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ULTIME DI MARZO



Rinoceronti e acqua, una barriera per salvaguardarli
La barriera elettrificata più lunga mai costruita in Africa, è costata 9 milioni di dollari, e difenderà rinoceronti e sorgenti idriche - Una barriera elettrificata lunga 402 km. Uno degli animali più maestosi e pericolosi del continente africano. Un progetto ideato venti anni fa e realizzato in buona parte con plastica riciclata proveniente da dozzine di aziende agricole del lago Naivasha. La barriera, la più lunga mai costruita in Africa, è nata per difendere il rinoceronte nero dal pericolo di estinzione ed è stata ampliata e riconvertita al fine di proteggere foreste e sorgenti d'acqua. La scarsità di fonti idriche hanno infatti spinto le autorità ad utilizzare il progetto al fine di salvaguardare le stesse. La barriera cinge ad anello le montagne denominate Aberdare, ubicate nel Kenya centro occidentale, e protegge il territorio dal passaggio umano e dalle aziende agricole che operano nella zona, responsabili dello sfruttamento idrico indiscriminato. Nella zona si trovano le sorgenti di quattro dei sette fiumi più grandi del Kenya, che forniscono acqua ed elettricità alle maggiori città, inclusa la capitale Nairobi. Secondo le organizzazioni a difesa del rinoceronte nero, la barriera non ha aiutato la salvaguardia dell'animale, soprattutto a causa del lungo tempo di costruzione, più di venti anni. Attualmente rimangono in natura circa 3.600 esemplari.(10/03/2010)


Fashion show 2010, sempre più classe a Malindi
Ormai, giunto al quarto anno, non si può parlare del Fashion Show del Casino Malindi come uno dei tanti eventi annuali per offire uno spettacolo piacevole a turisti e villeggianti della Costa Nord, la serata di sabato ha confermato la bontà di tante griffes keniote e di stilisti italiani di stanza a Malindi o africani di Nairobi e della costa. Non è soltanto il pienone, dunque, ad aver decretato il successo della serata al Casino, ma le creazioni, salutate da convinti applausi: a partire dai tagli originali e dall'eccentricità delle creazioni di Toto Veriene, ovvero della giovanissima stilista italo-malindina Antonella Verriello, agli abiti maschili e femminili di John Kavete, una delle belle sorprese del fashion della capitale, con giacche particolari, gessati molto classici fuori e colorati nelle fodere interne. C'è molta originalità e ricerca dell'ecosostenibilità e del rispetto dell'ambiente nella giovane nairobina (ma greca di nascita) Nike Kondakis, che utilizza anche materiali di riciclo per i suoi capi, a volte pomposi, a volte austeri. Applausi e gradimento anche per i gioielli firmati Magik Grace, che si fanno pagare ma costituiscono davvero un "unicum" nel panorama keniota. Una conferma anche per Kikoromeo, da anni al top delle case di moda di Nairobui, grazie al mestiere della scozzese Ann McGrath, così come a Malindi ben conosciamo le splendide borse di Corinne. Non hanno comunque demeritato nemmeno gli altri creativi e le boutique coinvolte nella sfilata del Casino Malindi. Complimenti all'organizzazione che ha saputo convogliare anche quest'anno il meglio della moda keniota e alle modelle (e modelli) che hanno sfilato con disinvoltura meritandosi a loro volta applausi a scena aperta.(09/03/2010).

Pasqua boom a Malindi e Watamu
L'ottima stagione turistica di Malindi, Watamu e Mambrui non accenna a placarsi. Anzi, per Pasqua è attesa una nuova ondata di turisti! A quelli che stanno prenotando dall'Italia, e a tanti villeggianti di lungo corso che hanno deciso di allungare la loro permanenza, si aggiungono infatti molti altri turisti kenioti, specialmente di Nairobi, che approfitteranno dei giorni di ferie per invadere pacificamente la costa nord, dopo la prima positiva esperienza di Natale. Durante le vacanze di fine anno, infatti, il turismo locale è incrementato del 70 per cento rispetto all'anno precedente, e Malindi è diventata la cittadina di mare più frequentata, superando Nyali, che fino a quest'anno poteva vantare decine di migliaia di kenioti ogni anno. E' caccia al biglietto intanto dall'Italia, per quei giorni. Le compagnie di charter hanno deciso di chiudere i voli il 12 aprile, ma chissà che l'andamento della stagione non li convinca ad aggiungere qualche settimana. Gli stranieri che hanno scelto la costa, infatti, stanno prenotando anche per aprile e maggio, incuranti della probabilità che la stagione delle piogge possa iniziare presto. L'anno scorso fino a metà maggio, per dire il vero, il tempo è stato bellissimo.(08/03/2010)

Sorrisi a La Thuile per Mpeketoni con Karibuni Onlus
L'appuntamento era ieri, alla partenza degli impianti sciistici di La Thuile, con quelli di Karibuni Onlus, che anche sulla neve trovano il modo e il tempo di occuparsi dei ragazzi della costa keniota. L'edizione 2010 di "Sorrisi sulla neve" raggrupperà come ogni anno tanti appassionati della montagna e della solidarietà nel ricordo di Francesca, una ragazza sfortunata a cui piaceva tanto ridere. Dieci euro il prezzo della sottoscrizione minima, con una lotteria e altre sorprese (l'anno scorso il "padrino" fu Loris Capirossi, e sempre presente il campione mondiale di motonautica Guido Cappellini, zio di Francesca). I proventi della giornata andranno a una scuola superiore di falegnameria di Mpeketoni, centro operoso tra Malindi e Lamu, enclave kikuyu e cattolica in una zona a prevalenza islamica della costa. Ci sarà in palio anche un superpremio: una vacanza di una settimana a Malindi, per passare da un sorriso sulla neve al divertimento all'equatore.
Anche la lotteria porterà ricchi premi, altre vacanze e persino due biglietti per il concerto di Vasco Rossi. E la solidarietà di Karibuni Onlus non conosce confini...climi e altitudine!(07/03/2010)

Fashion Show al Casino
Anche quest'anno il Casino di Malindi ha messo in campo il suo Fashion Show. La sfilata di moda che coincide con la festa della donna, ha visto sfilare, con l'aiuto di bellissime modelle, alcuni tra i migliori stilisti del Kenya. Nell'ambito di una serata di gala che si è aperta alle 20.30 con il cocktail di benvenuto e prevede la cena con la sfilata di importanti griffes quali: House of Imani di Liz Ogumbo, trionfo del colore nero, John Kaveke, creativo che spazia da fantasie masai a pelle e seta, Kiko Romeo, da anni ospite del Fashion Show, con la scozzese Ann McGrath, artista che abbina concezioni europee a atmosfere africane, proponendo un vero e proprio "Radical Nairobi Chic". L'interessantissima e affascinante stilista greca-danese Nike Kondakis, che utilizza materiali di riciclo come ad esempio i paracaduti, Adele Dejak, nigeriana ormai anche un po' keniota e italiana (per via di marito) che propone creazioni di ornamenti, gioielli e bigiotteria, ma anche borse ed altro, tutte da scoprire, Wambui Wamutugoria, meglio conosciuta per il marchio dell'Utamaduni Wear, creazioni swahili, Vee Fashion House, della malindina Vera, che crea abiti con tessuti locali come kanga, kikoy e stoffe masai. Infine la boutique "The Man" di Danila Tomasi, cult malindino per i capi d'abbigliamento firmati. Ciliegina sulla torta, che si è aggiunta negli ultimi giorni, una giovane stilista italiana che sta iniziando a proporre le sue originali e raffinate creazioni anche a Malindi. Si tratta di Toto Veriene, artista davvero interessante.(06/03/2010)


Un film con Amref sui ragazzi di strada
Si intitola "Peter's dream", Il sogno di Peter, il film documentario crudo e umano che il regista torinese Enrico Cerasuolo ha girato, grazie alla collaborazione di Amref, a Nairobi e di cui è stato presentato giorni fa il trailer. Una testimonianza importante di un regista che ha raccontato, senza retorica, la vita di tanti ragazzi disperati delle baraccopoli della capitale keniota, con le loro aspettative e speranze, al limite della sopportazione e della legalità, sotto la soglia del nutrimento e con la violenza e il degrado sociale a portata di mano. "L’impatto con la realtà urbana di una megalopoli africana è violento - racconta il regista - la gente si stringe nelle sterminate baraccopoli dove mancano acqua e spazio. All’ultimo posto nella scala sociale degli slum ci sono i ragazzi di strada. Sono tantissimi, vivono in branco per farsi coraggio, dormono in quelle che chiamano basi, vale a dire qualsiasi luogo che offra un minimo riparo. Vivono di woi, vale a dire raccolgono nella spazzatura plastica, metallo, che rivendono a peso. Coi pochi soldi che fanno mangiano e si comprano la colla. La sniffano tutto il giorno, con bottigliette appese al labbro. La colla li aiuta a sopportare e dimenticare." Negli occhi di Peter, però, una speranza. I sogni non muoiono mai, se c'è qualcuno disposto a provare a farli diventare realtà. Amref con questo film ci sta provando, quella degli slum è una miseria umana sotto gli occhi di tutti, da troppo tempo
.(05/03/2010)

La storia della Piccola Hana
Noi di malindikenya.net non siamo per la retorica dei buoni sentimenti, quella che sfrutta le immagini strappalacrime per smuovere le coscienze e chiedere aiuti. Ma la storia di Hana, bambina di 7 anni di Marikebuni, entroterra di Mambrui, non soltanto è molto triste, ma anche sintomatica di un luogo in cui c'è ancora troppa discrepanza tra chi vive una vita agiata e chi non ha nemmeno la possibilità di iniziare a sognarla. La storia di Hana deve obbligarci a fare qualcosa per tutti i bambini che si trovano e si troveranno nelle sue condizioni, o magari in condizioni meno gravi ma che con un piccolissimo aiuto possono migliorare, e di molto. Hana è nata microcefala, non aveva speranze di crescere intellettualmente, sarebbe rimasta bimba tutta la vita. Avendo anche problemi fisici, fin da piccola è stata lasciata per terra, sbattuta qua e là da un padre che se n'è andato dal villaggio e non è mai più tornato, e una madre che doveva lavorare tutto il giorno. Così ai guai congeniti di Hana si sono aggiunti denutrimento e problemi respiratori. Per sette anni Hana ha vissuto così, senza mangiare cibo solido e respirando a fatica. Fino a quando quelli del Comitato Gaia Onlus, che gestiscono una Children's Home poco distante, a Pumwani, l'hanno vista. Sono bastati un passeggino e una siringa. Il primo per farla stare comoda, diritta e farla respirare bene. La posizione che ha tenuto in tutti questi anni le ha compresso un polmone. Poi una siringa, per darle qualcosa di più solido da mangiare. Anche se con lei ormai c'è poco da fare, e non serviranno programmi di riabilitazione, ora nei villaggi vicini si parla di altri casi, di bimbi più piccoli, che con poco possono essere ancora salvati. Se volete informarvi, seguire o aiutare l'attività del Comitato Gaia, potete scrivere a comitatogaia@hotmail.it.(04/03/2010)

Fashion Show 2010 al Casino
Anche quest'anno il Casino di Malindi mette in campo il suo Fashion Show. La sfilata di moda che coincide con la festa della donna e che vedrà sfilare, con l'aiuto di bellissime modelle, alcuni tra i migliori stilisti del Kenya. Nell'ambito di una serata di gala che si aprirà alle 20.30 con il cocktail di benvenuto e prevede la cena (Kshs. 3900 bevande incluse, per prenotazioni 042/2131561 o events@casinomalindi.com) con la sfilata di importanti griffes quali: House of Imani di Liz Ogumbo, trionfo del colore nero, John Kaveke, creativo che spazia da fantasie masai a pelle e seta, Kiko Romeo, da anni ospite del Fashion Show, con la scozzese Ann McGrath, artista che abbina concezioni europee a atmosfere africane, proponendo un vero e proprio "Radical Nairobi Chic". L'interessantissima e affascinante stilista greca-danese Nike Kondakis, che utilizza materiali di riciclo come ad esempio i paracaduti, Adele Dejak, nigeriana ormai anche un po' keniota e italiana (per via di marito) che propone creazioni di ornamenti, gioielli e bigiotteria, ma anche borse ed altro, tutte da scoprire, Wambui Wamutugoria, meglio conosciuta per il marchio dell'Utamaduni Wear, creazioni swahili, Vee Fashion House, della malindina Vera, che crea abiti con tessuti locali come kanga, kikoy e stoffe masai. Infine la boutique "The Man" di Danila Tomasi, cult malindino per i capi d'abbigliamento firmati. Ciliegina sulla torta, che si è aggiunta negli ultimi giorni, una giovane stilista italiana che sta iniziando a proporre le sue originali e raffinate creazioni anche a Malindi. Si tratta di Toto Verienne, artista davvero interessante.(03/03/2010)

Strozza e Salvatori a Malindi si ritrovano dopo 25 anni

La passione crescente dei residenti di Malindi per il calcio, e il nuovo boom del turismo, sono in grado di far rivivere momenti incredibili e creare storie che fanno il verso alle migliori puntate di "Carramba che sorpresa!". Qualche giorno fa al Karen Blixen Bar si sono ritrovati, dopo ben venticinque anni, due ex-ragazzini che, giovanissimi, partirono insieme dal Lazio per approdare con un grande sogno alla corte del Milan di Liedholm. Giocavano entrambio in una primavera che annoverava altri grandi campioni come Maldini, Costacurta e Albertini. Carriere diverse, Salvatori esordì in prima squadra e poi ha girato non solo l'Italia (Fiorentina, Parma, Spal, Atalanta) ma anche l'Europa, approdando in Scozia. Strozza ha avuto meno fortuna, ma il calcio ha sempre fatto parte della sua vita. Ritrovarsi a Malindi ha dell'incredibile, e i due emozionatissimi ex compagni di squadra sono altri due tasselli per il "mondo" che ruota attorno all'accademia Malindi United di Riccardo Botta e al progetto Genoa Club Malindi di Karibuni Onlus. Sempre più calcio e solidarietà a Malindi, grazie anche a testimonial d'eccezione.
(02/03/2010)

Una circonvallazione per Nairobi
A Nairobi, congestionata dal traffico, partono finalmente i lavori per una circonvallazione esterna, che permetterà di ridurre il flusso di automobili, e di conseguenza lo smog e le lunghe attese.
Tanti sono ormai infatti i pendolari che arrivano oggi giorno a Nairobi. I lavori per la nuova arteria, che si chiamerà “Raccordo Anulare Occidentale”, inizieranno subito e saranno completati nel giro di diciotto mesi. "Ci auguriamo che la costruzione della strada", ha detto il ministro delle Finanze, Uhuru Kenyatta, "contribuisca al decongestionamento dell'area metropolitana di Nairobi, afflitta quotidianamente da giganteschi ingorghi". A Questo punto, dato che sono già stati stanziati i fondi, non resta che attendere l'imminente annuncio dell'inizio dei lavori per la costruzione della circonvallazione di Malindi, di cui il parlamentare Gideon Mung'aro, ex sindaco di Malindi, già da tempo ha assicurato lo stanziamento di fondi.(1/03/2010)

 

VISTI DAL LARGO di Fedele Turci L'Odoardo
"Lei è diversa da tutte le altre"
Una delle espressioni più ricorrenti che si sentono a Malindi, quando ci si imbatte in un uomo (magari di una certa età) che si è fidanzato con una ragazza locale, è “…lei è diversa da tutte le altre”. Non è necessario essere pratici della costa keniota, basta essere “uomini di mondo”, per dirla alla Totò, avere fatto il militare a Cuneo come Flavio, per immaginarsi la scena e fare finta di niente.
Un baby-pensionato dai capelli brizzolati, l’aria beata e i neuroni un po’ abbrustoliti dal sole, mano nella mano con un’avvenente e sinuosa ventenne di Nairobi.
“Lei è diversa da tutte le altre”.
Intanto quest’espressione evidenzia già un atteggiamento “difensivo”, una mezza ammissione che si conosce e si diffida dell’universo femminile keniota. Ma solo keniota o delle donne in generale?
Allora, invece di deridere il baby-pensionato, proviamo a capire.
“Tutte le altre chi, mi scusi…”
“Beh, dài…ci siamo capiti. Voglio dire, lei non è l’avventura di una sera, la ragazza conosciuta al beach-party…”
“Ah no?”
“No, assolutamente! Intanto Jasmine l’ho incontrata in banca”
“Ma davvero?”
“Già. Stava inviando soldi a sua sorella perché mantiene agli studi la nipote”
“Se posso essere indiscreto, come si guadagna da vivere la ragazza, permettendosi di mantenere la nipote agli studi?”
“E’ questo il problema! Quando è arrivata a Malindi ha trovato lavoro presso l’azienda di uno svizzero come contabile, ma poi lo svizzero (quel maiale) ci provava e lei è stata costretta a licenziarsi”.
“Che disdetta!”
“Ma per fortuna, sulla sua strada ha incontrato me! E io ho incontrato lei…adesso viviamo insieme e magari tra un po’ ci sposeremo…”
Ragioniamoci. A parte la storiella dello svizzero, siamo in presenza di un incontro singolare, che non è da denigrare così, per partito preso.
Il baby-pensionato e Jasmine sono due anime in cerca di qualcosa, due persone che possono darsi e ricevere ciò di cui hanno bisogno, che poi è anche quello che le fa stare bene con se stesse, in mancanza di altri sogni e di altre possibilità. Per intenderci: Jasmine è nata povera, in Africa, con un padre che (se non l’ha fatto) avrebbe voluto abusare di lei fin dall’età di nove anni. Ha atteso la maggiore età per scappare più lontano possibile dalla sua realtà. Seicento chilometri, sul mare. Unica arma a sua disposizione: la bellezza. Abbiamo visto donne in Italia fare carriera e poi ripulirsi anche l’immagine, partendo da situazioni molto meno drammatiche. Le starlette della televisione sono solo la punta dell’iceberg, per ogni velina da calciatore c’è una ragazza che si fidanza con un dirigente Rai o Mediaset di quarant’anni più vecchio? Perché lo fa? Per amore? O perché “lei è diversa da tutte le altre?”. Assolutamente normale, quindi, che la nostra Jasmine, nel Terzo Mondo, per guadagnare soldi, si conceda ogni tanto a qualche ricco mzungu. Ed è quasi da lodare il fatto che non si sia abbandonata alla lascivia delle notti brave malindine, dell’alcool e del guadagno facile. Lei cerca una relazione stabile, che le permetta una vita tranquilla e agiata. Almeno fino a quando il baby-pensionato avrà fondi a sufficienza per accontentarla…
E lui? Anche lui evidentemente ha bisogno di una donna come Jasmine. Forse perché arriva da un matrimonio fallimentare in Italia? O perché, nonostante abbia il chiodo fisso, in fondo al suo cuore è un sentimentale? O anche perché per la prima volta nella sua vita si trova davanti all’incomparabile bellezza di una venere nera e per giunta parlante che gli sussurra dolci parole d’amore?
“Se non ci arrivi, non puoi sapere cosa si prova. Io finalmente, a cinquantotto anni, sono innamorato. Mi sento di nuovo un ragazzino!”
Il viagra fa il resto.
Lei non è diversa da tutte le altre, è semplicemente più saggia e più realista. Avrà pure i suoi momenti di tristezza, forse il suo amante compaesano, ma sa anche che è l’unico modo per avere una casa con i sanitari e la televisione, un’automobile e un po’ di speranza in più per il futuro.
Perché alla fine è questo mondo a non essere mai diverso da tutti gli altri.(26/02/2010)

 



 

 

 

 

 

 

 

 

   
   
   
   
   
   


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