Watamu e costa Keniana

COSTA KENIANA

La storia delle rovine di Gede

L'antico insediamento arabo nella foresta di Watamu

05-04-2017 di redazione

Gede (o Gedi, come da antiche scritture, è una parola della lingua Galla che significa "preziosa") si trova tra Malindi e Kilifi, nella regione costiera del Kenya, 94 km a nord della città di Mombasa.
Le sue rovine raccontano di un’insediamento storico, uno dei più antichi di tutta l’area costiera dell’Est Africa di cui sia rimasta traccia. La cittadina, che sembra ospitasse 3000 persone, fu abbandonata alla fine del 1500. Incerte le cause dell’abbandono, ma è probabile che fu un attacco della temibile tribù somala dei Galla, scacciati da Malindi, a distruggere buona parte di quella civiltà.
Nei secoli precedenti appariva come una cittadella fortificata, costituita interamente da rocce e pietre, abitata dal popolo swahili di origine araba. I suoi abitanti avevano rapporti commerciali con il Medio Oriente e l’India e le ricchezze dei suoi dignitari erano ingenti.
Ora le rovine di Gede (Gedi Ruins) sono diventate un museo nazionale, e quel che resta della pianta metropolitana  è immersa in una foresta di bellissime piante indigene, con moltissimi baobab e tamarindi.
Vale la pena fare una passeggiata e una visita, più per il contorno che per il reale valore storico dei resti. Tra una tomba e un portale, a volte può saltare fuori una scimmia, o in alcuni dei vecchi pozzi può risuonare il verso di un gufo.
La storica città di Gede occupava una zona molto grande, intorno ai 44 ettari di terreno e aveva due grandi muraglie che la racchiudevano.
Le mura interne erano il quartiere dove vivevano i ricchi. La parete esterna racchiusa in 18 ettari comprendeva anche terreni agricoli e piantagioni con un certo numero di capanne di fango e makuti per i poveri contadini.
All’interno delle mura principali c'è una tomba corallina con la data incisa in bella calligrafia araba, 1399. Dalla tomba datata, si può vedere la Grande Moschea con uno spettacolare pozzo profondo, noto come il "Pozzo della Grande Moschea" che deve essere stato utilizzato per le abluzioni ed è ancora visibile. Sull'altro lato della moschea si trova la tomba degli imam con il grande pilastro ottagonale.
Inoltre nella foresta, si può vedere il palazzo reale del 15° secolo e le camere delle donne, che non avevano finestre, con altre stanze prive di porte che si ritiene siano state utilizzate dai nobili per conservare ori e gioielli. L'unico modo per entrare in quelle stanze era attraverso un passaggio segreto dal tetto.
Nel 1927, la città storica di Gede è stata dichiarata monumento storico e sono iniziati gli scavi e i successivi lavori di conservazione sono stati effettuati in modo tale da riportare alla luce le aree di interesse storico dell’i insediamento.
Le rovine di Gede e il relativo museo nazionale sono aperti al pubblico tutti i giorni dalle 7 alle 18.

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TAGS: siti storici kenyarovine gederovine gediwatamu escursioni

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