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TASSE E LICENZE

Tasse ospitalità a Malindi: in arrivo controlli e regole da rispettare

Meeting chiarificatore con il Turism Fund e T.R.A. grazie al Consolato italiano

07-06-2018 di redazione

Un importante incontro tra i vertici nazionali e locali dei due organismi del Ministero del Turismo keniano che si occupano di tasse e licenze legate all'hospitality.
Sul piatto del meeting richiesto dal Consolato Onorario d'Italia a Malindi, ospitato dal Kilili Baharini Resort ed organizzato dal Turism Fund (ex Catering Levy Trustees), l'applicazione delle tasse sull'ospitalità anche nelle seconde case appartenenti a non residenti.
Come già avviene in altri ambiti burocratici ed istituzionali, si stringerà la morsa sugli irregolari e su chi ospita a fini di lucro e non paga le relative tasse.
Il Tourism Fund si occupa (da sempre) della riscossione di una tassa del 2% sui guadagni di ogni attività turistica.
Presente all'incontro anche il direttore dell'ufficio malindino della Tourism Regulatory Authority (T.R.A.) Frederick Karenga, responsabile della riscossione delle cosiddette licenze turistiche che specialmente gli italiani nell'ultimo anno hanno dovuto pagare e che dovranno continuare annualmente a rinnovare.
La buona notizia è che queste licenze non significano che un privato abbia per forza un'attività di b&b o guest house, ovvero che affitti la sua seconda casa a scopo di lucro, ma la notizia più importante è che i due organismi stanno investigando affinché chi sulla costa svolge queste attività in nero, senza autorizzazioni e senza pagare le tasse, venga smascherato.
Da questa stagione aumenteranno i controlli e il consiglio di T.R.A. e Tourism Fund è quello di non fare i furbi e mettersi in regola.
"Sappiamo che a Malindi e Watamu ci sono molti casi di guest house e case in affitto che non sono in regola, ovvero non pagano le tasse e le regolari licenze turistiche - ha detto Karenga -  questa cattiva abitudine deve finire, e chiediamo l'aiuto di tutti. In ogni caso siamo disponibili a verificare quali siano i casi di non residenti che utilizzano la propria abitazione solo per sé e per i propri parenti. Queste persone potrebbero essere esentate dal pagare la licenza. Per chi invece ospita amici o estranei, ha più di una casa o dependance, oppure una villa a più stanze, la licenza è da pagare data l'impossibilità di provare che i loro ospiti, specie se sempre diversi, non siano paganti. Per chi però assicurerà che non opera nel campo dell'ospitalità alberghiera, basterà aggiungere un timbro alla licenza già pagata, e sarà palese che dovrà pagare solo quella e non altre tasse che appartengono ad hotel o bed&breakfast. Ma attenzione a non dichiarare il falso, perché siamo in grado di investigare e di arrivare alla verità, e in quel caso saranno presi provvedimenti seri".
Sulla stessa onda di pensiero il CEO di Turism Found, Joseph Cherutoi: "Il nostro fondo per il turismo - ha detto - chiede di pagare una tassa del 2% su ogni ospite di strutture alberghiere, comprese anche ville e appartamenti. Chiunque sia proprietario di un'abitazione in grado di ospitare persone paganti, sarà tenuto a versare questi contributi. Anche in questo caso facciamo leva sull'onestà della comunità straniera di Malindi e Watamu. Chi non affitta in nero e ospita solo parenti, non ha nulla da temere e da pagare".
Il Tourism Fund ha mostrato grande disponibilità a valutare le diverse problematiche dei non residenti proprietari di case, così come quelle degli hotelier che chiedono chiarezza su tanti aspetti dei regolamenti. Così come l'ufficio malindino del T.R.A. che, pur ribadendo di proseguire con le investigazioni per ottenere informazioni su chi affitta le proprie abitazioni senza regolari permessi, si è messo a disposizione per le numerose domande dei presenti. 
Ricordiamo che le responsabilità di omessi pagamenti, dichiarazioni o negligenze sono sempre e solo a carico del proprietario dell'immobile.

LEGGI QUI COSA OCCORRE PER METTERSI IN REGOLA SE SI OSPITA O SI AFFITTA A PAGAMENTO 

TAGS: tasse malindicase malindilicenze malinditasse kenya

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