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La prima Grande Migrazione senza turisti

Tutto chiuso nel Mara, spettacolo solo virtuale

22-06-2020 di Freddie del Curatolo

Chissà se qualche esemplare, tra le migliaia di gnu che si stanno spostando dal Parco del Serengeti in Tanzania al Maasai Mara, si stupirà nel non vedere nessun fuoristrada o pulmino in giro.
Se i leoni che attendono nei pressi delle rive del fiume Mara si rallegreranno nel trovare completamente sgombre e saranno contenti di non dover strizzare gli occhi agli invadenti flash dei teleobbiettivi. E se l’ego dei coccodrilli tra i mulinelli delle acque torbide verrà un po’ meno nel sapere che non ci saranno grandi fotografi a riprendere le loro gesta di predatori.
Questi ovviamente sono pensieri da favola surreale, nemmeno da film o da documentario. La realtà è che in questi giorni tra Kenya e Tanzania è iniziata la prima Grande Migrazione di due milioni di gnu senza qualche migliaio di turisti a goderne la drammatica ma spettacolare vicenda.
Com’è noto infatti, i lodge e i campi tendati del Maasai Mara sono chiusi dal marzo scorso a causa della pandemia di Covid-19.
Anche i dipendenti di queste strutture sono stati rimandati a casa, lasciando buona parte delle strutture, alcune lussuose con piscine, verande e ristoranti a disposizione della fauna selvatica. 
Abbiamo già visto nelle scorse settimane immagini di elefanti prendere possesso dei locali di certi lodge ed aggirarsi indisturbati tra le tende.
Tradizionalmente, la migrazione è uno dei momenti di grande afflusso turistico nel Paese, con migliaia di appassionati da tutto il mondo che visitano la riserva per assistere al passaggio degli animali.
Quest'anno il Ministero del Turismo del Kenya ha promesso safari virtuali in streaming, mentre altri videoamatori faranno il possibile per riprendere e trasmettere in streaming le scene della Grande Migrazione 2020.
Il Senior Warden della riserva, James Ole Sindiyo ha detto ai media che, dopo mesi tradizionalmente di bassa stagione come aprile e maggio, il Maasai Mara solitamente a giugno vive per tre mesi uno dei suoi momenti magici. Ma mai prima d’ora in almeno 40 anni di mestiere e in 60 di vita, la riserva che misura circa 1500 chilometri quadrati è stata così deserta.
"Gli hotel, i lodge e i campi tendati del Mara non hanno visitatori, rispetto alle percentuali di occupazione tra il 90 e il 100 durante questo periodo - ha ammesso Sindiyio – la chiusura ai voli locali e internazionale ha aggravato totalmente la situazione”.
Il Governatore di Narok, Samuel Tunai, aveva avvertito già precedentemente che la chiusura delle strutture di ospitalità della riserva avrebbe colpito gravemente le entrate della Contea.
Tunai, che è anche il presidente del Comitato Turistico del Consiglio dei  Governatori, ha detto che solo la sua Contea potrebbe subire perdite pari a 2,4 miliardi di scellini.
"Senza turisti che vengono al Maasai Mara, la nostra riscossione delle entrate è a zero, la prenotazione è a zero, tutti i lodge sono chiusi a causa dello stop ai voli internazionali e nazionali. La migrazione questa volta avverrà senza che nessuno ne sia testimone”.
Per fortuna, anche se non c’è un posto letto a disposizione per nessuno, polizia e KWS sono sempre al lavoro per proteggere la fauna selvatica dai bracconieri. Perché loro non si fermano e la loro vita da figli di p.....a vale così poco che il Covid-19 gli fa ben poca paura.
Intanto, come tutti gli anni, i tanti gnu che sopravviveranno all’attraversamento del Mara e all’agguato di leoni, ghepardi, leopardi, iene e altri carnivori che li attendono prima e dopo il guado e durante il trasferimento, si recheranno verso il Talek, dove finalmente potranno beatamente riprodursi.

(Fotografia cortesemente concessa da Paolo Torchio)

TAGS: grande migrazione kenyagnu kenyamaasai mara

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