del semiprofessionismo. Il gemellaggio tra
la Virtus Cupello e la Malindi United è cosa nota,
la squadra giovanile malindina di Riccardo Botta
che fa parte della Kenya Football Academy, prima
accademia di calcio italiana in Est Africa, è
stata sponsorizzata con divise, materiale e con
l'incasso della partita di cartello col Vasto
Marina, grazie alla passione per l'Africa, per la
solidarietà e per il calcio di Luigi Giuliani,
albergatore abruzzese con il "vizio" di Malindi.
E' stato lui a ritirare la targa che il sindaco di
Cupello, Angelo Pollutri, ha preparato per
ricordare che quest'anno, alla gioia sportiva per
Cupello, si unisce anche la felicità per aver
fatto del bene ai ragazzi meno fortunati che danno
un calcio al pallone e alla speranza in Kenya. "Se
oggi a Malindi conoscono Cupello e la Virtus - ha
detto Giuliani, ricevendo la targa ricordo - è
soprattutto grazie al vostro buon
cuore".(13/06/2010)
Trentamila visitatori per il Kenya a Fidenza
Trentamila visitatori hanno preso parte alle
"Cinque Giornate" del Kenya, la grande festa al
Fidenza Village Chic Outlet, che si è tenuta dallo
scorso 29 maggio al 2 giugno. Dodicimila persone
hanno assistito agli spettacoli e visitato gli
stand nella sola giornata di domenica. Valanghe di
richieste di informazioni, di curiosità e tanta,
tanta gente ad assistere agli spettacoli di piazza
di danzatori, animatori e dei maasai. Questi sono
i dati che il Kenya Tourist Board ha raccolto a
margine della manifestazione e che, complice
l'ubicazione in uno dei più importanti ed eleganti
centri commerciali d'Italia, ha visto raddoppiare
i visitatori, rispetto alla Kenya Week di un anno
e mezzo fa a Milano. Segno non soltanto che il
Kenya attira ma che qualcosa sta tornando a
muoversi nell'economia in crisi in Italia. Il
Paese africano con le sue meraviglie e la varietà
delle sue proposte si fa trovare pronto e,
portando mare e savana, natura e allegria della
sua gente a Fidenza ha saputo conquistare
l'attenzione di migliaia di persone che
frequentano la cittadella commerciale emiliana.
Ora la parola passa ai tour-operator e alle
agenzie di viaggio, ma le avvisaglie sono più che
lusinghiere.(12/06/2010)
In Kenya il Nokia che si ricarica in bicicletta
Ricaricare il cellulare è uno dei problemi moderni
del quotidiano di due milioni di kenioti. Ne
conosciamo tanti anche noi che viviamo sulla
costa, sono i nostri dipendenti o persone con cui
abbiamo a che fare ogni giorno. Vivono in capanne,
in villaggi o in quartieri senza elettricità e
approfittano di ogni presa di corrente libera, in
casa nostra o in alberghi e uffici, per
ricaricarlo. In genere, chiaramente, li lasciamo
fare. Nei villaggi periferici prolifera anche un
business collegato a questo problema: ci sono
chioschi collegati alla corrente che offrono il
servizio: dieci scellini per la ricarica. Nokia,
l'azienda leader dei telefonini cellulari in
Kenya, ha presentato a Nairobi il kit batteria da
collegare alla dinamo della bici, ed entro la fine
dell'anno immetterà sul mercato un nuovo modello
di telefonino (costo dai 35 ai 40 euro) pensato
apposta per essere appoggiato sul manubrio e la
cui batteria permette di ricaricarlo semplicemente
pedalando. Basta che poi non si prenda l'abitudine
di telefonare in bicicletta, che di piccoli
incidenti che vedono coinvolte le due ruote ce n'è
già abbastanza...(11/06/2010)
Il Kenya sui tram
Le cose vanno decisamente meglio di due anni fa,
la stagione appena trascorsa ha offerto segnali
migliori rispetto alla precedente: il Kenya è in
ascesa e con lui la costa, ma il Ministero del
Turismo e il Kenya Tourist Board, il suo organismo
di promozione, non abbassano la guardia come
invece fanno molte attività italiane di Malindi.
Così anche quest'anno, i mezzi pubblici
dell'Azienda Tranviaria Municipale di Milano, si
colorano dei luoghi e della natura del Kenya. Si
può salire su un tram di rinoceronti, o immaginare
un autobus come un matatu che ti porta sulla
bianca spiaggia di Watamu, farsi trasportare
dall'immaginazione per attraversare la jungla
d'asfalto della metropoli, sognando di essere nel
silenzio incontaminato della Savana, respirare
l'aria della natura più rigogliosa anche nel
sottosuolo, salendo su un convoglio della
metropolitana.
Indubbiamente quella di mostrare la varietà di
proposte e le meraviglie keniote sui mezzi
pubblici si è rivelata anche nei due anni passati
una mossa vincente e così, con l'arrivo
dell'estate, Milano è ormai abituata a "vestirsi"
di Kenya.(10/06/2010)
Richieste per il Kenya
Il Kenya continua a mietere consensi tra gli
italiani che stanno programmando le vacanze
estive. Proprio in questi giorni i telefoni delle
agenzie di viaggio sono bollenti, nonostante la
crisi ecoomica, perchè le ferie sono sacre.
L'aumento degli operatori che lavorano sul Kenya e
lo vendono, sta dando nuove spinte al turismo
sulla costa e le strutture giò presenti offrono
prezzi interessanti. Questo connubio fa del kenya
la meta su cui scommetere in quiesta stagione.
Chiunque dovesse decidere di organizzare le sue
ferie nel Paese africano, non se ne pentirà. Il
Kenya, pur essendo una nazione del Terzo Mondo con
i suoi problemi, attende turisti e, secondo i
calcoli degli stessi tour operator, dovrebbe
vedere aumentare l'introito turistico del 25%
nella prossima stagione. Da notare che già la
precedente, che ha soddisfatto gli operatori,
aveva già fatto segnare il 40% di
aumento.(09/06/2010)
Malindikenya.net ha bisogno di sostegno!
Per Malindikenya.net si avvicina il secondo anno
di vita. Nato dall'esigenza del turismo della
costa del Kenya di risollevarsi dopo la crisi
politica, ha aiutato il settore vacanziero e
l'indotto a farsi pubblicità, con l'ufficio
stampa, le notizie positive, il servizio
quotidiano, la collaborazione con l'Ansa.
Purtroppo dall'inizio del 2010 solamente alcune
attività (quelle di cui vedete le pagine
all'interno e le pubblicità nel sito) hanno
rinnovato la quota di iscrizione, che oltretutto
offre loro visibilità e molti servizi, Ed è grazie
alle loro donazioni a annue, che vanno dai 300 ai
500 euro, che il portale sopravvive. E' normale,
quando le cose iniziano ad andare bene, quasi
tutti si dimenticano di chi ha contribuito e
smettono di investire sulla immagine, i rapporti
con i media e l'informazione corretta. Non c'è da
stupirsi. Triste è semmai constatare che tra chi
si defila c'è anche chi andava criticando proprio
quest'abitudine tutta italiana (e anche un po'
contaminata dal "vivere alla giornata" africano).
Così, oltre a non finanziare più il lavoro del
portale e dell'ufficio stampa, tali attività che
hanno smesso di aderire a malindikenya.net, non
garantiscono nemmeno un minimo di pubblicità,
mentre chi ci crede da sempre e anche i nuovi
arrivati, continuano ad avere buoni riscontri
grazie agli spazi d'inserzioni qui sopra. Come
dire, rinunciano anche a un loro privilegio, a un
loro beneficio. Malindikenya.net oscilla tra le
900 e le 1200 visite quotidiane, circa 13 mila
contatti. Festeggeremo il secondo anno a luglio
con 400 mila lettori. Chiunque voglia avere
notizie di prima mano e approfondimenti sulla
costa keniota e aggiornamenti quotidiani, deve
passare dal nostro portale. Una decina tra blog,
forum e portali "copiaincollano" le nostre notizie
(quasi tutti, per fortuna, citano la fonte),
mentre le nostre notizie sono copiate solo se
provengono direttamente da agenzie di stampa,
altrimenti sono sempre confutate e scritte da noi.
Diciamo "noi", ma chi ha imparato a frequentare
questo portale, sa bene che è frutto del lavoro di
una sola persona. A luglio, grazie al volontariato
di un'altra singola persona, il portale
raddoppierà, con l'edizione inglese. Si spera così
di recuperare altra pubblicità dai locali e da
altri stranieri. E' l'ultimo tentativo per far
sopravvivere uno strumento secondo noi utile e
importante.
Anche voi nel vostro piccolo potete aiutare
malindikenya.net, con un'inserzione pubblicitaria
se avete qualcosa da promuovere, o con un sostegno
minimo annuo, se lo ritenete degno di esistere.
Per informazioni su come darci una mano, potete
scrivere a info@malindikenya.net. Grazie a chi può
e chi ci crede, a me piangerebbe il cuore, prima
che il portafogli, a dover chiudere questo spazio.
Freddie del Curatolo.(08/06/2010)
330 milioni per l'energia alternativa
Il Kenya ha sbloccato altri 330 milioni di euro
per potenziare la produzione di energia elettrica
da fonti alternative al settore idroelettrico. Il
finanziamento, garantito da un prestito della
Banca Mondiale, fa parte di un piu' vasto
investimento da 1,4 miliardi di dollari per
diversificare le fonti di approvvigionamento. Il
principale operatore nazionale, KenGen, ha una
capacita' di 1.000 MW di elettricita' (pari all'80
per cento della domanda complessiva), generata per
circa il 70 per cento da energia idroelettrica. Il
governo locale, in particolare, prevede di
installare, entro il 2030, 5.000 MW di
elettricita' prodotta con il
geotermico.(07/06/2010)
Pronto Soccorso e ospedale a Malindi grazie al
S.Matteo
L'accordo che malindikenya.net aveva annunciato in
esclusiva lo scorso gennaio, èdiventato esecutivo:
dall'Ospedale San Matteo di Pavia e dalla Regione
Lombardia arrivano i fondi per la costruzione del
Pronto Soccorso di Malindi e l'organizzazione di
due padiglioni dell'ospedale distrettuale.
L'accordo triennale è stato firmato giovedì, alla
presenza del Presidente del polo sanitario più
importante d'Italia, Alessandro Moneta (primo a
destra nella foto), del Direttore Generale Pietro
Caltagirone, del console di Malindi Roberto Macrì
e dei rappresentanti dell'Ambasciata, del Cisp
Kenya, dello stesso ospedale italiano e del
direttore del District Hospital di Malindi, Morris
Buni. Il piano triennale prevede uno stanziamento
di cinquecentomila euro, più gli aiuti provenienti
dal Ministero degli Affari Esteri italiano, che
tramite il Cisp aveva già avviato un progetto per
la costruzione del Pronto Soccorso. "La struttura
sarà dotata di sette o otto letti con attrezzature
adatte per i casi gravi e le lungodegenze - ha
spiegato Moneta - che saranno strettamente
collegati ai reparti di Alta Intensità Sanitaria
che sotituiremo con la ristrutturazione di due
padiglioni del nosocomio". I letti di quest'ultimo
reparto, inoltre, saranno già predisposti per il
monitoraggio in rete. "Non appena arriverà la
banda larga a Malindi - ha precisato Caltagirone -
si potrà attuare la Teleconference, che metterà in
collegamento diretto i medici locali con quelli
italiani, per i casi più problematici". Non è
tutto, il progetto prevede anche altre
strumentazioni e la formazione di giovani medici
locali in Italia e il loro ritorno in patria
accompagnati da colleghi italiani che seguiranno
la messa in atto pratica dei loro studi al San
Matteo. "Stage di sei mesi che potranno anche
andare oltre il primo triennio - conferma Moneta -
e che contiamo di iniziare al più presto". I
tempi: come conferma Tania Miorin del Cisp, che
coordinerà la supervisione delle opere, i lavori
per il Pronto Soccorso inizieranno dal prossimo
lunedì e potrebbero essere ultimati in cinque
mesi. A seguire quelli per i padiglioni e l'invio
dei macchinari. "I soldi ci sono e siamo già
pronti per partire anche con la formazione - ha
precisato Caltagirone - ora dipende dai tempi
tecnici della sanità keniota e dell'ospedale
malindino per reperire i medici interessati e
volonterosi. Con una clausola: dopo aver seguito i
nostri corsi di aggiornamento in Italia, per
almeno tre anni dovranno operare obbligatoriamente
nella sanità pubblica". Per Malindi è l'ennesima
buona notizia, un deciso passo avanti verso una
sanità migliore in un luogo in cui c'è davvero
bisogno. "Sia chiaro che questo progetto è rivolto
in primis alla popolazione locale - ha concluso
Moneta - ma non può che far piacere metterlo in
atto e portarlo a termine nella località keniota
con la più alta concentrazione di italiani. E' un
biglietto da visita in più di quanto gli italiani,
a tutti i livelli e con grande unità di intenti di
diversi soggetti, stiano facendo per rendere
questo luogo più vivibile, solidale e
moderno".(06/06/2010)
L'Est Africa cresce più di tutti
Nei prossimi due anni l'Africa orientale guidera'
la crescita economica del continente. La
previsione è contenuta in "African Economic
Outlook", relazione che monitorizza la crescita
dell'Africa, presentata ieri ad Abidjan, in Costa
d'Avorio. Si stima che la regione comprendente
Kenya, Uganda, Tanzania, Ruanda e Burundi, negli
anni 2011 e 2012 registrerà una crescita del 6%.
Nella relazione, la regione dell'Africa orientale
e' portata come "il miglior esempio di superamento
della crisi globale", che nel 2008-2009 ha
seriamente toccato le economie europea e
americana. La crescita della parte centrale e
meridionale non superera' il 4%.(05/06/2010)
Quanto costa vivere a Malindi?
Il nostro portale continua ad essere subissato di
e-mail di persone che vorrebbero trasferirsi a
Malindi e Watamu. Scelte di vita che nascondono
diverse motivazioni, sempre plausibili ma anche da
analizzare con cautela, prima di dare risposte di
circostanza. La scelta di lasciare l'Italia per
vivere sulla costa keniota non deve essere fatta a
cuor leggero. Il consiglio che diamo a tutti è
quello di provare a soggiornare qui almeno un
mese, non come turisti ma con l'occhio di chi ci
vorrebbe vivere. Molti lettori, però, sono già
stati in Kenya e si sentono già pronti. Così
entrano nello specifico e ci chiedono quanto costa
la vita da queste parti, ovvero con quanto si può
campare mensilmente in maniera decorosa. Sono
pensionati che ci chiedono se con la "minima" (700
euro al mese) possono stare tranquilli, coppie che
cercano un lavoretto, giovani stagiste, piccoli
imprenditori. Chiaramente non c'è una risposta
sola per tutte queste categorie, ma si può
diversificare il tipo di soggiorno. Chi vuole una
villa con piscina vicino al mare, ad esempio,
sappia che rispetto all'Italia qui è un sogno
realizzabile, con anche soli 800 euro al mese, più
le spese di personale, di luce e altro che possono
far raddoppiare la cifra. Sempre una bazzeccola,
rispetto all'Europa. Per i pensionati di cui
sopra, ci sono appartamentini a partire da 250
euro al mese, in centro, spesso già arredati. Fate
i vostri conti...per quanto riguarda il mondo del
lavoro, aprire un'attività, il discorso è più
serio e vasto, va approfondito guardando caso per
caso. Noi, come sempre, siamo a disposizione per
qualsiasi consiglio. Sul piatto mettiamo
un'esperienza ventennale per quanto riguarda il
Kenya, e specialmente la permanenza a Malindi e
Watamu.(04/05/2010)
Chiusa con successo la 5 giorni keniana di Fidenza
Si sono chiusi con grande successo di visitatori e
critica i cinque giorni all’insegna del Kenya, al
Fidenza Village, in provincia di Parma. La magia
del paese africano sarà in vetrina in uno degli
outlet più importanti d’Italia per trasformare le
giornate di shopping in un’occasione speciale per
approfondire la conoscenza o scoprire per la prima
volta le bellezze e la cultura di uno dei paradisi
del pianeta. Tante le attività per vivere in prima
persona la cultura di questo paese e che hanno
animato i viali dello shopping: dal ballo
all’artigianato, dal trucco alle acconciature
tradizionali, dagli incontri alle sfide, dalla
degustazione all’offerta turistica. I visitatori
di Fidenza Village hanno vissuto cinque giorni
intensi di coinvolgimento sensoriale alla scoperta
delle oltre 100 boutique a prezzi ridotti fino al
70% avvolti dalla Magia del Kenya.
Durante le 5 giornate, dalle 10 alle 20, lo
shopping all’interno del Villaggio era
accompagnato dalle danze della Waza Afrika Troupe,
gruppo composto da sei ballerini kenioti uniti
dalla passione per la musica e le danze
tradizionali africane. Esibizioni pregne dei ritmi
incalzanti della musica tradizionale keniota fatta
di percussioni, canti e ammalianti armonie che
spaziano dalla danza moderna e tradizionale alla
commedia, dalla narrativa alla canzone, completate
dai costumi colorati e dai trucchi rituali delle
diverse etnie del paese.
Oltre allo shopping, il pubblico si è potuto
dedicare ai balli e misurare con le percussioni
africane del gruppo keniota. E poi ancora tante le
attività proposte: i Maasai hanno raccontato la
loro cultura e le pratiche di ricerca e
avvistamento degli animali, illustreranno dal vivo
le abilità nel creare braccialetti e monili con
coloratissime perline. I visitatori si sono
sfidati nel Jumping Game: chi salta più in alto,
secondo la tradizione Maasai, è il più forte.
C'era un angolo dedicato alla bellezza, dove le
visitatrici hanno potuto farsi truccare e provare
acconciature tradizionali, i tatuaggi all’henné e
imparare ad indossare i coloratissimi khanga e kikoi –
i tipici parei del Kenya. Impedibile infine il
Mercatino Maasai, con esposizione di prodotti
artigianali e la degustazione dei due prodotti
principali del Kenya: l’ottimo tè e ilcaffè,
coltivati sugli altopiani della Rift Valley e
sulle pendici del Mount Kenya.
Gli specialisti dell’Associazione Italiana Esperti
d’Africa sono stati a disposizione dei visitatori
per rispondere ai quesiti e alle curiosità sulla
natura del Kenya e gli emozionanti safari,
supportati da video, immagini e testimonianze.
Anche la Karibuni Onlus ha avuto uno spazio per
illustrare le lodevoli iniziative di solidarietà
approntate nel distretto di Malindi.(03/05/2010)
Ancora sole sulla costa
Non sono molti gli hotel aperti a Malindi e Watamu,
ma in questo periodo, anche se non ci sono i
charter, ma il tempo (che in tutto il mondo regala
sorprese, spesso altrove poco piacevoli)
suggerirebbe il contrario. Domenica, lunedì e
anche ieri, ad esempio, sulla costa keniota
sembrava una giornata di febbraio, con la
differenza dell'acqua fresca e delle spiagge
semideserte. Un Kenya per tutte le stagioni, è
quello che gli albergatori e l'imprenditoria non
solo italiana sulla costa si augurerebbero. Da
considerare anche che le strade dello Tsavo, dove
ha iniziato a piovere a marzo ma ha anche finito
presto e non ha ancora ripreso, sono percorribili
e che tra poco inizia la grande migrazione.
Momento splendido anche per il bird-watching e per
godersi la natura africana che rinverdisce. Certo,
c'è da aspettarsi anche qualche scroscio in questi
giorni, e poi un periodo di nuvoloni e brutto
tempo. Ma per adesso chi ha preso un volo di linea
ed ha scelto il Kenya, magari anche come tappa
iniziale per un giro più lungo che termini nel
Sudafrica dei mondiali di calcio, non è
sicuramente pentito!(02/05/2010)
Madaraka day
Si celebrava ieri in Kenya il cosiddetto "Madaraka
day", festa nazionale che ricorda il giorno in cui
il Kenya ha posto le basi per la sua Costituzione.
Il primo giugno 1963, infatti, è una data
fondamentale nel processo di indipendenza del
Paese africano. Se il famoso vessillo con lo scudo
simbolo di chi aveva lottato per l'indipendenza,
su sfondo nero rosso e verde è stato mostrato per
la prima volta, in realtà il "Madaraka day" porta
con sè un significato ben più importante. Infatti
quel giorno di giugno il Kenya per la prima volta
si è dato un autoregolamentazione, la prima
traccia di costituzione, che poi verrà studiata e
stesa insieme con gli inglesi stessi per arrivare
al processo completo di formazione della
Repubblica del Kenya, che avverrà ufficialmente il
12 dicembre dello stesso anno.
In Kenya quindi oggi è "public holiday" e
moltissime attività sono chiuse, quelle che hanno
deciso di restare aperte hanno l'obbligo di
esporre la bandiera e si svolgono feste e concerti
di celebrazione in tutto il Paese. In Italia il "Madaraka
day" si celebrerà invece nei prossimi giorni, a
Roma nei locali di via della Consolata, con una
festa a base di musica e spettacoli e anche a
Fidenza, durante la cinque giorni di cui riferiamo
qui a fianco.(01/06/2010)
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