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DENTRO IL KENYA

Mutilazioni genitali femminili, il Kenya oltre i divieti

14 anni dopo nelle aree rurali poco è cambiato

18-12-2025 di Freddie del Curatolo

Sono passati 14 anni anni da quel divieto definitivo che doveva segnare la fine di una piaga in Kenya.
In Kenya, la legge contro le mutilazioni genitali femminili (FGM) è chiara dall’ottobre 2011: qualsiasi atto di taglio o escissione dei genitali femminili sarebbe vietato, senza alcuna eccezione. Ma tra le piste polverose delle campagne rurali e nei villaggi remoti, quella legge spesso resta ancora un condizionale, una frase scritta in gesso sulle lavagne di aule piene di giovani speranze, non un muro davanti alla lama.
Come spesso accade in questo Paese quando entrano in vigore decreti che cambiano le regole ancestrali (o anche abitudini moderne già ben radicate), i primi mesi o anni vengono applicate più per timore di punizioni o tentativi di estorsione, che per reale credo, poi piano piano vengono aggirate. E’ il caso, ad esempio, della ricomparsa dei sacchetti di plastica, quasi un decennio dopo la loro storica demonizzazione. Ma per quanto riguarda la FGM, il discorso dovrebbe essere molto più serio e controllato.

A Narok, nel cuore della regione masai, a tre ore dall’ultimo tratto asfaltato, una donna chiede a gran voce: “Perché dite che è finita, quando qui arrivano ragazze adolescenti ancora ferite?”.
Le donne del villaggio annuiscono, gli uomini ascoltano in silenzio. È la scena di un incontro con operatori sanitari, raccolta da agenzie internazionali solo pochi giorni fa, di cui ha riferito l’agenzia France Press.

I numeri nazionali sembrano raccontare una storia di progresso: secondo l’ultimo sondaggio ufficiale, tra il 2014 e il 2022 la percentuale di donne e ragazze di età compresa tra 15 e 49 anni che hanno subito FGM è passata dal 21% al 15%.
Tuttavia quella media nasconde sacche di persistentissima violenza nei luoghi più isolati e tra gruppi etnici specifici — dove, per alcune comunità, la pratica continua a superare il 90% tra le ragazze.

La legge contro le mutilazioni è tra le più ampie in Africa: dal 2011 proibisce ogni forma di FGM e prevede pene per chiunque la faciliti o la esegua.
Eppure, gli esperti e gli attivisti sottolineano che la morsa della cultura tradizionale, dell’onore comunitario e della paura del rifiuto sociale è più forte di qualsiasi legge scritta.

Negli stessi territori dove lo stato non arriva, si è sviluppato un fenomeno pericoloso: la cosiddetta “medicalizzazione” delle mutilazioni — ossia il tentativo di farle eseguire da operatori sanitari o in condizioni che sembrano più sicure. Attraverso questa via, le famiglie tentano di aggirare la legge e le conseguenze immediate, ma i rischi di infezioni, traumi cronici e danni psicologici restano enormi.

La situazione è più complessa di un semplice “legge sì, pratica no”. La criminalizzazione porta spesso a uno spostamento delle mutilazioni nelle ombre: praticanti tradizionali che fuggono nelle foreste, tagli clandestini durante le feste, spostamenti verso cliniche rurali improvvisate. In alcuni casi, le stesse vittime — ragazze e donne — finiscono criminalizzate perché coinvolte nella pratica di generazioni.

Nel nordest del paese, lungo il confine col Somalia, e tra alcune comunità di etnia Maasai, il taglio resta radicato come rito di passaggio. Qui, l’idea di protezione legale sembra un’eco lontana. gov.uk

Organizzazioni locali e attivisti collaborano con scuole, leader di comunità e forze dell’ordine per spezzare il ciclo. Ci sono eventi contro la FGM, iniziative di sensibilizzazione e alternative di passaggio all’età adulta senza violenza. Ma resta una battaglia di mentalità, non solo di codici penali. unicef.org

In uno scenario dove oltre 230 milioni di donne e ragazze nel mondo hanno vissuto una mutilazione (dati Unicef), e dove l’Africa porta il peso maggiore di quel tributo di dolore, il Kenya appare riflesso di una contraddizione globale: un paese che dice no sulla carta, ma dove il taglio continua ad avvenire nelle pieghe non mappate della tradizione.

TAGS: mutilazionegenitaleinfibulazionemasaiancestrale

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