Amici dello Tsavo

AMICI DELLO TSAVO

L'impala che chiese al ranger italiano di essere salvato

La storia del cucciolo morente che si è fatto portare in salvo al Lualenyi Camp

03-02-2018 di Giovanna Grampa

Vi siete mai imbattuti in una scena in cui un animale della savana chiede aiuto all’uomo?
Forse in un cartone animato di Walt Disney dove può succedere che un cucciolo di impala, solo e impaurito, incontri in una luminosa giornata di sole, un uomo sulla sua strada e che gli si avvicini per chiedere aiuto e protezione.
Una storia fantastica realmente accaduta a Lualenyi Ranch, una riserva privata ai confini con lo Tsavo West.
Protagonisti un tenero impala, Davide Gremmo, Honorary Warden del KWS, sua moglie Cristina e il meraviglioso entroterra selvaggio della savana. Girando per le tortuose strade della Conservancy a bordo strada appare, seduto nell’erba, un timido cucciolo di impala solo, tutto arrotolato su sé stesso e con il corpo completamente ricoperto di mosche.
Indifeso in una vasta distesa erbosa, luogo ideale per i predatori e per gli scatti fulminei dei ghepardi.
A quella vista inaspettata, Davide ferma la macchina ed inizia a guardare l’ambiente circostante tendendo l’orecchio per sentire il fruscio di qualche impala nell’erba alta, alla ricerca della madre e di altri impala del gruppo.
Guarda il più lontano possibile con l’ausilio di un cannocchialema, purtroppo, non ci sono impala in tutto il suo raggio visivo.
Scende dalla macchina per osservare meglio il povero cucciolo, preoccupato per il suo stato di salute: le mosche che ricoprono il corpo fanno pensare che l’animale potrebbe essere ferito o estremamente indebolito.
Mentre s’avvicina al bordo strada per osservarlo più da vicino, il piccolo impala trova la forza di alzarsi e come per miracolo le mosche lo abbandonano, disperdendosi nell’aria. Il baby impala è proprio piccolo, al massimo avrà due settimane di vita ed ha ancora attaccato alla pelle un cordone ombelicale rinsecchito ma non presenta ferite.
Pochi istanti di smarrimento per poi trovare la forza di avvicinarsi a Davide, senza paura di fronte a lui, a piccoli passi, per farsi accarezzare.
Non fugge ma sembra chiedere aiuto e protezione, travalicando i confini della sua specie.
E in quel momento il mondo animale e quello umano sono un solo universo, perfettamente all’unisono uniti da un timore reverenziale reciproco.
Il cucciolo ha sicuramente perso la madre forse preda di ghepardi o leopardi e con essa ha perso anche la protezione del gruppo ed è troppo esposto ai pericoli della savana. In genere gli impala sono timidi e facilmente spaventabili ma il piccolo erbivoro non sembra in alcun modo temere le attenzioni che gli riserva Davide, sotto lo sguardostupito e incredulo della moglie Cristina e, rapito dall’emozione, assapora l’intensità di quel presente così speciale. L’animale è doppiamente fortunato perché chi lo sta coccolando è un ranger onorario che ha scelto di dedicare la sua vita alla protezione della savana e quanto in essa c’è di bello e prezioso.
Una telefonata al Comando Centrale del KWS autorizza Davide a trasportare il cucciolo fino al Centro Sheldrick più vicino per un primo soccorso.
Con delicatezza lo prende in braccio e lo deposita all’interno di una cesta sufficientemente capiente, la classica borsa della spesa intrecciata con corde di sisal, tipica della tradizione giriama.
L’impala, per nulla intimorito, si mette comodo, appoggia la sua testina sul bordo del cesto ed esplora, con i suoi grandi e lucidi occhi bruni, il nuovo ambiente che lo circonda mentre Cristina lo accarezza delicatamente per rassicurarlo.
Un viaggio fino a Voi, nello Tsavo East, dove il cucciolo fortunato, ormai dobbiamo chiamarlo così, viene consegnato in mani esperte per le prime cure. L’orfanotrofio della DSWT (David Sheldrich Wildlife Trust) è un centro di eccellenza dove ogni anno vengono salvati decine di elefanti, bufali, zebre, impala ma anche uccelli e manguste.
Fondato da Daphne Sheldrick negli anni cinquanta in memoria del marito, accoglie animali orfani che vengono accuditi e curati per essere poi reintrodotti in natura. Ora il cucciolo ha anche un nome, David, in onore di chi l’ha salvato ed è diventato un impala molto importante tanto da essere trasportato, dopo qualche giorno  di cure intensive, in elicottero fino ad un centro vicino a MtitoAndei, sempre nello Tsavo East, dove crescerà accanto ai suoi simili e col tempo potrà ritornare libero in savana.
La magia dell’Africa ci ha fatto assistere ad un miracolo, insegnandoci che a volte il comportamento animale è davvero incredibile.
Gli animali, domestici o liberi in natura, sono in grado di provare un ampio ventaglio di emozioni fino al limite di chiedere aiuto anche all’uomo.
Dobbiamo solo essere in grado di comprendere i loro messaggi con tutta la dedizione e l’amore che si meritano.
 

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