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MALINDI

Forum Keninvest: la grande risposta di Malindi

Gli italiani dimostrano che la comunità è unita

30-09-2015 di Freddie del Curatolo

Se doveva esserci una risposta alla domanda "esiste una comunità italiana unita e coesa a Malindi e dintorni?", la risposta è stata data ieri in grande stile da imprenditori e residenti italiani della Kilifi County.
Nessuno si aspettava che durante il Business Forum organizzato all'Ocean Beach Resort da Keninvest e Italy-Kenya Trade Association sarebbero arrivate fate turchine con la bacchetta magica, ma tutti hanno capito che era importante fare quadrato, dimostrare di essere un gruppo di investitori accomunati da interessi comuni e con la stessa voglia di scrollarsi di dosso i mali di quest'ultima stagione, e magari togliersi qualche sassolino ancestrale dalla scarpa.
L'Ambasciatore d'Italia in Kenya Mauro Massoni, sceso a Malindi per rendersi conto di persona della quantità e qualità dei connazionali di stanza sulla costa, è rimasto favorevolmente impressionato e si è trattenuto a più riprese, durante le pause della mattinata, con chi ha avuto piacere di conoscerlo e presentarsi. La delegazione italiana da Nairobi era ben rappresentata, dal responsabile economico e commerciale dell'Ambasciata Paolo Rotili e dal Capo Area per l'Est Africa della SACE (la società governativa per gli investimenti italiani all'estero) Giorgio Traietti. Oltre che da Rita Ricciardi, direttrice della Italy-Kenya Trade Association e deus ex machina di questo incontro.
Incontro che ha fatto conoscere a chi non era ancora ferrato, certi meccanismi degli uffici istituzionali con cui chi opera in Kenya ha a che fare ciclicamente. Alcuni in maniera scolastica, altri con stile semplice e immediato, altri ancora forse in modo un po' prolisso, hanno ripassato iter e nuove regolamentazioni. E chi ha prestato attenzione, non può aver notato qualche novità rispetto a tante cose che chi vive qui è convinto di sapere, forse perché è rimasto a certe leggi di tanti anni fa.
Particolarmente significativo l'intervento di Moses Ikiara, Managing Director della Keninvest, istituzione governativa chiamata a facilitare gli investimenti in Kenya, il rilascio di permessi ed altro, che ha promesso l'apertura prossimamente, due volte a settimana, di uno sportello di consulenza per gli imprenditori malindini. 
"Il Governo vuole agevolare le persone come voi - ha detto Ikiara - c'è bisogno di investimenti a tutti i livelli, non pensiate che ci interessiamo solamente dei massimi sistemi".
Affermazione ribadita anche dal responsabile della SACE in Kenya: "Ci sono facilitazioni da parte del Governo italiano per tutti i tipi di imprese - ha detto Traietti - collaboriamo e aiutiamo indifferentemente chi ha investito 50.000 euro e chi ne porta 300 milioni". Dagli altri uffici governativi, Kenya Revenue Authority, Immigration e Tourist Regulation Authority, l'invito a recarsi da loro certi di trovarsi davanti a chi vuole metterli in condizione di ricevere agevolazioni, e non secondi fini.
Parte rilevante della mattinata è stata dedicata alla presentazione della nuova campagna di immagine lanciata dall'agenzia internazionale Graylings e già inaugurata dal presidente Kenyatta all'Expo di Milano. La campagna si chiama "Make It Kenya" e punta sull'immagine del "Paese dalle infinite potenzialità", con un portale internet dedicato a presentare tutti gli aspetti del turismo e delle opportunità d'investimento del Kenya. L'idea è quella di fare "community" e di diventare tutti ambasciatori di un luogo unico al mondo. Niente di nuovo, si dirà. Sì, ma nuovo è il vestito e molto più comprensibile e accattivante è il linguaggio. "Qui avete un luogo unico al mondo, dove si può trascorrere per metà una vacanza al mare e per l'altra metà in Savana - ha ricordato il Media Strategy Director dell'agenzia Grayling, che cura l'immagine del Kenya - è un'occasione da non perdere, è la vostra forza e dovete esserne ambasciatori, ognuno di voi".
E' un Paese che va anche verso l'informatizzazione di tutta la burocrazia e questo, secondo i responsabili delle istituzioni, è il modo più concreto per sconfiggere la corruzione ed il malcostume di usare diversi metri a secondo dell'interlocutore.
Cosa in cui a Malindi si incappa ancora oggi. 
La comunità italiana di Malindi, Watamu e Mambrui ha dimostrato che ha voglia di cambiare queste abitudini, partecipando in maniera massiccia, ma soprattutto composta e interessata al forum, sperando magari di ricevere indicazioni più benauguranti per il futuro prossimo e offrendo l'immagine di un settore turistico che deve essere aiutato, per riprendere a viaggiare in parallelo con il Paese e a creare, con i suoi posti di lavoro e l'indotto, quel benessere che il Kenya vuole raggiungere nei prossimi quindici anni, eliminando la povertà e portando i suoi cittadini ad essere "middle class".
I buoni propositi ci sono, adesso occorrerebbe qualche fatto. Abbassare i costi dei permessi di lavoro, dare qualche "benefit" in più a chi opera nel turismo sarebbe già un buon inizio. 

TAGS: Forum MalindiComunità italiana Malindi

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