IL CASO PANORAMA

Nella prima edizione di settembre del periodico Panorama, è apparsa un'inchiesta firmata dal giornalista Senio Bonini, un freelance di 28 anni, in cui si raccontano una serie di menzogne e invenzioni, mescolate nemmeno troppo bene a stralci di articoli copiati da blog in internet, interviste distorte, citazioni modificate, personaggi inesistenti. Insomma, l'ABC del pessimo giornalista.
Il tutto ai danni di Malindi, dipinta come una novella Fortaleza, con i bambini che si prostituiscono di sera davanti al Fermento o allo Stardust, le ville come alcove del sesso e la polizia al soldo degli italiani che spadroneggiano come bulli in un far west del terzo mondo. Chiunque abbia frequentato Malindi per più di una settimana e non sia rimasto chiuso in un villaggio vacanze sa benissimo che la realtà non è questa. Conosce la movida notturna e sa come vanno le cose. La conferma, se mai ce ne fosse bisogno, viene dalle mail che ci sono arrivate.
Escludiamo le (tante, troppe) che contengono insulti all'autore o al giornale, slogan politici o volgarità gratuite.

Aggiornamento:
A vantaggio di tutti coloro che hanno scritto e che scriveranno, questo non è un blog ma uno spazio aperto a commenti, consigli, quesiti e considerazioni. Voglio comunque rispondere ai lettori che hanno posto alcune domande.
Il portale farà un'azione concreta?
La risposta è in prima pagina, c'è una causa legale intentata in Italia dall'associazione MWTWG, editrice del portale, per diffamazione e danni d'immagine.
I Malindini faranno qualcosa?
Si sta preparando una raccolta di firme in cui saranno coinvolti i residenti, gli operatori e anche la popolazione locale.
Direttore di Panorama e autore dell'articolo hanno risposto alle mail?
Per adesso, assolutamente no. E dispiace soprattutto per Belpietro, che comunque è un professionista.
Si può avere il numero di telefono di Bonini?
Noi, a differenza di Bonini, abbiamo un'etica, oltre ad avere il numero di cellulare di Bonini. Ma non lo pubblichiamo. Se qualcuno vuole scrivere a info@malindikenya.net gli spiego perchè...

PANORAMA 1

Buonasera, spero prenderete posizione riguardo al bruttissimo articolo di Panorama di questa settimana, carico di menzogne per abbattere Malindi.
Aurelio

PANORAMA 2

Siamo tutti di nuovo sconvolti dagli articoli diffamatori comparsi sulla stampa italiana riguardo a Malindi. Per quale motivo ci si accanisce così contro questo Paese che avrà certamente dei difetti ma di sicuro non è peggio di tanti altri nel mondo....? Noi che lo frequentiamo da tanti anni non abbiamo mai visto voli di turismo sessuale e se c'è una cosa che viene punita dagli abitanti stessi è proprio la pedofilia. Chiediamo a questi "scrittori"...di pensare prima di scrivere....voler fare notizia a tutti i costi è sempre una cosa di cui si dovrebbero vergognare!
Mali

PANORAMA 3

Ho letto l'articolo sulla pedofilia a Malindi. Sono sconcertato!!! Sono tanti anni che frequento la costa sud tra Malindi e Mombasa. Sono posti incantevoli e la caratteristica che da subito mi ha colpito positivamente è stata proprio la gente del posto, gioviale e sorridente e in armonia con i residenti che popolano la zona, italiani e non. E' vero, quando esci la sera le discoteche sono frequentate da ragazze pronte ad "accompagnarti" (realtà comune a centinaia di mete turistiche nel mondo) ma sono ragazze, donne, non bambine! La pedofilia purtroppo esiste in tutto il mondo e va combattuta, ma Malindi non è così come viene descritta e certa gente farebbe bene a pensare prima di scrivere parole così pesanti. Fate qualcosa!!!
A.C.

PANORAMA 4

L'ennesimo articolo della stampa italiana evidenzia un fatto: Malindi non si può più permettere di essere infangata per pochissimi connazionali malati e dediti a pratiche che meriterebbero l'evirazione. Ciò non toglie che questo giornalista ha scritto una marea di stupidaggini, per non dire di peggio. E' ora comunque di denunciare queste persone, alcune di loro sappiamo chi sono, forse spaventarle sarebbe sufficiente. Siamo in grado di farlo, non è così? Sarebbe gradita una risposta.
Residente dal '99

PANORAMA 5

Ciò che leggo su Panorama è incredibile. Si tratta Malindi come la Thailandia, come se ci fossero i bambini per strada a prostituirsi, la mafia locale a schiavizzarli. MA QUESTI GIORNALISTI DEL C...O sono mai stati a Malindi? Spero risponderete per le rime (io non sono capace, mi arrabbio troppo facilmente) a questo pseudogiornalista che andrebbe davvero punito. Grazie
Nexus.

PANORAMA 6

Un altro articolo che getta discredito su Malindi e gli italiani in kenya. Non voglio credere che la situazione sia come quella che il giornalista di Panorama descrive e tanti amici mi rassicurano in tal senso. Ma qualcosa di vero ci deve essere, non è possibile che i giornalisti arrivino a inventarsi di sana pianta le notizie. Voi non parlate di questa situazione? A parte l'italiano accusato di adescamento, non ho visto altri servizi sulla pedofilia a Malindi. Ne parlerete presto? Farete luce su queste vicende? Ma soprattutto, prenderete provvedimenti contro Panorama?
Anonimo

PANORAMA 7

Ho avuto modo di leggere sull'ultimo numero di Panorama uno squallido (falso) reportage da Malindi. Siamo alle solite: notizie inventate, luoghi comuni, personaggi inesistenti, il piacere di far apparire Malindi la frontiera più spinta della depravazione. Sarebbe ora di farsi "vivi", se non con il giornalista, che è un poveraccio, con il direttore di Panorama, chiedendogli di controllare i servizi da pubblicare (speriamo in buona fede) e di farsi un viaggetto (a sue spese) a Malindi. Complimenti per il sito, non mollate!
S. Lo Prete

PANORAMA 8

Non è possibile pubblicare notizie palesemente false! Giornalisti categoria di assassini, gli stiamo mettendo giustamente dei paletti in Italia e si sfogano andando a rovinare il lavoro degli italiani all'estero. Fatevi sentire, le belle notizie che ci date valgono molto di più delle inchieste inventate dai criminali della stampa!
E.M.

PANORAMA 9

Appena letto sul vostro sito dell'articolo di Panorama, sono andato a leggerlo online e confermo le notizie false e distorte denunciate da voi. E' incredibile come un'intera comunità debba pagare le conseguenze di una poco nobile pagina di giornalismo. Passiamo alle cose belle: sarò alla festa keniota di Milano!
Continuate così, Alfredo De Bellis.

PANORAMA 10

Letto la home page. Non ho parole. Ditemi dove posso andare a trovare questo Bonini, ho due tre cose da chiedergli in faccia, e voglio che mi guardi negli occhi quando mi risponde...
Scuro

PANORAMA 11

Buongiorno, vi scrivo per esprimere il mio sdegno per l'ennesimo "incredibile" articolo che mira a screditare il nome di Malindi, ed in particolare della comunità e dei turisti che abitano e visitano la costa nord del Kenya. L'articolo in questione, è apparso su Panorama di ieri, domenica 7/9/2008, e descrive Malindi come un luogo di pedofili e sfruttatori. Conosco bene la zona, e la gente che la vive e la visita. Posso affermare che una realtà come quella descritta dal suddetto articolo non esiste e non potrebbe esistere. Come purtroppo in tutto il mondo, possono essersi verificati sporadici episodi di pedofilia, subito condannati e denunciati sia dalle forze dell'ordine, che dalla popolazione, ma da qui ad affermare che Malindi è un luogo che si presta a questo, c'è molta differenza. Rimango quindi con il solito interrogativo: perchè ogni volta che un giornalista ha bisogno di fare del "sensazionalismo" se la prende con Malindi?
Sperando che riusciate a far sentire la vostra voce, mi complimento per il lavoro che state portando avanti.
Aganzo

PANORAMA 12

Approvo totalmente l'ultimo commento sull'articolo di Panorama sulla pedofilia in Kenya...Purtroppo la gente parla senza sapere cosa dice...in questo caso però milioni o migliaia di persone leggeranno e prenderanno per buono quello che ha scritto questa persona ignorando la verità! Tutti noi che frequentiamo assiduamente (o abitiamo) a Malindi sappiamo qual'è la verità e non è certo la realtà che descrive quel "giornalista" forse lo pagano per discreditare il Kenya che mai come adesso ha bisogno di fiducia per risollevarsi dalla crisi, e non di parole e non di parole false e buttate al vento.
Carlotta

PANORAMA 13

Sono sdegnato per quanto ho letto su Panorama. Da anni innamorato di Malindi, confermo di non avere avuto mai notizia di comportamenti quali vengono descritti sul settimanale. Ho anche io l'opinione che qualcuno stia ancora cercando di screditare Malindi agli occhi dell'opinione pubblica. Da parte mia non acquisterò mai più settimanali e quotidiani riconducibili a Panorama e farò il possibile per convincere quelli che conosco, e sono tanti, di fare altrettanto.
Giuliano


PANORAMA 14

Complimenti, direttore di Panorama! Ha appena perso un affezionato lettore del suo periodico da venticinque anni! E dire che avevo applaudito alla sua scelta, a questo punto mi rimane solo "Il Giornale". Un articolo come quello su Malindi, per chi la frequenta, è davvero peggio del peggiore giornalismo becero. Montanelli, pace all'anima sua, sputerebbe fuoco!
Renato

PANORAMA 15

Buongiorno, nel raccapriccio generale, voglio ringraziare malindikenya.net. Ce ne fossero di giornali in internet così, in Italia! Le vostre battaglie saranno anche le mie!
Fabia

PANORAMA 16

Buongiorno. Mi piacerebbe tanto sapere il motivo per il quale tanti "pseudo" cronisti parlano male di Malindi. Non solo questo articolo di Panorama, ma anche sui canali Tv quando c'era la sommossa all'interno. Per farsi "grandi" tutti parlavano dei problemi a Malindi. Sono anni che vengo sia a Malindi che a Watamu e posso dire di non avere mai avuto nessun problema. Dovete assolutamente prendere serie posizioni. Io scriverò senzaltro. Saluti, Carla.

PANORAMA 17

Ho come l'impressione che questo articolo non sia frutto del caso, ma risultato di una campagna anti Kenya che da parte di Panorama può essere letta nell'ottica dell'informazione contro il candidato presidente americano Barack Obama, che è di origine keniota. Comunque parlare male del Kenya non è mai negativo, per loro...Ma vorrei sapere anche se l'Unicef e le altre Onlus ci guadagnano o ci perdono a pubblicare statistiche che evidenziano lo sfruttamento dei minori in queste zone, in cui loro lavorano da anni e hanno i loro bei tornaconti...meditate gente!
Silvia

PANORAMA 18

Non so esprimermi bene e mi faccio aiutare anche a entrare in internet. Ma una cosa dovevo scriverla: questi sono i veri terroristi, non se ne può più di questa stampa, diecimila volte meglio il Nation che da la notizia come deve darla punto e basta. Quella di Panorama sarebbe un'inchiesta? Ma mi facci il piacere, Belpietro. Indignazione è dir poco, qui ci vuole una bella azione legale di tutta Malindi!
Franco

PANORAMA 19: LA VERA TRISTEZZA D'ESSERE ITALIANO

Nell'Italia della recessione, del governo più stabile dai tempi del Ventennio, dei proclami e dei dettami, c'è qualcuno che ama interessarsi di una piccola comunità d'italiani che si è stabilita e lavora a ottomila chilometri di distanza. Perchè mai? Cosa ci sarà di così interessante, di sociologicamente importante? Che Malindi sia una cartina di tornasole per capire la nostra società o invece che sia la voglia di criticare e smontare una sperduta appendice di libertà targata Belpaese "laggiù nel paese dei tropici"? Insomma, è invidia o istinto protettivo dei propri connazionali? Questo si chiede un lettore disincantato come me che ha frequentato Malindi nel 1992 (!) e da allora sente parlare del Kenya soltanto da chi ci vive ed è rimasto in rapporti di amicizia. Io faccio la mia (sempre più dura) vita italiana e appena posso riguardo le foto di quella vacanza, di quando ho sognato di trasferirmi lì. Leggo, m'informo, ascolto le novità dagli amici, so di iniziative bellissime e aiuto quando posso. Ho una bambina ancora piccola e non vedo l'ora di farle conoscere la meraviglia della Savana, ma anche quei personaggi malindini che sono una via di mezzo tra il pescatore di Hemingway e Hemingway stesso. Sogno di portarla negli orfanotrofi in cui i bambini ridono e giocano felici perchè hanno un piatto di polenta e qualcuno che li assiste, sogno di sedermi su un muretto di corallo in riva al mare all'ora del tramonto e parlare a mia figlia di libertà, di fratellanza, di un luogo in cui non ci siano arroganza, falsità, sopraffazione, ritmi isterici e imposizioni. E sogno (ma questo non ditelo a mia moglie...) che lei mi dica "babbo, perchè non ci trasferiamo qui?". Già, perchè? Ed ecco che la domanda ha subito una risposta, grazie ai media, ai giornali che ormai sanno tutto e ce lo sanno spiegare così bene. A Malindi non si dovrebbe andare: ci sono i pedofiili, in una percentuale che non te ne puoi non accorgere, sono ovunque, probabilmente i tanti orfanotrofi sono stati costruiti apposta, ecco come si maschera la depravazione! E i pedofili si aggiungono a una lunga lista: sì, infatti ricordo che quando andai io a Malindi, la stampa diceva che gli italiani erano tutti ergastolani evasi dalle carceri italiane, ex terroristi e brigatisti, pirati e avventurieri che ti avrebbero lasciato in mutande in due giorni. Poi io giravo tranquillamente, bevevo una birra conversando con un terrorista, mi facevo servire gamberoni da un pirata, andavo in barca con un brigatista e chissà perchè stavo bene, al pari di tantissimi turisti di passaggio che si sono anche comperati una casa. Allora mi viene da pensare che sia proprio invidia e che vedendo un microcosmo che prova semplicemente a sopravvivere in un posto che ama (perchè è noto che a Malindi non ti puoi fare i miliardi con il turismo, che c'è cinque mesi all'anno se va bene, ma puoi solo campare decentemente guadagnando in salute e in felicità) un giornalista avido, cinico, venduto e senza più sentimenti debba cercare anche nella magica terra d'Africa il male a tutti i costi. Tutto ciò mi mette un'enorme, infinita tristezza, soprattutto perchè a me, ancora per qualche anno, tocca ancora di vivere tra questa gente senza più un briciolo d'Africa nel cuore.
Paolo Sapone

PANORAMA 20

Ragazzi, il Kenya e Malindi in particolare sono semplicemente splendidi, dopo che ci sono stato ho capito cosa s'intendeva per mal d'Africa. Appena ci vai sei immerso in una varietà di colori di profumi e di sapori che mai avevo conosciuto e poi la gente è splendida, dignitosa nonostante la povertà che troppo spesso la fa da padrona. A riguardo dei casi riportati da Panorama, farei attenzione a non fare di tutta l'erba un fascio, sicuramente ci saranno stati episodi incresciosi, ma i pedofili e i maniaci sono purtroppo in tutte le parti del mondo e vi assicuro che lì la polizia non scherza per niente. Un saluto a tutti quelli che rendono vivo questo interessante sito.
P.S. Spero di tornarci presto per rilassarmi un po'.
Pippo

PANORAMA 21: LETTERA A BELPIETRO

Salve, ecco il testo della lettera che ho inviato a Panorama.
Egregio Sig Belpietro,
le scrive una italiana che vive e lavora a Malindi da nove anni.
Non vorrei scioccarla ma posso assicurarle che non sono ne' pedofila, ne' camorrista , ne' scappata dall'Italia.
In questo modo ho dunque informato Lei del mio stato, ma non posso purtroppo informare i suoi lettori che, grazie al geniale articolo di Bonini, ennesimo diffamante articolo sugli italiani di Malindi,ormai identificheranno gli italiani, i tanti, tantissimi italiani di Malindi, come pedofili e altro.
Non perdero' il tempo mio e suo ad elencarle le inesattezze e le fandonie dell'articolo di Bonini, in quanto a seguito dello sdegno generale sollevato,ha gia' avuito modo di leggere come tali menzogne le siano state ampiamente denunciate e "smascherate " da tanti italiani di Malindi. Mi unisco dunque al coro di tali Italiani , residenti e frequentatori, come me indignati da tanta superficialita' da parte vostra nel lasciare spazio ad un ragazzino a caccia di uno scoop comodo e apparentemente facile, ma, se lo lasci proprio dire, tecnicamente davvero scadente. Un copia-incolla di vecchi articoli e un taglia e cuci di dati mal recuperati e grossolanamente gonfiati. Ci vuole bravura anche a raccontare le bugie, e il vostro Bonini di capacita' evidentemente ne ha avute davvero poche anche nel raccontare le sue bugie, con la storia dei fortini inaccessibili alla polizia e dei voli charter per pedofili ha raggiunto l'apice rendendo l'articolo , almeno questo per fortuna, meno credibile a chiunque abbia un minimo di buon senso.
Chiunque abbia un minimo di senso critico e abbia passato anche un breve periodo a Malindi puo' rendersi conto che sicuramente come in ogni citta' ,e sopratutto in ogni localita' turistica del terzo mondo, ci sia il problema della prostituzione e purtroppo probabilmente anche della pedofilia.Ma chiunque abbia fatto un giro dalle nostre parti sa bene che un eventuale fenomeno di pedofilia non solo non e' visibile come invece accade nelle spiagge di Bankgok, ma che se presente non puo' nemmeno essere vagamente paragonabile a cio' che succede quotidianamente in altre localita' turistiche in oriente o sud america, o probabilmente anche nella Sua citta'in Italia. Se il Bonini non e' stato a Malindi, la pubblicazione di questo articolo da parte Sua come direttore e' inaccettabile, se invece il Bonini e' stato a Malindi e conosce la realta' delle cose, ben diversa da come ha voluto dipingerla, allora la colpa delle sue bugie tendenziose e gonfiate e' ancora piu' grande.
Allora perche', Le chiedo? Perche' questo articolo che, e' evidente, non raccontiamoci favole, non vuole essere un articolo sulle povere bambine ma e' un articolo mirato contro i soliti "italiani di Malindi", perche', mi chiedo , questo articolo compare sulla Sua testata? "Italiani brutta gente" . Sembra essere lo slogan di una certa stampa italiana che non sa piu' come attaccare diffamando ulteriormente Malindi.
Passino i pennaioli deliranti, i vecchi presunti inviati di guerra in Africa, oggi ormai prossimi alla pensione , che non sanno piu' di quale Africa scrivere se non creare notiziole e disinformazione su Malindi.
Si sa, Malindi, meta di vacanza di italiani famosi e non, fa piu' notizia del Darfur o della Somalia, quindi e' quasi inevitabile che tali deliranti "notiziovendoli" inventino e vendano i loro fantomatici racconti di racket italiani e simili, il tutto mentre sorseggiano un drink sulle bianche spiagge degli hotels della Malindi che vorrebbero annientare.Ormai a questi ci siamo abituati e la loro stessa firma sotto l'ennesimo articolo su Malindi ne scredita ormai automaticamente il contenuto. Ma da Panorama no, sinceramente non me l'aspettavo.
Il perche' Lei abbia permesso la pubblicazione di tale articolo mi sconcerta.
Per anni siamo stati additati come gli scappati, i mafiosi e i camorristi di tutta italia che si sono ritrovati felicemente insieme a Malindi, fantasioso e quasi divertente da sentire. Oggi va di moda definirci pedofili mi creda che e' meno bello da sentire. Malindi puo' fare moda sui giornali di gossip, ma io credevo che dalle sue parti si facesse informazione, e non notizia. Allora perche'?
Qualcuno comincia a sostenere che articoli di questo tipo servano a spianare la strada per i costosi interventi di agenzie umanitarie. Forse la "stanchezza del donatore" in Italia si sta facendo sentire e se le rockstar e le Angeline Jolie di turno non sono sufficienti come portavoce di bonta' e di richieste fondi allora perche' non cavalcare l'onda del nuovo "colonizzatore bianco" , un cattivo italiano con coppola in testa e pizza fra le mani, che si aggira cercando di acquistare bambine al mercato di Malindi adescandole suonando un mandolino...? A pensarci bene puo' funzionare per sfamare la brama di notizie-gossip che evidentemente sembra colpire anche testate come la vostra.
Ma credo ci sia anche dell'altro, credo che il cinico rendiconto economico giornalistico stia avendo la meglio sulla vostra professionalita'. Mi spiego meglio. Dopo il genocidio rwandese un corrispondente della Reuters disse che nessuna altra guerra o storia in Africa avrebbe fatto vendere piu' copie a meno che si fosse inserita nella storia anche una suora bianca stuprata.
Oggi nonostante tragedie quotidiane come guerre, malattie e scontri ogni giorno colpiscano molti piu' bambini africani di quanti possano essere colpiti dall'eventuale pedofilo nascosto a Malindi, il Bonini ci parla della bambina adescata dal pedofilo a Malindi. Perche'? la mia risposta e' perche' evidentemente del bambino orfano di guerra in Darfur purtroppo non importa piu' nulla a nessuno, forse i vostri lettori sono stufi di leggere di bambini africani denutriti od orfani, ma voi dovete pur vendere, e quindi ecco, se il bambino o la bambina africana e' sofferente per mano degli "Italiani brutta gente" e magari proprio nel paese dove va in vacanza Briatore ecco che allora scatta la vostra notizia gossip, e che sia vera o gonfiata poco importa, come la pubblicazione dell'articolo di Bonini ci dimostra chiaramente. Il Corriere ci aveva abituati a questo, ma ripeto, da voi non me lo aspettavo.
Se il sig Bonini ci offre, provandoli, i nomi e cognomi di tali pedofili che affollerebbero Malindi , io mi unisco ai tanti italiani di Malindi che gia' si sono proposti di denunciare personalmente tali individui se ci fate gentilmente sapere di chi si tratta. Ma come Italiana di Malindi mi sento oltraggiata ed offesa dalla Sua superficialita' come direttore di Panorama nel gettare fango su noi Italiani di Malindi con un articolo menzoniero e non attendibile.
Si informi sulle iniziative umanitarie (orfanotrofi, scuole e altro)e sulle decine di migliaia di posti di lavoro creati da Noi cattivoni Italiani a Malindi. Ne rimarra' colpito.
Con questa pubblicazione lei ha offeso me e tutti gli italiani di Malindi che non appartengono all'evenutuale manipolo di pochi e disgustosi individui che esistono purtroppo in ogni comunita', compresa la Sua in Italia.
Se esiste ancora un minimo di etica nella vostra professione mi aspetto delle scuse, ma non solo so che non ne ricevero', so anche che questa mia lettera rimarra' senza alcuna risposta, come lo sono rimaste quelle di tanti Italiani che dal giorno dell'articolo a oggi le stanno scrivendo sdegnati.
Sinceramente sdegnata
CAMILLA FRASCA CACCIA
Fieramente Italiana a Malindi

PANORAMA 22

Non sottovalutate i giornalisti. Certo, il ragazzino in questione le ha sparate grosse, ma sicuramente c'e' chi trae giovamento da un articolo come questo. Non certo chi lavora a Malindi, specialmente nel turismo. Ora si vedranno arrivare qualche famiglia e qualche benpensante in meno, e qualche pedofilo in piu', che speriamo le autorita' stronchino subito, cosi' dimostreranno con i fatti che in Kenya non e' facile per gli stranieri fare quello che vogliono. I miei complimenti al sito!
Piero

PANORAMA 23

Caro Direttore,
complimenti per il portale prima di tutto poi a proposito di Panorama...Mi sorge spontanea una domanda, questo giornalista di cui solo ora apprendo il nome, non e' che per caso in cerca di popolarita' e sete di affermazione? E' facile, scrivere articoli di pedofilia in questo modo, prendo due righe di qui, ne scrivo due di la, interpreta rapporti di organizzazioni come piu' gli piace ed ecco un articolino pronto per un giornale di provincia da pubblicare in 10ma pagina. Perche' Panorama gli ha convcesso tanto spazio? Su cosa si basano le testimonianze e le affermazioni di questo giornalista? Con chi ha parlato e perche' mette tutta la comunita' di Italiani sullo stesso piano? Mi chiedo se sarebbe capace di scovare "pedofili" nel giardino di casa sua.
Perche' questo interesse ad 6000km di distanza?
Malindi e' diventata un banco studi per giornalisti che devono farsi conoscere? Ma?!? Mi rincresce scrivere, solo perche' spreco tempo a pormi delle domande su di un articolo ed un giornalista che non meriterebbero tutta questa attenzione.
Spero ci possano essere ripercussioni sull'etica del Sig. Bonini.
Cordialmente
Danilo Visconti

PANORAMA 24

Buon giorno,
sono un frequentatore di Malindi, ospite a volte di amici che ci vengono spesso e hanno casa e non mi sembrano dei procacciatori di "bambine" ne' tanto meno degli sfruttatori di prostituzione. Sono sorpreso che una testata come Panorama permetta di scrivere e di insultare una comunita' come quella di Malindi. Il Bonini conosce Malindi? Ci e' mai stato veramente? Se cosi come afferma di sapere, perche' non denuncia questi pedofili? Ha paura? si nasconde dietro un misero articolo?
BONINI, noi abbiamo Alberizzi a Malindi ma almeno e' un giornalista con i "c...ni", quando parla, parla con dati e verita', che poi a volte le modifichi a suo buon grado, ma almeno sa quello che fa ed e' un corretto.
Ma tu chi sei? Da dove vieni? Qual e' il tuo obiettivo?
Perche' ti interessa tanto Malindi? Perche' scrivi menzogne?
at saludi Bonini, povero misero.
Marco Dezzi

PANORAMA 25

BONINI uso questo portale per dirti che sei un incapace.
Fossi stato almeno in grado di scrivere un articolo di tuo pugno.
Non e' farina del tuo sacco, ti sei fatto usare e pure male, e quello che ci hai messo di tuo non e' neanche vero.
Torna a scuola di giornalismo se vuoi fare delle vere inchieste.
Spero che la gente onesta e lavoratrice di Malindi di faccia causa.
Hai varcato la linea hai offeso e accusato troppe persone per bene, hai fatto di tutta l'erba un fascio.
Caro Malindikenya.net sputtanate questo falsario.
Libero d'Africa

PANORAMA 26

Caro direttore,
scrivo con cognizione di causa e mantengo l'anonimato per motivi professionali.
Il mio e' un lavoro "sulle righe" e sono a contatto con diverse comunita' in Kenya.
Vorrei darle un suggerimento, pubblico, che tutti leggano, e che tutti possano collaborare, ecco perche' scrivo sul suo sito. Vada a fondo nelle dichiarazioni che S.B. ha riportato, contatti i suoi colleghi di redazione, analizzi i rapporti, chieda dei suoi contatti in Kenya e chieda in giro della settimana che ha passato a Malindi.
Se fa un buon lavoro rimarra' felicemente sorpreso, e a quel punto avra' lei del materiale per fare un inchiesta sul "giornalista" e non solo. In bocca al lupo.
Anonimo per necessità.

PANORAMA 27

Ancora l'ennesima bordata per Malindi.
Vogliono capire nel mondo che malindi e' cambiata? Ci sono nuove generazioni, imprenditori diversi, collaborazioni con le istituzioni, progetti ed aiuti umanitari che vengono creati e gestiti da Italiani dal cuore. Perche' non ci aiutate a dare l'immagine giusta di malindi? Perche' tutti voi che siete stati in vacanza non scrivete e dite la vostra?
Aiutateci a cambiare queta voce falsa su Malindi e sulla sua comunita'
Grazie, Sconcertato.

PANORAMA 28

Bene avete fatto ad andare per vie legali! Dobbiamo far vedere che Malindi è stanca di tutte queste menzogne: arrestano un (presunto) pedofilo e sono tutti come lui, con servizi inventati, c'è una rapina (una dico, contro le decine al giorno di Milano) e Malindi è un posto pericolosissimo, ci sono gli scontri a nord, a settecento chilometri, e via i turisti da Malindi. E intanto la vostra Italia va a scatafascio. Malindi non può diventare il modo per distogliere i lettori dai vostri guai!
Giancarlo

PANORAMA 29

Mi è venuto un dubbio, il direttore di Panorama ha percaso perso qualche affare a Malindi o non e' riuscito a fare qualche investimento come voleva lui?
Questo articolo sembra proprio ricamato apposta per vendetta.
Caro Direttore di Panorama, scelga meglio i suoi soldati se vuole fare una azione diffamatoria vera.
Lei sta usando dei soldatini di piombo. Cordialmente,
Senior Boninus


PANORAMA 30

Sono veramente sconvolto per ciò che ho letto nell'articolo pubblicato su Panorama. Come ex residente di Malindi spero che riuscirete a fare chiarezza con Panorama e il suo direttore , con il giornalista ,a parte fargli causa per i danni di immagine, c'è solo il compatimento per uno pseudo professionista pessimo e ignorante (nel senso che non sa). Dopo 10 anni di assenza ritorno dove ho vissuto per 6 anni ed è stata una delle parentesi più belle della mia vita. Sto arrivando.
Un saluto a tutti, Gian Franco

PANORAMA 31

State facendo qualcosa per smentire quel calunnioso articolo?
E' normale che ci siano pedofili come tutto il resto del mondo, ma paragonate Malindi alla thailandia mi sembra assurdo. Gli Italiani di Malindi non si sentono offesi come me?
Fantasie.

PANORAMA 32

Come un capo apache, e' ora di dissotterare l'ascia.
BASTA BASTA BASTA con l'interesse per Malindi solo per menzogne che costruiscono ogni settimana.
Prima la guerra per le elzioni, poi il colera, poi le rapine, poi questo poi quello, poi quell'altro.
Ma non si puo' parlare delle migliaia di cose belle e delle innumerevoli iniziative che noi Italiani facciamo a Malindi?
Ma cosa avete contro malindi?
PERCHE' QUESTO ACCANIMENTO?
Lancio un appello a tutti i frequentatori della costa kenyota e a tutti gli operatori
uniamoci per fermare questo evolversi di menzogne.
Geronimo.

PANORAMA 33

Non lasciamo che l'articolo di quel signorino della stampa scandalistica da due centesimi cada nel dimenticatoio, non lasciamo che esploda come una granta che faccia feriti e poi tutti si dimenticano.
Facciamo qualcosa, e' mai possibile che nessun altro giornale sia interessato ad una smentita?
perche' nessuno ci da una mano?
Residente


PANORAMA 34

Mi e' arrivata una mail tramite internet da un amico di un amico che ha un amico che vive in Kenya, invitandomi a scrivere ed esprimere il mio parere sull'articolo di Panorama.
Eccolo servito:
Penso che scrivere un reportage come quello di Bonini sia leggero e inappropriato e a priori
- se leggo l'articolo capisco che Malindi e' una sodoma e gomorra, una sorta di vetrina per pedofili dove poter comprare merce.
- se leggo l'articolo mi spavento e capisco che a malindi tutti sono pedofili
- se leggo l'articolo capisco che a Malindi tutti sono procacciatori di minorenni
- se leggo l'articolo capisco che gli arberghi, i ristoranti e tutte le altre attivita' sono solo delle coperture
- se leggo l'articolo capisco che un corpo di polizia, una giunta comunale un ospedale e tutta una comunita' di Kenyoti sono complici di questo mercato
Considerazioni: Mi chiedo, e' mai possibile tutto questo?
NO, NON CREDO PROPRIO ANZI SONO CONVINTO CHE NON POSSA ESSERE COSI'.
Malindini, vi faccio i miei piu' sinceri auguri per poter svergognare questo BUGIARDO giornalista e spero che facciate causa alla redazione.
E' la prima volta che vedo accusata una comunita' intera, senza distinzioni. Secondo me e' INAMMISSIBILE
Ma Poi le autorità kenyote non fanno niente? Ne vanno di mezzo anche loro sembra che siano tutte coinvolte..
Nick27

PANORAMA 35

Rispondo all'appello,
pronti, si parte, per dimostrare il mio disappunto con l'articolo verro' a Malindi, datemi indirizzi o peratori con chi prenotare, anche perche' nelle agenzie non te lo propongono il Kenya
Coraggio!
Southeast

PANORAMA 36

Avete un contatto telefonico del Sig. Bonini
potete pubblicarlo, forse ricevere telefonate lo incoraggera' a scusarsi per le menzogne scritte
Federico


PANORAMA 37

Scusa se scrivo cosi, ma io sono arabo di malindi e no ce nessuno di mia gente che vende bambini
se io vede bambino in mano di turista fermo e chiedo chi e, cosa fa dove andare
Qui malindi se noi vedere pedofilo noi fare male tanto male.
giornale e' pedofilo no noi.
noi abbiamo amare nostri bambini.
Chi detto che polizia non fa niente chi detto che italiano fa legge qui
italiano nostro amico ma ospite noi comanda in nostra paese
noi amici di italiani italiani dare lavoro
scusa e buon giorno.
Mohammed


PANORAMA 38

Buon giorno a tutti, in genere non scrivo su blog o bacheche o cose simili, ma ad un appello si risponde sempre.
Sono stato in vacanza a malindi per 2 settimane, ho fatto safari, sono uscito di sera e sono andato nelle discoteche.
Posso affermare che c'e' una forma di prostituzione da parte delle donne, ma niente di piu' che in altre citta', i Kenyoti sono splendidi, gli italiani residenti che ho conosciuto sono giorvani dai 30 ai 40 anni, gente che lavora, che investe soldi, professionisti. Non ho visto prostituzione infantile, non ho visto charter (visto che ho volato su un charter) organizzati per pedofili.
Ho visto tanta umanita', solidarieta' nei confronti dei locali e tanti centri accoglienza ed orfanotrofi per bambini e le tante strutture alberchire ti invitano ad andare a visitarle e a fare piccole donazioni se si ha volgia, o comprare beni di prima necessita'
Ovvio ognuno puo' dire quello che vuole, ma se si dicono menzogne bisogna presentare il conto.
Io sono PRO-MALINDI e ci tornero' presto in quella terra magica
Rubino


PANORAMA 39

Eccoci,
mi mancava un articolo cosi' sui miei amici di Malindi.
Questa volta vi hanno fatto un regalo con tutta la carta, hanno usato quella straccia pero'.
Tenete duro, e' solo un altra dimostrazione di affetto da parte di un altro numero zero dell'editoria per avere successo.
Si sta godendo il suo momento di gloria.
Ma ha riposto a qualche mail?
Ci vediamo presto
Motosana


PANORAMA 40

Leggo che girano mail di solidarieta' io non l'ho ricervuta, mandatemela che la giro ai miei contatti o ditemi dove scaricarla.
Malindi, Malindi, tanto odiata tanto desiderata.
E' tutta invidia, bigotti ignoranti pieni di rancore.
VERGOGNATEVI, giornalisti corrotti
Complimenti per il sito.
Bereguardo


PANORAMA 41

Avete letto bene l'articolo, il comandante dei Carabinieri non parla di Malindi ma di Italiani all'estero e fa riferimento chiaramente ad un Italiano chiamato "thailandese",che c'entra con malindi?. Bonini ha inserito quella sua dichiarazione a suo piacimento volendola far passare per buona.
Ho letto anche il rapporto UNICEF, ben 77 pagine, ma Bonini non sa nenache leggere o interpretare un rapporto.
Leggetelo e capirete che le affermazioni di Bonini non sono esatte.
Forza Kenya
Aker42


PANORAMA 42

Girano e-mail di solidarieta' per Malindi, anch'io ne ho ricevuta una da un amico e concordo, basta infangare e parlare male di una localita' che e' meravigliosa, i locali sono stupendi, i ragazzi italiani di malindi anche.io non ho visto tutto quello che scrive Panorama, e uscivo tutte le sere anche nei locali africani.
Senio sei un bugiardo, ti fai scudo con il tuo giornale, ma dove sei andato a Malindi per affermare quello che scrivi?
W Malindi W il Kenya W l'Italia e gli Italiani.
Barbara.Calli

PANORAMA 43

Buongiorno.
Ho seguito sul portale le polemiche relative al reportage di Panorama sugli italiani che adescano i bambini, e sono rimasto a dir poco stupefatto. Non tanto per il reportage in sé, quanto per le reazioni che esso ha generato. Perché mi sembra che Panorama abbia descritto, né più né meno, quanto accade realmente in certi ambienti. E l'astio che ha generato l'articolo mi par proprio che confermi quella che fu una mia impressione visitando Malindi: purtroppo il turismo sessuale esiste. E denunciare il fenomeno non credo danneggi il turismo, bensì ripulisca il turismo stesso da tutti i suoi aspetti più squallidi. Grazie
Stefano da Treviso

PANORAMA 44

Gentili sig. Belpietro e sig. Bonini,
mi presento: Emanuela Nesta Veneziani, vivo in Kenya, con mio marito, dal 1991 - tra Nairobi (dove abbiamo una societa' di costruzioni) e Malindi (dove abbiamo una casa di vacanza e dove lavoriamo, sempre nel settore edile).
Mio marito Vittorio è tra l'altro vice chairman del COMITES (anche se ininfluente per questo messaggio solo per far presente che è in contatto quotidiano con le autorità italiane e locali per i problemi che riguardano gli italiani all'estero). Quando mi parlavano di "informazione spazzatura" non avevo ben presente cosa significasse; vi ringrazio quindi dell'articolo apparso su panorama in questi giorni circa la pedofilia a Malindi.
E' stato un'illuminazione.
Ma continuo a domandarmi come sia possibile che in un paese come l'Italia (che io orgogliosamente - ma erroneamente - ho sempre portato ad esempio ai miei amici keniani come paese di grande cultura, educazione civica derivata da millenni di storia....) ci si possa permettere di pubblicare su una rivista, che era considerata di qualità, una accozzaglia di imprecisioni storiche - bugie, mezze falsità e verità distorte.
Ma soprattutto una domanda: perche'?
Perchè il sig. Bonini può permettersi di scrivere un articolo importante ed infamante che può portare gravi conseguenze, anche economiche per il paese, senza avere l'obbilgo legale (certo non parlo di obbligo morale visto quel che scrive) di verificare le fonti di informazioni facendo delle indagini appropriate?
Perché se lei come direttore accetta di pubblicare un articolo per il quale, spero vivamente, qualcuno vi denunci per diffamazione o quant'altro, ciò è possibile ai termini di legge?
Sicuramente voi il perché lo sapete, stranamente all'inizio di ogni stagione turistica, un articolo denigratorio sul Kenya in generale ed in particolare su Malindi compare su qualche rivista italiana.
Spero che almeno esista ancora la vergogna perché e quello che dovreste sentire per il vostro pressapochismo, mancata professionalità ed evidente malafede.
Per vostra informazione (visto che ne avete bisogno), e per grande sfortuna di chi nasce in questo paese, il 70% delle bambine viene molestato sessualmente nell'ambito familiare: da papà, nonni, zii, fratelli, amici di famiglia.
Tutti i giorni (purtroppo) sui quotidiani locali vi sono decine di articoli su bambini e bambine violentati - ma i turisti non hanno niente a che fare con questa triste realtà, né italiani né di altri paesi.
Naturalmente c'è chi viene in Kenya (come in Thailandia, Russia, Polonia, Cuba, Santo Domingo, Messico) per il cosiddetto "turismo sessuale", approfittano della povertà etc etc. - su questo argomento sappiamo già tutto, tutti. Ma non fa notizia, ed è anche possibile che tra le migliaia di turisti che arrivano tutti gli anni vi siano dei pedofili, anche loro vanno in vacanza probabilmente.
Ma questo non si colloca propriamente nelle menzogne ed imprecisioni da voi elencate.
Finisco il mio messaggio, non mi aspetto ovviamente risposta.
Anche perché i messaggi come questo non servono a nulla, se non a far stare meglio me che mi sono sfogata verbalmente.
Ma il disgusto rimane per la possibilità e l'impunità di cui godono certe categorie di persone in Italia che non debbono rendere conto dello loro malefatte.
Cordialmente
Emanuela Nesta Veneziani

PANORAMA 45

Sono tanti anni ormai che vado a Malindi e non ho mai potuto pensare che potesse esistere il fenomeno della pedofilia così come descritto dal signor Bonini. Conosco tanti italiani che vivono e lavorano a Malindi, conosco tante famiglie fatte di persone che sono nate e vivono da sempre a malindi, mi piace parlare con i ragazzi del posto che mi raccontano la loro storia i loro problemi, ho mangiato assieme a loro dentro i loro villaggi, ho sempre fatto beneficenza e ancora la faccio portando medicinali alle varie associazioni di volontariato, distribuisco nei villaggi vestiario di ogni genere, ho visitato scuole e diversi orfanotrofi. Nonostante ciò non ho mai potuto pensare e riscontrare il problema della pedofilia così come descritto dal signor Bonini. Sicuramente la pedofilia a Malindi esiste, ma sicuramente molto meno di quanto non sia qui in Italia o im altri posti del mondo. Mi sorge spesso una domanda: come mai il signor Bonini ha scritto questo articolo sulla presenza devastante di pedofili italiani a Malindi in un momento così delicato per il turismo a Malindi dopo che stava iniziando a riprendersi a causa delle note vicende politiche del Kenya?
Fabio

PANORAMA 46

Dopo tanto parlare dell'articolo del super i....a giornalista Bonini, io propongo di cambiare pagina e pensare ad altro.
Forse qualcuno mi conosce, frequento assiduamente Malindi poichè ho costruito casa e conto di trasferirmi al più presto per far parte anch'io della comunità di italiani che vivono stabilmente in questo posto fantastico.
Credo che oramai abbiamo detto di tutto su questo spiacevole episodio e che le azioni che sono state intraprese sono valide e necessarie.
Mi associo allo sfogo di Emanuela che saluto con ammirazione e dico a Jack che al mio arrivo, nel corrente mese di ottobre, sarò onorato di contribuire iscrivendomi all'associazione di cui mi ha già parlato, in modo da essere anch'io utile alla causa .
E' importante infatti la divulgazione obbiettiva della vita quotidiana che si svolge nella nostra cittadina africana che non è solo di "film" immaginari ma che è anche di passione, amore, arte, sofferenza, gioia e tanto ancora.
Parlare ancora del'articolo di Bonini può anche gratificare lo stesso Bonini in termini di pubblicità in quanto cretino, così come ampiamente dimostrato. Questa possibilità credo non gli si debba concedere.
Agiamo tutti insieme, con coerenza sosteniamo le azioni già intraprese e perdiamo il nostro tempo a divulgare il Kenya tra i nostri conoscenti e ovunque possiamo in modo da trovarci sempre sommersi da tanta brava gente e mostrando al Mondo intero la vera immagine di Malindi.
Aldo M.

PANORAMA 4
7

Malindikenya vi state arrendendo? Non leggo più nuovo post sul caso panorama. non destate più interessi? Non mollate o sarà tutto perduto!
Danilo Visconti

Caro Danilo, altro che abbassare la guardia. Non scrivere non significa non agire, stiamo andando avanti eccome, con una causa per diffamazione e più, ma di certo non possiamo svelare le armi che abbiamo e che sfodereremo nelle sedi opportune. Seguici sempre e saprai!
Un saluto, Freddie.

LA LETTERA DEL COMITATO ITALIANO

Alla cortese attenzione
Dott. Maurizio Belpietro
Direttore Panorama
L’Associazione degli Italiani di Malindi, che ho l’onore di presiedere, è estremamente preoccupata per quanto riportato dalla rivista “Panorama” in tema di pedofilia a Malindi e chiede che vengano prese immediate misure per la tutela dell’immagine della città e degli Italiani che ivi risiedono ed operano con successo nei più svariati campi del turismo e dell’industria.
La situazione di Malindi, per quanto riguarda presunti episodi di pedofilia, è stata espressa in maniera esagerata, faziosa, approssimativa ed è smentita dai fatti.
L’atteggiamento di un certo tipo di giornalismo sensazionalistico fa pensare che si voglia diffamare un’intera comunità Italiana composta da connazionali che qui vivono permanentemente dopo aver investito capitali per la costruzione di abitazioni, negozi, alberghi, attività commerciali e industriali, ecc..
La Comunità Italiana della Costa è qui presente da almeno trent’anni e costituisce una colonna portante del turismo di questa area, dando inoltre lavoro a migliaia di Kenioti che ne traggono il sostentamento per le loro famiglie.
Gli operatori turistici Italiani a Malindi offrono ai loro clienti il sole dei Tropici, una natura incontaminata, servizi di primordine e personale addestrato alla scuola Italiana. Essi non sono procacciatori di turismo sessuale di alcun tipo ma, al contrario, sono molto attenti a bloccare l’eventuale afflusso di malintenzionati ed a contenerlo entro i confini dei paesi d’origine, i quali sono i veri responsabili dell’esportazione del problema.
La leggerezza con cui vengono fornite al pubblico informazioni imprecise e false ad opera di giornalisti male informati o, peggio ancora, in mala fede, è preoccupante perché non solo conferma il disinteresse per la Comunità Italiana, ma sembra manifestare la volontà di affondare questa piccola parte d’Italia che vive all’estero e ne tiene alto il nome.
Viene da chiedersi quale sia il motivo di questa continua ostilità manifestata attraverso cicliche pubblicazioni allarmistiche e non corrispondenti al vero.
Nell’agosto 1997, si verificarono dei modesti scontri tribali a Mombasa, ed i turisti non ne furono affatto coinvolti. Una certa stampa si attivò invece per descrivere una situazione di guerriglia a Malindi, che fu paragonata addirittura al Katanga, quando invece proprio a Malindi nulla era accaduto.
Così pure, i tumulti connessi alle recenti elezioni non toccarono affatto Malindi, ma la stampa scrisse addirittura di stato di guerra, nuovamente soffocando nella diffamazione e nel sensazionalismo le iniziative degli investitori Italiani.
Queste attività giornalistiche menzognere, approssimative, calunniose ed asfissianti ci comunicano un senso di insicurezza per tutta la Comunità Italiana e per le nostre imprese.
Serve un’inversione di tendenza, eventualmente supportata dal Governo attraverso il Ministero per gli Italiani all’Estero, che induca la parte più professionale della stampa Italiana a scrivere di Malindi, descrivendone la realtà nel bene e nel male, ma obiettivamente ed in base ad inchieste svolte sul posto e non per sentito dire.
Distinti saluti.
Silvano Celotto
Comitato Italiano

LA RACCOLTA DI FIRME CONTRO IL GIORNALISMO IPOCRITA

Lunedì 22 settembre a Malindi ha preso il via un'iniziativa importante: una raccolta di firme di tutta la comunità, organizzata dal portale malindikenya.net, dall'associazione MWTWG e dal Consolato Italiano a Malindi, per avvertire le istituzioni keniote e italiane che esiste un grave problema di informazione su alcune località della costa keniota e l'ultima inchiesta criminale del periodico Panorama lo ha dimostrato. Così si vuole fare capire a tutti che la comunità italiana, keniota e tutti quelli che vivono, soggiornano, lavorano o transitano da Malindi non possono tollerare di essere infangati, tanto più con inchieste senza prove, con nomi e interviste false e situazioni inventate. La raccolta andrà avanti per molto tempo, in modo da raccogliere migliaia di adesioni e la sua fine verrà annunciata con una conferenza stampa e con l'invio ufficiale delle firme alle istituzioni.

LA RACCOLTA DI FIRME
1
Voglio farvi i più vivi complimenti per aver iniziato la raccolta di firme a Malindi. Spero ne raccogliate migliaia e possiate dimostrare quanta brava gente c'è a Malindi che odia la pedofilia e i giornalisti che devono creare scandali a tutti i costi per assurdi disegni economici.
Walter

LA RACCOLTA DI FIRME 2

Finalmente qualcosa di concreto, vedo che raccogliete firme per petizioni e andate avanti contro la campagna denigratoria.
Come si puo' firmare dall'Italia?
Noi arriveremo a Malindi a Dicembre, sara' troppo tardi?
Grazie, Antonio.


LA RACCOLTA DI FIRME 3

Ho partecipato alla petizione e sto informando tutti i residenti che conosco di fare lo stesso. Insieme con la comunità africana che vuole bene agli italiani (non come dice il signor Bonini) e con i turisti arriveremo in alto!
Ferri


LA RACCOLTA DI FIRME 4

Raccogliere, raccogliere tante firme! Complimenti per lo scoop su Bonini che ha il vizio delle interviste false! C'era da aspettarselo. Ora attendiamo con interesse lo sviluppo di questa vicenda, informateci sull'andamento della querela e sulle risposte delle istituzioni alla vostra richiesta di chiarezza e protezione. Grazie, Romano.

LA RACCOLTA DI FIRME 5

Firmiamo il piu' possibile, facciamo sentire la nostra voce, basta con il monopolio dei giornalisti, loro possono scrivere sulle testate e a noi neanche lo spazio per una risposta a meno che non compri una pagina sul giornale.
Un caro saluto ad Athos, che possa riposare sereno
Giorgio.

 

 

IL CASO PANORAMA: LA RISPOSTA DI BONINI

Senio Bonini, l'autore dell'articolo di Panorama di cui questo spazio si occupa dall'inizio di settembre, ha replicato così alle centinaia di lettere giunte a lui, alla redazione di Panorama, al nostro sito e al blog del periodico italiano.

"CONFERMO TUTTO: CI SONO ITALIANI CHE COMPRANO LE BAMBINE A MALINDI" (da Panorama.it)

Sono convinto che le offese, le calunnie, ma soprattutto le minacce anche fisiche che mi sono arrivate in seguito all’inchiesta sulla pedofilia a Malindi condotta da me per Panorama rappresentino più una conferma di quanto denunciato che una legittima confutazione. Detto questo, e premesso che non perderò il mio tempo a controbattere agli insulti che mi sono stati indirizzati, ci tengo a rispondere a quanto mi è stato mosso.
Il reportage. Ci si spinge a sostenere che io non sia mai stato a Malindi. Per me parla il mio passaporto e le ricevute che ho con me. Per me parlano le centinaia di foto scattate da Simone Stefanelli, mio compagno di viaggio. Foto che ritraggono non una, ma decine di ragazzine, tra i 10 e i 14 anni, davanti a quei locali, o addirittura all’interno di quei locali, citati nel pezzo. Per me parlano le testimonianze di vita raccolte in strada, delle ragazzine e delle loro famiglie.
Molti degli attacchi che ho subìto hanno messo in discussione le interviste con l’ambasciatore Pierandrea Magistrati e il giornalista Fred Olouch a Nairobi. Ebbene, stupito per questi attacchi improvvidi, in questi giorni ho provveduto a contattarli nuovamente ricevendo la conferma tanto dei nostri incontri quanto del tenore delle nostre conversazioni. Senza considerare le foto scattate nello stesso studio dell’ambasciatore.
Per di più il collega del “Nation”, Fred Olouch, ha negato categoricamente di essere mai stato contattato di recente dal consolato italiano e dalle associazioni che fanno riferimento alla comunità italiana a Malindi, come riportato nelle lettere contro di me. Anche l’ufficiale di polizia Philip Opiyo, raggiunto telefonicamente, non ritratta quanto detto né tanto meno afferma di non avermi mai incontrato.
Come confutare poi un dossier diffuso dalla più autorevole delle organizzazioni internazionali a tutela dell’infanzia, l’Unicef, che nero su bianco conferma quanto da me raccolto sul campo? Così come lo confermano altre due ong in prima linea da anni nella difesa dei bambini vittime di violenze sessuali, Ecpat e Unicef Italia. E lo stesso Giorgio Manzi, del Ris di Roma, interpellato sull’argomento, conferma il mio racconto.
Certo, l’inchiesta può aver suscitato la rabbia dei residenti italiani a Malindi che onestamente vivono e lavorano in questa località da anni, ma non era assolutamente nei miei intenti infangare un’intera comunità, (e questo è dimostrato dalle espressioni che ho usato nel testo, come ad esempio “alcuni italiani ne approfittano”), bensì quello di denunciare una piaga che mina l’infanzia di centinaia di bambini. E poi, non dovrebbero essere gli onesti per primi a chiedere che si faccia pulizia dei pedofili? O quella realtà disturba chi vuol farsi spensieratamente i bagni nelle acque di Malindi senza guardare che cosa succede intorno? E chi vive di turismo, reagendo in questo modo, non dà l’impressione di preoccuparsi dei propri affari più che delle bambine sfruttate sessualmente?
Considero dunque del tutto pretestuosa, se non strumentale, l’accusa di aver pubblicato “un’inchiesta vecchia di alcuni mesi” con il solo scopo di “danneggiare il turismo a Malindi”. Ho proposto la mia inchiesta a Panorama che per settimane mi ha chiesto verifiche e riscontri. Davvero si vuol far finta di credere che sia scorretto denunciare una tragedia come quella della pedofilia solo perché sono trascorsi alcuni mesi dalla raccolta dell’informazioni sul campo? Il rispetto e la dignità dei bambini non vanno in prescrizione.

LA RISPOSTA DI BONINI 1

Finalmente!
La risposta del giornalista!
Dopo una valanga di mail (praticamente l'intera comunità di Malindi e c'è anche una raccolta di firme che ne raccoglierà parecchie anche di cittadini kenioti, ma va aumentando di ora in ora) e purtroppo anche di insulti (ma come vedi il sito malindikenya.net ha precisato che non pubblica quelle volgari che, ahimè, sono tante ma si sa le calunnie fanno male). Nemmeno la comunità di Malindi ha mai negato che il problema non esista, ma è circoscritto come in ogni altra parte del mondo. E' tendenzioso e in malafede parlare di Malindi come Fortaleza o Thailandia, i numeri sono totalmente diversi, a cominciare dalla portata del turismo sessuale minorile straniero. Là si va APPOSTA per quello, qui se si inizierà a farlo sarà grazie all'articolo invitante (per gli orchi) di Bonini! L'ambasciatore ha già dichiarato, invece, è sarà nella causa legale a Panorama e a Bonini, che l'intervista è avvenuta sì, ma si parlava di un problema mondiale e non si è mai citato il Kenya e Malindi, anche perchè Magistrati si era appena insediato e non sapeva nulla o quasi del Kenya. Bambine di dieci anni fuori dai locali notturni, di sera, a Malindi? Fantascienza, se si parla di centinaia di foto come quella che voi pubblicate (le ragazze difficilmente sono minorenni) siamo al ridicolo. Anche noi di Malindi possiamo produrre centinaia di foto di ragazzine minorenni fuori dalle discoteche di Rimini, Santa Margherita Ligure, Castiglioncello. Senza voler aggirare il problema, per carità: chi si indigna per il turismo sessuale in generale nel 2008 può giusto fare una vacanza a Città del Vaticano, per il resto tutto il mondo è paese, tranne Roma in questi giorni...In quanto alla dichiarazione di non voler infangare un'intera comunità, avendo enunciato nell'inchiesta che sono i residenti, gli imprenditori (le ragazzine vi hanno fatto anche nomi e cognomi che "Inchiodano" la comunità italiana a Malindi - ma legge quando scrive Bonini o è trasportato dalla sua boriosa voglia di carriera? - e anche residenti storici!). Io credo che centinaia di mail, lettere, rimostranze di gente perbene, titolari di opere di solidarietà o volontari del sociale, proprietari di orfanotrofi, dipendenti di agenzie turistiche, non possano essere "pretestuose" o in malafede. Bonini ha proprio esagerato, costruendo una notizia basandosi su un rapporto Unicef che è stato definito dalle stesse persone che lo utilizzano "parziale e monco" e che, per Malindi, riguardano una ventina di diari di ragazzine, presi tra le più problematiche. Quasi una su due (38%) di queste ragazzine hanno avuto problemi con persone della loro famiglia o del loro quartiere. Solo due, probabilmente, hanno ammesso rapporti con italiani. Ed è un fatto molto grave. Ma non certo minimamente paragonabile a quel che capita in Thailandia, Brasile, Cambogia,Filippine o nell'est europeo e in Sudamerica. La "marchetta" alle cooperazioni internazionali non è riuscita, insomma. A parte i due soliti lettori (che è Bonini stesso, chiaramente) che come sempre inseriscono i primi commenti qui sopra...Panorama ha perso parecchi lettori e lo sa, anche perchè a Malindi il 90% percento dei residenti e di chi la frequenta è elettore di questo governo e vicino alle idee del periodico e, prima di questa inchiesta, stimava molto il direttore Belpietro.
Peccato solo che quando Bonini perderà la causa, Panorama ne darà risalto con un quadratino in una pagina secondaria. Ci penseremo noi, con la nostra fierezza da leone ferito nell'orgoglio, che è anche l'orgoglio dell'Africa."
Un malindino

LA RISPOSTA DI BONINI 2

C'era da aspettarselo. Come tutti i mentitori cronici, anche il Bonini non ammette le proprie menzogne, neppure se aveva la possibilità di spacciarle per errori. E' ora che questo impiastracarte bugiardo e denigratore, cominci a fornire le prove di tutte le criminali panzane che tenta di rifilarci. Se non vuole farlo sul giornale che (del tutto irresponsabilmente) continua a dargli spazio, dovrà farlo davanti ai giudici e occorre fare in modo che la sua spudorata attitudine gli costi cara.
Franco Nofori (Mombasa)

LA RISPOSTA DI BONINI 3

Io continuo a sostenere che questo giornalista non ha altro da fare che provare a scrivere qualcosa per essere pubblicato. Ho profonda pena per lui e sono deluso dal direttore che permette di pubblicare certi articoli. Come ho gia' scritto nelle mie mail a Panorama, avevo una profonda simpatia per Belpietro ma, grazie al suo giornalista, ha semplicemente perso un cliente e gettato gratuitamente fango (e mi sono limitato) su una comunita' che non ne aveva bisogno...bisognerebbe che si guardassero intorno molto piu' vicino a loro invece di fare inchieste false, con fonti inattendibili...mi fanno veramente pena se per lavorare si riducono cosi'.
Filippo Green Pig

GLI AMICI DI BONINI

E' inutile continuare a parlarne. Malindi non è affatto come l'ha raccontata Bonini. E' un dato di fatto e chiunque facilmente può rendersene conto. Il direttore di questo portale è disponibile ad accompagnare per Malindi e dintorni chiunque voglia venire a visitarla per rendersene conto. Quindi è perfettamente inutile pubblicare quelle (poche) lettere inviate da Bonini stesso con pseudonimi o da amici suoi che ritengono che la situazione sia quella denunciata dal "giornalista" più in malafede che sia transitato da Malindi. Poi ci sono i bastian contrari mai stati a Malindi che scrivono per il piacere, ma anni di esperienza ci hanno aiutato a verificarne l'attendibilità. Quindi, caro Marco di Monza (per fare un nome) ti aspettiamo a Malindi e ti porteremo tutte le sere fuori dallo Stardust e dal Fermento (e facciamoli, no, questi nomi?) a verificare che ragazzine di 10 o 14 anni non ne passano mai e se capita che qualche ragazza si porti la sorellina più piccola, di sera la caricherà su un tuk-tuk e la manderà a casa prima che siano i buttafuori o la polizia a farlo. Poi gli italiani padroni di Malindi e più potenti della polizia...questo ci fa fare (amarissime) risate qui a Malindi. Voglio ricordare per l'ultima volta che l'informatore principe di Bonini, ipse dixit, è un venditore di conchiglie ex spacciatore di eroina. Io sono un giornalista professionista, abbiamo un console, architetti, ingegneri, avvocati (africani intendo), imprenditori inglesi, tedeschi, svizzeri, arabi, indiani e di tutte le etnie keniote. L'ambasciatore non ha mai parlato di Malindi e la sua dichiarazione ufficiale sventolerà in tribunale davanti a Bonini con quella del capo della polizia, Haman Shambi è un personaggio inventato dal grande romanziere dei poveri e via dicendo. Basta, davvero basta parlare di Bonini. Sarà la legge a dire la sua e spero che anche l'ambiente giornalistico in futuro ci pensi dieci volte prima di affidare o di accettare un'inchiesta di questo squallido freelance.
Freddie

QUI I PEDOFILI NON FANNO I COMODI LORO E NOI NON LI VOGLIAMO

Scrivo da quel di Malindi , dove abito da oltre otto anni. Ho sposato un keniota e ho anche adottato un bimbo masai. Come mio marito.
Mi conoscono in tanti ma posso confermare che non e' certo facile poter essere ''pedofili'' in Kenya. Anni orsono addirittura degli africani mi bloccarono per strada, in compagnia di mio figlio, chiedendomi chi era quel bambino in mia compagnia. Logicamente riuscii a dare tutte le spiegazioni del caso, ma non contenti e non soddisfatti della mia risposta chiesero a mio figlio nella loro lingua chi ero io. Comprendo bene lo swahili, ma feci finta dio nulla. Mio figlio rispose senza imore che ero la mamma.
Beh...evidente che non si puo' far cio' che si vuole con i minori......
Questo a testimonianca del fatto che qui non si fa quel che si vuole. Anzi...pedofili : statevene da altre parti. Ci siamo qui gli italiani onesti che saremmo i primi a darvi la caccia.
Donamasai
http://donamasai.forumattivo.com