Opinioni

PUNTI DI SVISTA

Happy Traveler Act, codice etico per viaggiare in Kenya

In arrivo una nuova regolamentazione per turisti...

04-11-2024 di Michele Senici

Tra le tante nuove leggi che il Kenya in questo periodo ha disegnato, disdegnato, approvato e ritirato,  ai più è sfuggito un codice etico approvato dalla Commissione Parlamentare del Buon Senso e della Civiltà a Nairobi. Si tratta di una regolamentazione su cosa mettere (e non) in valigia prima di partire per il Kenya
In realtà, oltre ai divieti, che secondo i relatori renderanno la vacanza in Kenya ancora più indimenticabile, sono allo studio anche multe e sanzioni.
L’Happy Traveler Act, così si chiama la regolamentazione, - in Italiano “Codice del Viaggiatore Felice”, ha contorni sorprendenti. Soprattutto perchè non è eguagliata da nessun altro Paese al mondo. Insomma, lo Stato che traina l’Africa Orientale guadagna di nuovo un primato che in tutta onestà speriamo possa essere imitato altrove. Happy Traveller Act entrerà in vigore in Kenya dal primo gennaio 2025 e prima di essere promulgata è stata discussa e vagliata da decine di attori: non solo Governatori di Contea, gestori di Hotel e B&B, rappresentanti delle agenzie di viaggi e di safari, compagnie aeree e enti del turismo ma anche delegazioni diplomatiche dei Paesi con più visitatori in Kenya (tra cui per fortuna non manca l’Italia), viaggiatori abituali e soprattutto le associazioni di beach operators.
L’obiettivo del codice, così come si legge nel documento presentato qualche giorno fa a Nairobi è: “stabilire i presupposti per offrire a tutte le donne e gli uomini che fanno ritorno a Casa la migliore esperienza di viaggio possibile”. Ed è proprio da questo obiettivo che si evince la volontà di seguire i dettami del Presidente per rilanciare e fortificare così il suo tanto caro Tobong’u Lorre! - quel “Bentornati a Casa!” in lingua Turkana che già fu usato durante il lancio del tanto dibattuto ETA (la nuova autorizzazione elettronica al viaggio in vigore dal 2024).
Andare in Kenya, culla dell’umanità a cui apparteniamo, non è soltanto un viaggio ma un vero e proprio ritorno alle origini e dunque da questo presupposto nasce la necessità di una Legge che renda il ritornare meraviglioso per tutti. Prima di addentrarci nell’analisi degli articoli a cui i viaggiatori dovranno fare più attenzione, preme sottolineare che il Codice è altresì unico e interessante per due ulteriori prospettive. Anzitutto perché non solo determina i reati e le conseguenti sanzioni ma qualifica anche una lista di comportamenti lodevoli e corretti per cui sono previsti premi e benefit.
Inoltre l’Happy Traveller Act avrà valore a partire dal banco check-in dei porti e/o aeroporti di partenza e dunque i viaggiatori, qualora contravvengano alle disposizioni, potrebbero vedersi negare l’imbarco verso il Kenya. Ma non solo: grazie al coinvolgimento dei Paesi partner, eventuali contravvenzioni potrebbero generare sanzioni, anche pesanti, applicate dalla Nazione di origine al rientro del turista in patria. Tenute presenti questi dettagli senz’altro inusuali ma molto interessanti, proponiamo una breve analisi degli articoli di maggior interesse.
Tra la lista dei divieti e dei reati troviamo all’Articolo 7, Comma 3, il Divieto d’Importazione della Tracotanza e della Supponenza.
Non si tratta di prevaricare la libertà del viaggiatore alla lamentela, ma si intende punire il confronto peggiorativo tra il Kenya e il Paese di origine. Tutti i viaggiatori che verranno trovati a criticare la lentezza del servizio al chiringuito in spiaggia saranno lasciati liberi di lamentarsi in pace ma attenzione a quelli che aggiungono frasi ingiuriose quali: “in Italia avrebbero già perso tutti il lavoro”. In questo caso scatta l’ipotesi di reato per supponenza e il gestore del chiringuito potrà appellarsi ai servizi di sicurezza che se accertato il delitto potrebbero concordare col Paese d’origine, in questo esempio l’Italia, il ritiro del Passaporto del viaggiatore.
La logica è: dato che apprezzi così tanto il tuo Paese facciamo in modo che lì resti.

Il reato si configurerà tra gli altri in scenari in cui il turista giudica e confronta boriosamente lo stile di guida del suo driver di safari, la qualità del lavoro di elettricisti, muratori o idraulici, i prezzi di prodotti di nicchia, freschi e di importazione.
Sempre all’Articolo 7 ma al Comma 4, leggiamo il Divieto alla Manifestazione Pubblica di Pietismo, con un’aggravante sull’eventuale presenza di minori. Qui le pene si applicano perlopiù localmente e in proporzione al budget e allo stile di vita del turista sul suolo Kenyano. Proviamo a spiegare meglio: il turista che esclamerà, osservando una capanna in un villaggio sulla strada per lo Tsavo, “Guarda, non hanno nemmeno il bagno per lavarsi!”, verrà convocato a corte per dimostrare quanti litri d’acqua ha utilizzato la sera prima per la doccia in resort.
La pena sarà determinata dal consumo in litri, al netto delle aggravanti che sono elencate in un allegato molto dettagliato. Avere avuto a disposizione acqua corrente, non aver chiuso il rubinetto tra l’insaponatura e il risciacquo, avere accesso a acqua sia calda che fredda sono tutti elementi che per contrappasso vanno ad aumentare la pena, tutta tesa alla promozione della consapevolezza. Il resort chiuderà i rubinetti del viaggiatore che sarà invitato a farsi la doccia in mare, con l’utilizzo di soli saponi solidi almeno fino al rientro in patria. Attenzione all’aggravante trasversale che si somma a tutta la casistica dei reati di Pietismo: aggiungere esclamazioni quali “Poverini” o simili determinerà l’applicazione di una sanzione pecuniaria oltre a quella disciplinare.

Altri reati per cui sono previste multe e sanzioni:

Importazione o acquisto in loco di caramelle per bambini (pena è addebito costi dentistici)

Divieto al disturbo della quieta pubblica urlando Rafiki e/o Hakuna Matata sulle spiagge (aggravante dal costume a slip - soprattutto se bianco - per gli uomini)

Divieto alle supposizioni denigratorie  (loro non sanno… / muoiono ancora per…)

Divieto alla critica di preparazioni culinarie del proprio Paese di origine cucinate in loco da ristoranti inequivocabilmente gestiti da locali (supageti arabbiatta è sufficiente per determinare la genitorialità di un ristorante. Se uno li ordina ugualmente e poi si lamenta la pena è organizzare formazione specifica su quella ricetta a tutto il team di quel ristorante e di quelli in un raggio di 7 km) …

Ma ci sono anche premi e menzioni speciali:
Misure in materia di promozione dell’importazione di curiosità genuina e spassionata
Azioni in materia di promozione della cucina locale (con benefit crescenti per chi prova piatti sempre più estremi e discutibili)
Misure promozionali degli atteggiamenti di pazienza e accettazione tra gli stranieri
Azioni urgenti per la diffusione della lingua Swahili tra i viaggiatori
Misure urgenti in materia di incremento del rispetto incondizionato importato dai viaggiatori
Azioni promozionali per i turisti che rispettano l’ambiente terrestre e marino.
Soprattutto, dimenticavo il particolare più importante…la Commissione Parlamentare del Buon Senso e della Civiltà, non esiste. Esistono solo i buoni consigli tra di noi.


••• Michele Senici, 1993. Educatore, insegnante, coordinatore di progetto.
Ho aperto Casa Hera a Diani perché non sapevo dove continuare la mia vita. L’ho capito ora? Certamente no, ma va bene così, almeno osservo, penso, scrivo.

TAGS: SeniciSvistaCodiceeticaturisti

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