SALUTE
06-12-2025 di Freddie del Curatolo
Sulla carta, il patto punta a migliorare la prevenzione e il trattamento di HIV/AIDS, malaria e tubercolosi, consolidare l’assistenza materna, sostenere l’eradicazione della poliomielite e rafforzare la risposta alle epidemie. Gli Stati Uniti metteranno 1,7 miliardi, mentre il governo keniota coprirà gli altri 850 milioni, assumendo gradualmente più responsabilità operative.
Fin qui le buone intenzioni. Ma intorno all’accordo sta montando una nube di dubbi che riguarda un aspetto tanto tecnico quanto fondamentale: i dati sanitari dei cittadini kenioti.
Tra le righe dell’intesa è previsto che gli Stati Uniti possano accedere a database sanitari “critici”, con l’obiettivo dichiarato di garantire trasparenza e monitoraggio dei fondi. Ma per molti kenioti questo passaggio rischia di spalancare una porta troppo grande su informazioni estremamente sensibili: stato di sieropositività, trattamenti per la tubercolosi, dati vaccinali, potenziali profili genomici, cartelle cliniche, perfino informazioni legate alla salute mentale o alle assicurazioni mediche.
Dati che, seppur tecnicamente “aggregati e anonimizzati”, potrebbero – temono alcuni osservatori – trasformarsi nella materia prima perfetta per ricerche di mercato, orientamento degli aiuti sanitari, pianificazione della vendita di farmaci e altre pratiche di soft-power che storicamente gli Stati Uniti sanno usare molto bene.
In un mondo in cui il valore economico e geopolitico dei dati sanitari cresce di anno in anno, l’idea che un Paese straniero possa avervi accesso in tempo reale non lascia tranquilli né avvocati, né attivisti.
L’avvocato Willis Otieno, in un lungo post su X, pone la domanda che molti vorrebbero vedere nero su bianco nell’accordo: quali categorie di dati, esattamente, verranno condivise? Genomica? Modelli di malattia? Dati biometrici? “E se non sono inclusi, perché non è scritto esplicitamente?”, chiede Otieno.
Anche il noto whistleblower Nelson Amenya ha chiesto che il governo renda pubblico il testo completo del patto “così che i cittadini possano leggerlo con i propri occhi”.
Il ministro della Salute, Aden Duale, ha tentato di gettare acqua sul fuoco precisando che non saranno condivise informazioni individuali dei pazienti e che “i dati sanitari dei kenioti rimangono un bene strategico nazionale, protetto dalle leggi del Paese”.
Ma nel clima di incertezza alimentato anche dalla recente riforma americana sugli aiuti, non tutti sono pronti a fidarsi. Solo pochi mesi fa, Trump ha congelato gran parte dei finanziamenti per la cooperazione internazionale, smantellato l’USAID e ridotto drasticamente la disponibilità di medicinali in molti Paesi africani. Ora, con la strategia “America First Global Health”, gli aiuti sono subordinati a nuovi accordi bilaterali che – secondo Washington – eliminano sprechi e mettono ordine. Secondo altri, invece, spostano l’equilibrio verso un maggiore controllo USA.
Durante la cerimonia della firma, il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il Kenya “un alleato di lunga data” e ha lodato il ruolo di Nairobi nella missione ONU ad Haiti. “Se avessimo cinque o dieci paesi pronti a fare metà di ciò che fa il Kenya, sarebbe straordinario”, ha detto.
Il presidente William Ruto, da parte sua, ha assicurato che i fondi saranno spesi per migliorare gli ospedali, acquistare nuove apparecchiature e potenziare il personale sanitario. “Ogni scellino e ogni dollaro saranno spesi in modo efficiente e responsabile”, ha dichiarato.
Ma i dubbi restano. E crescono anche perché, secondo funzionari americani, altri Paesi africani dovrebbero presto firmare accordi simili. Un modello destinato a ripetersi.
L’accordo Kenya-USA potrebbe segnare un passo avanti importante nella lotta alle malattie infettive. Ma apre anche un capitolo nuovo e delicato: quello della sovranità dei dati sanitari.
In un'epoca in cui i dati valgono quanto – se non più – le risorse naturali, la domanda da porsi è semplice: fino a che punto un Paese può condividere informazioni così sensibili senza perdere il controllo sul proprio futuro sanitario?
Il dibattito è aperto. E in Kenya, più che altrove, la salute è un tema dove fiducia e trasparenza sono parte fondamentale della cura.
Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.
Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.
TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:
GRAZIE
ASANTE SANA!!!
ECONOMIA
di Freddie del Curatolo
Il Kenya è una delle nazioni meno tassate dal governo statunitense in Africa, e anche...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
Il Kenya potrebbe beneficiare dei dazi posti da ieri dal governo americano di Donald Trump a...
COMMERCIO
di redazione
Si è finalmente concluso l’iter che ha portato all’accordo di partenariato economico tra Unione...
ECONOMIA
di Freddie del Curatolo
Da ora in poi, dal Kenya sarà possibile esportare prodotti verso 27 paesi dell’Unione Europea senza...
POLITICA
di redazione
E arrivò la prima telefonata del Presidente americano Donald Trump al collega keniano Uhuru Kenyatta.
A un mese e mezzo dall'insediamento alla Casa Bianca e nel pieno di meeting e attuazione del suo piano di Governo, il leader degli USA ha...
ECONOMIA
di redazione
La Banca centrale del Kenya (CBK) ha rivelato nei giorni scorsi che lo scellino keniota...
BILATERALI
di redazione
Un altro passo avanti verso l’abolizione delle barriere fiscale e l’implementazione di accordi bilaterali...
ECONOMIA
di redazione
Niente sembra scalfire il potere dello scellino keniota negli ultimi mesi. In questi giorni addirittura ha...
EDITORIALE
di Freddie del Curatolo
Il Kenya è con Kamala Harris. Questo risalta da un approfondita ricerca che abbiamo fatto, leggendo...
EDITORIALE
di Freddie del Curatolo
Se ci fosse un momento buono per puntare sull’Africa Orientale, ed in particolare sul Kenya, per ...
NEWS
di redazione
La catena di supermercati keniana Nakumatt ha deciso di chiudere tre delle sue filiali.
La decisione fa parte della politica di tagli dei costi dell'azienda, che si è prefissa di ridurre di KShs. 1.5 miliardi le spese per il prossimo...
POLITICA
di redazione
Una settimana intensa per rafforzare i rapporti con due pilastri dell'economia occidentale e della Repubblica del Kenya.
Per Uhuru Kenyatta, impegnato in un'importante battaglia di moralizzazione del Paese, l'appoggio di Donald Trump e di Theresa May è fondamentale.
Dall'altra parte...
EDITORIALE
di Freddie del Curatolo
Cosa cambierà per il Kenya con la fine dell’era Trump e con il nuovo Presidente degli Stati Uniti Joe Biden?
Innanzitutto ...
LOCALI
di redazione
Giovedì sera il Tangeri Lounge di Malindi propone un viaggio sensoriale dal Kenya verso l'Etiopia, dai...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
L’economia del Kenya si sta riprendendo e il 2025, da questo punto di vista, è iniziato con buoni...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
Ieri gli americani hanno votato per Donald Trump, eleggendolo come nuovo presidente e...