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INCHIESTA

Scommesse: come le agenzie traviano i minorenni in Kenya

Inquietante inchiesta del Sunday Times negli slum di Nairobi

16-07-2019 di redazione

Proprio qualche giorno dopo il blocco delle licenze delle agenzie di scommesse in Kenya da parte del Governo, (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO) un’inquietante e approfondita inchiesta del Sunday Times inglese smaschera il giro d’interessi legato anche alle multinazionali del merchandising sportivo e soprattutto a grandi squadre della Premier League.
Un giro che sfocia nell’illegalità e dell’immoralità perché coinvolge volutamente anche i minorenni ed in certi casi anche ragazzini poveri degli slum di Nairobi. 
Secondo il corrispondente del Sunday Times Andrew Gilligan, le agenzie di scommesse britanniche, ma anche la keniana SportPesa che sponsorizza diverse squadre del campionato inglese, utilizzano tecniche di mercato vietate nel Regno Unito.  
Si rivolgono infatti ai giovanissimi utilizzando personaggi dei cartoni animati e regalando abbigliamento sportivo per attirarli. Nei negozi di scommesse di una società britannica nelle baraccopoli di Nairobi, il Sunday Times racconta di ragazzini di 14 anni che giocano liberamente, in violazione anche della legge keniota. Nelle radio circolano messaggi che invitano a provarci, quale altra pratica può farti vincere un milione di scellini rischiando di perderne solo 100. Il problema è che quei cento scellini sono la soglia di sopravvivenza di un residente dei quartieri disagiati di Nairobi, vale un piatto di fagioli e di verdura al giorno, una fetta di polenta e deve avanzare anche qualcosa da sommare giorno dopo giorno per pagare l'affitto di una baracca di lamiera.
Facendo leva cinicamente sulla povertà estrema e sulla speranza che avvenga un miracolo per cui possa cambiare la loro condizione sociale e quindi la loro vita, le aziende di scommesse portano i minorenni a procurarsi soldi in qualsiasi maniera per poter tentare la fortuna, lanciando un messaggio diseducativo in barba alle regole. 
L’articolo del Sunday Times si concentra in particolare sullo slum di Kibera, il più vasto e problematico, dove la sala scommesse è diventata il nuovo centro di aggregazione, con le partite della Premier League e degli altri campionati trasmesse senza sosta.
Le pubblicità delle agenzie di scommesse SportPesa e BetIn (le due di cui il Governo ha sospeso sine die i conti Mpesa) mostrano proprio la vita negli slum e la possibilità di diventare di colpo ricchi e permettersi una casa da milionari e condurre una vita degna dei testimonial, l’ex calciatore dell’Inter McDonald Mariga e la sua fidanzata, una nota presentatrice locale. BetIn è una società che opera prevalentemente in Africa ma è controllata in parte da una società austriaca e da una inglese. I ricavi delle scommesse sottratti ai poveri (e anche alla classe media) del Kenya vengono tutti portati all'estero.
Gilligan intervista a Kibera anche un quattordicenne, Alfred che conferma che le scommesse sono l’unica possibilità di fare soldi a Nairobi (“Se scommetti tutti i giorni, Dio può aiutarti e farti diventare ricco”) mentre il suo coetaneo Geoffrey dice “Non penso ad altro che scommettere sul calcio, non m’importa di mangiare. Se sono fortunato e vinco, avrò tutto il tempo di mangiare”.
Non si tratta di casi isolati, il reportage illustra anche dati del Ministero dell’Interno che mostrano come tre giovani su quattro  in Kenya siano dediti alle scommesse e che 500 mila persone hanno problemi di debiti o vengono definiti “creditori inaffidabili” per via del gioco online.
Secondo la legge keniota le scommesse sono vietate ai minori di diciotto anni, ma i controlli fino ad ora sono stati deficitari e la possibilità in Kenya di giocare usando soldi da caricare sul telefonino e non la sola carta di credito come avviene in altri Paesi, rende tutto più facile.
Mentre il Governo keniano sta cercando di prendere le contromisure, fa decisamente discutere e indignare il silenzio delle autorità inglesi, a partire dalla Federazione calcistica e dalla Premier League, una delle macchine commerciali più potenti del mondo.
In ogni angolo di Nairobi c’è l’immagine di un campione di Arsenal, Tottenham ed altri team che hanno migliaia di fans in Africa, abbinato ai grandi colossi delle scommesse.
Nelle scorse settimane la squadra dell’Everton, sponsorizzata da SportPesa, società keniana con soci bulgari e americani, ha fatto una tournée in Kenya, disputando alcune amichevoli con squadre locali.
Contratti milionari e l’occasione anche per mascherare il tutto con attività benefiche, come ad esempio regalare divise da calcio, gadgets ed altri articoli sportivi.

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