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Vacanza in Kenya: risposte alle 10 domande più frequenti

Dal visto alla malaria, dalla salute alla sicurezza...e altro

02-11-2022 di redazione

Prima di organizzare una vacanza in Kenya, è naturale informarsi e cercare risposte utili per un viaggio consapevole.
Ecco le nostre risposte alle domande più frequenti (gli inglesi userebbero l'acronimo FAQ) che i lettori ci pongono.

1. E’ possibile fare il visto direttamente all’arrivo in Kenya o è obbligatorio farlo online?

Il visto turistico d’ingresso in Kenya online è obbligatorio. Viene chiesto di produrlo già al check-in aeroportuale in partenza. Conviene chiederlo dalle 72 alle 48 ore prima di imbarcarsi, in ogni caso la sua validità parte dal giorno dell’arrivo in Kenya. Potete presentarvi anche con il solo pagamento, se non avete ancora ricevuto la conferma del visto.

2. Si può fare un biglietto aereo di sola andata per il Kenya?

Si può viaggiare con destinazione finale Kenya con un biglietto di sola andata unicamente se si è residenti o cittadini keniani. I turisti devono avere con loro obbligatoriamente un biglietto aereo di andata e ritorno. Difatti anche nel visto online viene chiesta la data del ritorno relativa al biglietto emesso (da caricare nel sito). Questo non significa che poi un turista sia obbligato a tornare per quella precisa data, può spostare o cancellare il volo di rientro ed acquistarne un altro.

3. Per entrare in Kenya ci sono vaccinazioni obbligatorie?

Il Kenya non richiede nessuna vaccinazione. Quella per la febbre gialla è stata abolita già nel secolo scorso (in Tanzania invece è ancora obbligatoria). Solamente se si transita per più di 12 ore da un paese dove è obbligatorio avere il vaccino per la febbre gialla, all’arrivo a Mombasa o Nairobi può essere richiesto. Per altre malattie, non ci sono vaccini o obblighi di cure o profilassi prima di recarsi in Kenya.

4. La profilassi antimalarica è consigliabile?

La profilassi antimalarica, pur essendo consigliata da medici generici e ASL in Italia, da tempo non è più necessaria ed oltre a non dare una copertura totale, è dannosa per la salute, specialmente del fegato. In ogni caso in Kenya da tempo è in vendita un farmaco a base di Artemisinina, una pianta cinese che si è già rivelata la migliore cura a posteriori per la malaria. Chiunque volesse sentirsi tranquillo al ritorno dal Kenya, prima di partire può acquistare il “Coartem” o un medicinale con lo stesso principio attivo e chiedere l’esatta posologia al farmacista. Nel caso si avvertano i sintomi della malaria, quella è la miglior cura del mondo, ma in Italia la somministrazione dell’Artemisinina è possibile solo in ospedale.

5. Prima di recarsi in Kenya, conviene stipulare un’assicurazione sanitaria?

Ogni viaggiatore ha il suo grado di avvedutezza e la sua percentuale di sana incoscienza. La situazione sanitaria pubblica in Kenya è quella di un paese del terzo mondo, a differenza di altri servizi. In caso di malattia improvvisa, incidente o altri bisogni, conviene rivolgersi a cliniche private, i cui prezzi sono molto alti, benché i servizi siano quasi sempre buoni. Per questo è consigliabile stipulare una buona assicurazione sanitaria.

6. Quanti pacchetti di sigarette e bottiglie di alcolici si possono portare in valigia?

Il massimo consentito per quanto riguarda le sigarette è di 200 pezzi (10 pacchetti) o 50 sigari. Per gli alcolici invece in valigia non è possibile portare più di una bottiglia di superalcolico oltre i 13 gradi. In caso di bottiglie di vino, benché molte fonti ufficiali ne segnalino una sola (noi ci rifacciamo alle regole internazionali che il Kenya ha trasmesso alla International Air Transport Association) ne vengono accettate solitamente una per valigia, così come le boccette di profumo. Un espediente per chi vuole portare più di un alcolico o di una bottiglia di vino è aggiungere a quelli in valigia anche uno acquistato al Duty Free Shop e portato nell’apposito sacchetto, ancora sigillato.

7. L’acqua del rubinetto in Kenya è potabile?

Anche se la popolazione locale beve l’acqua che arriva dagli acquedotti pubblici, per un occidentale bere quell’acqua può portare ad infezioni batteriche o manifestazioni intestinali, epatite o altre patologie, anche gravi. Per chi è debole d’organismo, non è consigliabile neanche lavarsi i denti, specie nelle zone rurali. Questo specialmente durante i primi giorni di vacanza.

8. In Kenya si può guidare un’automobile con la patente italiana?

No, per guidare sulle strade del Kenya da turisti, bisogna avere la patente internazionale valida. Quella italiana, anche se con lo stemma dell’Unione Europea, non viene accettata.

9. Quante persone possono salire su una motocicletta? E’ obbligatorio avere il casco?

Il codice della strada, riguardo alle motociclette, è uguale a quello italiano. Non si può salire in più di 2 persone ed entrambe devono indossare il casco. Il fatto che si vedano in giro i cosiddetti “boda boda”, ovvero i moto-taxi con tre o quattro passeggeri a bordo, non significa che ci si possa andare e che non si possa essere soggetti a controlli occasionali per i quali anche il passeggero, oltre al conducente, può essere arrestato ed essere obbligato a presentarsi in corte (tribunale locale) e pagare una multa salata.

10. Il Kenya è un paese sicuro per uscire di sera?

Nelle grandi città come Nairobi e Mombasa si raccomanda di non passeggiare mai a piedi dopo il calar del sole. Anche nei luoghi di villeggiatura conviene fare attenzione, al limite muoversi in gruppo e accompagnati. Altrimenti utilizzare mezzi come tuk-tuk o taxi. Una volta nei locali o in strutture pubbliche, la sicurezza è sempre garantita dai cosiddetti askari.

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