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STORIE KENIOTE

Oggi in Kenya è il giorno di Stella, ma è esistita davvero?

La storia della canzone swahili più amata dai keniani

17-05-2024 di Freddie del Curatolo

Ogni anno in Kenya il 17 maggio è "la data della canzone d'amore".
Un po' come dovrebbe essere dai noi il "29 settembre" grazie all'Equipe 84 o, per i più giovani, il 16 marzo di Achille Lauro.
Ai keniani invece la data di oggi ricorda “Stella Wangu” che hanno eletto la canzone d’amore più bella di sempre in Kenya.
Niente a che vedere, né musicalmente né poeticamente con l’eterna Malaika (che per il vero non si sa ancora se sia un pezzo tradizionale tanzaniano o effettivamente sia stata scritta dal cantautore keniano Fadhili Williams), diciamo che sarebbe un po’ come votare “Ti amo” di Umberto Tozzi invece di “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli.


Ma le canzoni d’amore hanno tutte una forza emotiva che ha poco a che fare con accordi e armonie, perché nascono spesso da storie vere, da stati d’animo provati sulla pelle di chi le compone e che quasi sempre parlano di abbandoni, di sconfitte se non di rimorsi o tradimenti.
E’ il caso di “Stella Wangu” (Stella mia, in lingua swahili) la cui storia ha appassionato i keniani di almeno tre generazioni.
La canzone, un classico esempio di rhumba, ritmo ballabile centrafricano che si è evoluto nelle regioni intorno al Lago Vittoria, è stata scritta dal cantante e chitarrista Freshley Mwamburi, musicista nato e cresciuto alle falde del Kilimanjaro, nella provincia di Taita Taveta.
Siamo negli anni Ottanta, Freshley era innamorato di una ragazza di nome Stellah, conosciuta alle superiori. A quei tempi suonava in un gruppo che si chiamava in maniera quasi ironica “Everest Kings”.


Il musicista e la studentessa ebbero una breve storia d’amore, poi lei decise di lasciarlo e trasferirsi a Nairobi, dove si fidanzò con un altro keniota.
Il cuore spezzato per la bella fidanzatina ispirò a Mwamburi quella che sarebbe diventata la prima vera hit keniana. La canzone divenne un inno, approdò in tutte le radio nazionali e arrivò anche alle orecchie e nei negozi di dischi e musicassette di Tanzania e Uganda.
Non c’era gruppo di rhumba che nel momento clou della serata live non suonasse “Stella wangu”, (primo titolo del brano) la canzone degli innamorati.
La ballata assurse poi a leggenda quando Freshley, diventato leader dei Les Wanjika, una delle band più popolari di tutto l’Est Africa, raccontò tutti i retroscena di quella canzone, ovvero la storia di un amore che lui definiva reale, che durò più di dieci anni e si concluse il 17 maggio 1992.
"Accadde il diciassettesimo giorno del quinto mese" dice proprio il ritornello della canzone.
Prima di allora erano stati anni di lettere, telefonate, speranze.


Stellah lasciò il fidanzato per trasferirsi a studiare in Giappone, e Freshley all’apice del successo, non volle mai farle mancare il suo affetto e decise anche di aiutarla economicamente negli studi.
Le scrisse decine di lettere appassionate, ma ricevette in cambio solamente amicizia e riconoscenza.
Il giorno in cui Stellah, finita l’università, decise finalmente di tornare in Kenya, l’eterno innamorato si presentò all’aeroporto di Nairobi con la chitarra a tracolla, pronto a cantare la canzone che lo stava rendendo famoso ovunque.
Ma la scena che si presentò davanti a Mwamburi, racconta la canzone, fu assolutamente inaspettata.
Dalla scaletta dell’aereo insieme alla “sua” Stellah, scese anche un bambino in un passeggino e un ragazzo giapponese "alto circa un metro e mezzo". La ragazza riconobbe il musicista e gli andò incontro abbracciandolo.


“E’ mio figlio – gli confidò candidamente – e lui è mio marito, un collega di università conosciuto in Giappone, tienimi un attimo il bimbo, per favore”.
A quel punto Freshley decise di non portare rancore (e come avrebbe potuto) ma di modificare il testo di “Stella Wangu” e ammodernarne l'arrangiamento. Fu incisa in un nuovo disco e raccontò l’intera storia. Una storia che ancora adesso commuove tantissimi keniani, che addirittura ogni anno ricordano il 17 maggio come “il giorno del ritorno di Stellah”.
Oggi Freshley Mwamburi non ama più parlare della storia di Stellah, la canzone che nel frattempo è stata incisa in versioni afro, reggae e in remix da molti altri artisti.  Ma continua ad assicurare che la canzone si basa su un fatto realmente accaduto. Anche perché grazie a questa famosissima "love hit" da tanti anni, porta in giro spettacoli musicali, questo nonostante uno dei suoi compagni ai tempi degli "Everest Kings" lo ha smentito qualche anno fa, dicendo che in realtà, il nome Stellah fu suggerito dal fatto che suonasse bene, piuttosto che Rebecca o altri nomi a cui avevano pensato in precedenza. Vera o non vera, Stella o non Stella, il 17 maggio dei keniani è un giorno struggente, in cui in tanti canticchiano una canzone e guardano alle loro fidanzate con un minimo di sospetto...


 

TAGS: stellacanzoneswahilisong

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