KENYA NEWS
12-05-2025 di Freddie del Curatolo
Il 2007 è stato un anno fondamentale per l’economia del Kenya e della sua gente. Si pensa spesso che quando si parla di economia, si intendano benefici per le classi alte e i protagonisti della vita istituzionale e di briciole per il resto della popolazione.
Fortunatamente non è sempre così. Diciotto anni fa in Kenya, prima ancora che negli altri Paesi dell’Africa Subsahariana, l’operatore delle telecomunicazioni Safaricom ha introdotto il suo servizio di mobile money chiamato “Mpesa” (dove M sta appunto per Mobile, e “Pesa” in swahili significa “denaro” e che in molti chiamato la “banca dei poveri”.
Questa innovazione, una delle poche veramente aderenti alla quotidianità dei keniani e alle loro esigenze, ha modificato le abitudini di pagamento e ha avvicinato anche le classi meno abbienti, quelle che difficilmente si potranno mai permettere un conto in banca e di conseguenza un bancomat, a poter trasferire denaro contante, riceverlo e spendere, senza bisogno di avere banconote in tasca o di doverle depositare e ritirarle altrove.
Tutto nel proprio telefono cellulare, che da allora è diventato ancor più indispensabile per la gente di qualsiasi parte del Paese. Non è solo una questione di poche risorse, quindi di impossibilità ad avere un deposito bancario, ma anche di distanze e raggiungibilità. Anche chi ha possibilità economiche da “classe media” con Mpesa può raggiungere qualsiasi luogo remoto del Paese, dove non sarebbe possibile trovare una banca e dove invece anche un semplice negozietto può avere la licenza per diventare Agente Mpesa.
I keniani sono un popolo migrante all’interno della loro stessa Terra, spesso però mantengono legami affettivi con i propri parenti, genitori o comunità nel villaggio natio e con Mpesa l’aiuto che mandano diventa immediato. Fino a prima del 2007, ci si doveva arrangiare con spedizioni non troppo sicure tramite pacchi sugli autobus, nei quali oltre ad oggetti e prodotti, erano nascosti i soldi, oppure avere amici fidati che raggiungevano gli stessi posti. Questo per non parlare del lavoro, che spesso è precario e soggetto a spostamenti.
Come evidenzia ad esempio una ricerca del quotidiano The Standard, uno dei maggiori datori di lavoro in Kenya, ad esempio, è il settore dei moto-taxi, i cosiddetti “boda boda”. Con oltre 2 milioni di uomini e donne che operano nel settore, rimane una delle parti più liquide e attive dell'economia, rispondendo con forza all'elevata domanda di comodità negli spostamenti e di consegne rapide a prezzi accessibili. Così come per avviene con i tuk-tuk sulla costa, è difficile che i trasporti pubblici popolari accettino contanti, si paga tutto tramite Mpesa.
Così avviene ormai dappertutto, tra negozi ristoranti ed attività varie, ma anche per pagare bollette, visite mediche ed altri servizi essenziali, tramite i Paybill, ovvero conti Mpesa direttamente collegati con la banca, o BuyGoods, ovvero collegati con le casse che emettono le ricevute nei negozi.
Ora, avendo compiuto 18 anni, con la “maggiore età” l’imprescindibile servizio si è connesso direttamente con i nuovi servizi digitali dell’ufficio delle imposte KRA, quindi è in grado di trasmettere direttamente al cliente, tramite il suo numero di telefono, il conto da pagare, che si dovrà confermare con un semplice OK.
L'uso di Mpesa ha abbattuto le barriere secolari all'inclusione finanziaria: gli anziani, che ricevono sostegno dalle loro famiglie o dal governo, trovano facile ottenere il loro denaro attraverso i trasferimenti di denaro mobile, senza rischiare di incappare in malintenzionati o truffatori.
Il capitolo sicurezza non è da trascurare: con Mpesa non ci si porta dietro denaro e anche in caso di perdita del cellulare, il codice segreto protegge dalla possibilità di perdere l’eventuale deposito.
Deposito sul quale oltretutto, proprio come una banca, è possibile far maturare interessi.
Mpesa ha dunque facilitato le transazioni tra persone in Kenya, ha potenziato le transazioni commerciali e ora sta consentendo il movimento più ampio di denaro, facilitando il commercio regionale ed internazionale. Proprio accordi globali potrebbero costituire il futuro di questo sistema vincente, di cui il Kenya può ritenersi orgogliosamente l’antesignano.
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