CURIOSITA'
16-09-2025 di Freddie del Curatolo
Sta facendo discutere in Italia, e non solo sui social network ma su molti quotidiani che ormai ne sono i pappagallini ingabbiati dagli stessi (quando semmai dovrebbe essere il contrario, ma troppo tardi ormai), la notizia della sessantaquattrenne marchigiana che per la pensione si è regalata un marito a Watamu che ha la metà dei suoi anni.
Un argomento che è difficile da affrontare senza:
A - Cadere nei luoghi comuni e graffiarsi i gomiti (se non li avevate alzati troppo prima di cadere...)
B – Trasformarsi da leoni in altri animali da tastiera più voraci e meno nobili
C – Lanciarsi in fantasie ristrette come un caffè di Marechiaro, immaginandone i motivi
Io che da 35 anni tratto (anche, e non è che ne sia proprio fiero) questi argomenti, avrei più titolo di altri tuttologi o africanisti da asporto di commentare la parabola di Simona, che da Cartoceto, paesello sulle colline del pesarese, è atterrata a Watamu per una vacanza tra amiche ed è ritornata per acquisire un marito, sua figlia, probabilmente sua moglie ed altre pretendenti alla poligamia d’interessi che governa parte della vita turistico-amorosa di questo paese.
Con la partecipazione alla sua agenzia di safari. Da ciò si può presumere che il buon Johnatan non sia una guida esperta con certificazione KPSGA, ma un beach boy in carriera (ma forse ci sbagliamo, chissà).
Che c’è di male?
Ah, a Watamu particolarmente, come a Malindi e probabilmente anche a Zanzibar, direi niente.
Sarebbe piuttosto scandaloso, semmai il contrario! Una ventiduenne bellina bellina di Vicenza che sposa un “mzee” (titolo di rispetto dei vecchi saggi africani) di 60, che prima di andare in pensione faceva il conducente di tuk tuk.
In Italia, a 64 anni, ti consigliano la ginnastica dolce, le tisane rilassanti e se hai la fortuna di avere nipoti, qualche fatica in più ricambiata da bacetti pieni di saliva innocente.
In Kenya, invece, ti capita di incontrare in spiaggia l’amore della tua nuova vita che ti fa dimenticare sia la rosa canina e la camomilla, che l’età anagrafica.
Purtroppo le nonne italiane ancora vispe non hanno scelta. Immaginate che se invece di conoscere il beach boy a Watamu lo portassero a casa. Nel condominio, la prima volta che lo vedono uscire chiamano la polizia perché pensano che si sia portato via l’argenteria dopo aver legato la pensionata al termosifone. E quando lei invece rivela ai vicini di essere innamorata e che sarà presto suo marito, cercano il numero della guardia medica e consigliano già il reparto.
Se infine dovesse risultare sana di mente e insistere, la costringono a cambiare quartiere.
Sono esagerato?
Il bello della costa keniana, l’abbiamo detto più volte, è che si è davvero liberi di fare quello che si vuole.
E forse il romanticismo in cambio di sicurezze economiche, la passione dell’elisir di giovinezza, il volontariato del bicipite e l’attivismo ambientalista della protezione del torace a tartaruga, è il male minore, rispetto a chi interpreta questa libertà con il non pagare le tasse in un Paese straniero, lavorare senza permesso di lavoro, alimentare la corruzione e rischiare malattie veneree frequentando partner occasionali.
Qui si parla di convivenza, di matrimonio.
Quindi, dal mio punto di vista, niente da obiettare.
Se non che…
La malattia del nuovo millennio, il maledetto bisogno di mettersi in mostra, dato chissà da quale sindrome assurda: senso di rivincita, frustrazione, battaglia chisciottesca contro il declino estetico?
Una sindrome che c’è sempre stata, specie in Italia, ma che con i social e i selfie ha trovato il suo naturale sfogo divulgativo.
Mi ricorda la famosa barzelletta dell’italiano provincialotto con la pancetta che naufraga e si trova su un’isola deserta con Claudia Schiffer (20 anni fa…) e dopo aver ammazzato la noia ed il timore di dover invecchiare a pesce e cocco da soli, facendo innumerevoli volte all’amore, alla fine nell’italiano spunta una tristezza, un abbattimento tale da intenerire anche la top model.
“Cosa c’è, non ti piaccio più? Ti sei stancato di me?” gli dice.
“Ma figurati, tesoro, sei bellissima, un sogno…quasi a differenza tua ci avrei messo la firma per una vita così…ma”
“Ma?”
“Me la fai una concessione?”
“Certo, dimmi”
“Posso farti due baffi con le foglie?”
Claudia inizia a pensare al sole sulla testa, alla disidratazione, agli effetti del robinsonismo.
“Se è solo questo…”
L’italiano le predispone i baffi, le chiede di mettersi al suo fianco e poi improvvisamente le dà una pacca sulla spalla.
“Oh, Michè…non ci crederai…lo sai che da un anno mi faccio tutti i giorni la Schiffer?”
Ecco, con le dovute proporzioni, non è la storia di Simona a sorprendermi, quanto il bisogno di amplificare sui social la sua storia e raccontarla ai giornali della sua provincia, per poi suscitare una prevedibile cagnara di haters, lovers e cojoners di quel tribunale virtuale dove tutti sono giudici, giurati e boia.
E’ questo che desiderava, la nonna divulgativa, o era solamente così felice da voler far partecipe il mondo intero del suo amore, delle sue effusioni africane, della gioia di una rinascita.
Mah, io penso sempre che la vera felicità sia talmente una cosa intima che quando la metti in vetrina, c’è sempre un problema…
E poi l’inevitabile ridda di versi animali: chi la accusa di essere un bancomat vivente, chi parla di turismo sessuale, addirittura mette in campo i “soldi dei contribuenti” perché un giorno il marito magari prende pure la pensione di reversibilità…
Perché in Italia, si sa, l’amore può nascere a Ulan Bator o a New York, ma se sboccia a Watamu allora è automaticamente sospetto. Chissà, forse perché in costume da bagno si vede meglio la differenza d’età.
Simona, che non ha mai avuto figli, ora si sente mamma di una bimba di cinque anni e ha dichiarato senza esitazione: “Mi sento una ragazza, mai ridicola, sempre giovane”. Un’eresia, per chi pensa che dopo i cinquanta si debba solo fare la fila all’Asl e magari non si è mai lasciato andare a un cinema, un libro, una qualsiasi passione. Ma tant’è.
Il vero safari, del resto, è quello sui social: un territorio infestato da iene morali, bufali dell’odio e avvoltoi del pettegolezzo, oltre che dai ben noti leoni da tastiera. Simona da loro non si è fatta sbranare, auguriamoci che non finisca come alcune sue coetanee (e anche più giovani di lei) che in questi anni ci hanno scritto disperate e depredate, hanno ingrassato spesso inutilmente avvocati e ufficiali di polizia e sono tornate a casa avvelenate e più razziste dei vicini di casa.
Cara pensionata italiana, ti auguro il meglio, e soprattutto di non avere mai bisogno non solo di un avvocato, ma di mettere i baffi a Johnatan.
Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.
Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.
TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:
GRAZIE
ASANTE SANA!!!
LOCALI
di redazione
Papa Remo Beach chiude per un giorno al proprio pubblico, che mai come quest'anno sta felicemente frequentando il meraviglioso locale di Watamu, il suo ristorante e i lettini in riva al mare, per ospitare una cerimonia privata.
Si tratta del...
EVENTI WATAMU
di redazione
E' un aprile col botto quello di Paparemo Beach a Watamu: un colpo di coda di stagione a tutto ...
LOCALI
di redazione
Metti un barman professionista nell'oasi più esclusiva di Watamu, due bicchieri su un tavolino che si affaccia nella baia sull'oceano dai colori mozzafiato.
Se poi sta per arrivare il tramonto, dopo una giornata di mare, sole ed allegria, il cocktail...
ULTIMORA
di redazione
Non potrà più regalare il suo fantastico sorriso ai cento e più bambini del suo “children center”.
Mama Liliana Ostinelli, la meravigliosa pensionata conosciuta da tutti come “Mama Anakuja”, se...
Promozione
di redazione
Malindi, Watamu e la Contea di Kilifi si promuovono anche quest’anno con il magazine in inglese ''What’s Best in Kilifi County’’.
E’ uscita in questi giorni.....
ULTIMORA
di redazione
In fiamme il Leopard Beach Hotel, una delle storiche strutture alberghiere della località turistica keniana di Diani.
L'incendio...
NEWS
di redazione
Alcuni anni fa il quotidiano nazionale "Daily Nation" aveva lanciato l'allarme con un sondaggio che rivelava "la crisi del matrimonio tra le pressioni della vita moderna in Kenya”.
Secondo il sondaggio solo il 40% dei keniani riteneva di essere felice del...
EVENTI
di redazione
Dopo il beach party settimanale di sabato 17 dicembre, con deejay Jo Kisila da Nairobi, dal ...
NEWS
di redazione
La storia dei matrimoni tra turiste italiane e i cosiddetti "beach boy" (ora preferiscono essere chiamati "beach operator") continua a dare spunti di divertissement e ironia, ma si tratta spesso di storie vere che vengono vissute sulla pelle delle persone...
AMBIENTE
di Leni Frau
Buone notizie dal piccolo mondo che cerca di limitare i danni ambientali che in gran parte sembrano ormai...
LOCALI
di redazione
Questa sera, venerdí 19 marzo il Sunset Beach di Watamu ripete l’appuntamento settimanale...
EVENTI
di redazione
Tra oggi e domani ricomincia la stagione dei beach party sulla costa keniana, in attesa dell’arrivo...
NATALE
di redazione
La festa più trendy della vigilia di Natale a Watamu è al Paparemo Beach.
Nella...
CAPODANNO
di redazione
Tanta gente a Watamu per questa vacanze: giovani, turisti di ogni nazionalità, hotel pieni e case private ...
TASSE E LICENZE
di redazione
LISTA ATTIVITA' DI KILIFI, WATAMU E MALINDI CHE SI PROMUOVONO SU INTERNET (sui siti Booking.com, Airbnb o altri, o ancora con siti propri o pagine social)...