Ultime notizie

KENYA NEWS

Il Kenya alle ONG: obbligo di registrarsi e nuove regole

L'ultimatum è fissato per il 13 maggio, rischio chiusura per centinaia

05-05-2026 di Freddie del Curatolo

C’è un Kenya che aiuta e un Kenya che controlla che tutto sia in regola e che nessuno se ne approfitti. Il primo costruisce scuole e pozzi, si occupa di minori, disagiati e sviluppo, il secondo pretende moduli compilati in triplice copia. Quando i due si incontrano, nasce sempre qualche problema.
Il prossimo 13 maggio, in questo senso, non è una data qualsiasi. È una linea sottile tracciata dal governo keniano tra chi esiste e chi, improvvisamente, rischia di non esistere più. Almeno sulla carta, che in questo Paese spesso conta quanto, se non più, della realtà.

Il ministero dell’Interno, guidato da Kipchumba Murkomen, ha mandato un messaggio che più chiaro non si può: tutte le organizzazioni non governative devono adeguarsi al nuovo quadro normativo delle Public Benefit Organizations. Tradotto dal burocratese: rifate i documenti, aggiornate i registri, dimostrate che siete in regola. Oppure preparatevi a sparire dall’elenco dei “buoni”.
Non è una minaccia gridata, ma una di quelle dette con voce calma, che fanno più effetto. “Il mancato rispetto comprometterà lo status giuridico dell’organizzazione nel Paese”. Una frase che, per chi lavora sul campo, significa una cosa sola: niente più operatività, niente più riconoscimento, niente più possibilità di aiutare.

E qui il Kenya mostra una delle sue contraddizioni più affascinanti e più frustranti. Da una parte, è un Paese dove migliaia di ONG, ODV e Onlus fanno ogni giorno quello che lo Stato non riesce a fare: educazione, sanità, assistenza, sviluppo. Dall’altra, è lo stesso Paese che, periodicamente, ricorda a tutti che senza un certificato aggiornato, anche la buona azione diventa invisibile.
La legge non è nuova. Il quadro delle PBO nasce nel 2013, con l’idea, almeno sulla carta, di portare ordine, trasparenza e controllo in un settore vasto e spesso difficile da monitorare. E in effetti, tra bilanci certificati, report annuali e “test di utilità pubblica”, il messaggio è chiaro: dimostrate che fate del bene, ma fatelo secondo le regole.

Il problema è che le regole, in Kenya, raramente sono lineari. Ci sono ONG che contestano l’intero impianto, sostenendo che l’obbligo di ri-registrazione sia stato dichiarato incostituzionale. Altre puntano il dito contro la piattaforma eCitizen, accusata di essere incompleta, riconfigurata, inaffidabile. In sostanza: ci chiedete di metterci in regola, ma lo strumento per farlo non funziona.
E nel mezzo restano centinaia, forse migliaia, di organizzazioni, soprattutto piccole, spesso straniere o ibride, che operano in Kenya con le migliori intenzioni e con la peggiore delle abitudini locali: rimandare.
Perché finché nessuno controlla davvero, tutto sembra possibile. Si apre un progetto, si trova un partner locale, si comincia a lavorare. Poi, tra un rinnovo di permesso e una registrazione mai completata, ci si convince che “tanto funziona così”.
Fino a quando non arriva una data. E una scadenza. E qualcuno che, improvvisamente, decide che non funziona più così.
Il rischio, stavolta, è concreto. Non tanto per le grandi organizzazioni internazionali, che hanno uffici legali e amministrativi pronti a navigare anche le acque più torbide. Ma per quella galassia silenziosa di piccole ODV e Onlus che tengono in piedi pezzi di Kenya: scuole informali, centri per bambini, progetti sanitari, micro-iniziative comunitarie.

Sono loro che rischiano di sparire, non perché non facciano del bene, ma perché non hanno fatto abbastanza carte.
E allora questo non è solo un articolo. È, nel suo piccolo, un promemoria. Un invito, se vogliamo dirlo con meno ironia del solito.
Perché in Kenya si può sopravvivere a molte cose: alle strade, ai blackout, alle promesse politiche. Ma difficilmente si sopravvive a un timbro mancante.
Il 13 maggio è dietro l’angolo. E stavolta, più che la buona volontà, servirà un buon commercialista.

TAGS: ONGorganizzazionisocialepermessigovernativeonlus

Hai trovato utile questo articolo?

Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.

Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.

TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:

https://malindikenya.net/it/articoli/notizie/editoriali/come-aiutare-malindikenyanet-con-una-donazione.html

GRAZIE
ASANTE SANA!!!

Un "ombrello" comune per le più rilevanti onlus italiane che sostengono progetti e attività in Kenya.
L'idea sostenuta dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS) e dall'Ambasciata d'Italia in Kenya e organizzata da...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

A quasi un anno dalle modifiche di costi e modalità dei permessi di lavoro in Kenya, il governo ha...

LEGGI L'ARTICOLO

La Onlus italiana Watoto Kenya, seppure costituisca una piccola realtà, rappresenta il Kenya a livello internazionale nei programmi e nelle conferenze dell'UNICEF con il suo progetto pilota, unico nel genere: la chiusura dell'orfanotrofio e la cura dei bambini all'interno delle famiglie biologiche.
Il modello di Watoto...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Si fanno chiamare “The Restorers”, le restauratrici, sono cinque ragazze di Kisumu, studentesse...

LEGGI L'ARTICOLO

Centri per l’infanzia, scuole, progetti sanitari e di agricoltura, sostegni a famiglie e studenti e programmi alimentari. Dalle...

LEGGI L'ARTICOLO

Il Kenya ha ufficialmente aperto le porte a permessi di soggiorno speciali, e residenza, per...

LEGGI L'ARTICOLO

L'Aviazione Civile Keniana sta per aprire all'uso dei droni per motivi non militari.
Presto nel Paese ci sarà la...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Aggiornamenti di malindikenya.net sulle operazioni di verifica dei permessi di lavoro e di residenza in Kenya per gli stranieri, da parte dell'Ufficio Centrale dell'Immigrazione di Nairobi.
Grazie a...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Gli sforzi e la generosità della comunità italiana, del nostro portale e di molti imprenditori del settore turistico di Malindi e Watamu sta per concretizzarsi con la prima importante donazione per le famiglie degli sfollati dell'entroterra malindino.
Nei prossimi...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Il Ministro degli Interni del Kenya Fred Matiang'i ha preannunciato una maxi operazione del Governo per verificare chi lavora regolarmente nel Paese, ed eventualmente espellere quelli che non hanno intenzione o non...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Il mondo della solidarietà e della cooperazione italiana in Kenya riparte da coordinamento e...

LEGGI L'ARTICOLO

La più importante realtà solidale italiana sulla costa keniana, Karibuni Onlus, ha coinvolto la Fondazione Lavazza...

LEGGI L'ARTICOLO

Le grandi soddisfazioni sono spesso inaspettate.
E quanto più sono inattese tanto più sono stupefacenti. 
Sono un po’ come le stelle cadenti.

LEGGI TUTTO

In un momento in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane di istituzioni, organizzazioni...

LEGGI L'ARTICOLO

Riaprono le scuole primarie e secondarie in tutto il Kenya.
Come è noto, qui l'anno scolastico incomincia in corrispondenza con quello solare ed è strutturato con vacanze di circa un mese ogni tre di studio.
 

LEGGI TUTTO

Si chiama "Kit Dignità" ed è un'iniziativa di Watoto Kenya Onlus per le ragazze delle scuole dell'entroterra malindino.
Si tratta di assorbenti lavabili che permetteranno alle studentesse di non restare a casa da scuola nel periodo...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E GUARDA LE FOTO