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Kenya-Italia, per ora frontiere chiuse ma...

L'Ambasciatore Pieri incontra online gli imprenditori del turismo

14-07-2020 di Freddie del Curatolo

Il Kenya per l’Italia, a tutt’oggi, non è né nella lista dei Paesi “buoni”, né in quella dei “cattivi”.
Questa la situazione internazionale che lega le due Nazioni durante il periodo storico più difficile da gestire per i rapporti di libera circolazione tra cittadini di diversi Stati e di conseguenza per gli scambi, gli affari, le relazioni diplomatiche e non ultimo, il turismo.
Anche per questo clima di incertezza e di viaggi notturni a fari se non spenti almeno con gli anabbaglianti, l’Ambasciatore d’Italia in Kenya Alberto Pieri ha voluto incontrare virtualmente in un webinair da Nairobi gli imprenditori italiani del settore turistico, che rappresentano una buona fetta delle attività e degli interessi nel Paese.
Durante il meeting online, Pieri ha espresso solidarietà ai connazionali e si è complimentato con chi sta facendo sacrifici per mantenere il più possibile posti di lavoro e soddisfare i criteri dei protocolli da seguire per il settore, nonostante alle viste non ci sia una visione di ripresa immediata.
Tra i problemi contingenti c’è quello delle quarantene: se da una parte non si sa ancora se il Kenya abbia previsto la cancellazione di questa misura restrittiva per i turisti che arriveranno dall’estero quando il prossimo 1 agosto, salvo contrordini, riapriranno le frontiere internazionali, dall’altra parte l’Italia, da membro dell’Europa Unita, continua a non permettere ai propri cittadini viaggi per motivi turistici, se non anche per altri intenti, in quasi tutte le Nazioni del Globo.
Dalle notizie che trapelano riguardo al decreto di emergenza DCPM dello scorso 11 giugno che scadrebbe oggi a mezzanotte, pare che le restrizioni verranno prorogate, anche se non si sa ancora fino a che data.
L’Italia è sicuramente tra i Paesi più rigidi e attenti nell’applicare le restrizioni e lo scorso 30 giugno aveva disposto che dal 1 luglio a tutto oggi martedì 14 luglio fosse consentito l’ingresso nel territorio nazionale anche ai cittadini di Stati terzi residenti legalmente nei seguenti Stati e territori: Algeria (che però recentemente ha richiuso le frontiere), Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Fermo restando che a chiunque rientri da questi Stati si applicherà l’obbligo di sorveglianza sanitartia e l’isolamento fiduciario (leggasi “quarantena”). Gli eventuali spostamenti verso altri Paesi UE e non Schengen devono ancora essere giustificati da motivi di lavoro, salute, urgenza o studio.
Poi esiste una lista di Nazioni considerate pericolose per l’Italia (è ancora il caso del Brasile e quello recente del Bangladesh, ai cui cittadini è stato negato l’ingresso nel nostro Paese), di cui fortunatamente il Kenya non fa parte. Anche se il Ministero del Turismo, in vista della fine del lockdown, aveva espresso rammarico di non essere nel novero dei Paesi considerati sicuri, pur vedendo nel comunicato della Farnesina nomi di Stati africani come Ruanda, Marocco e la stessa Algeria.
Per quanto ci riguarda, è probabile che dal 1 agosto, quando probabilmente riaprirà al turismo, il Kenya tornerà a far parte dei Paesi in cui è possibile recarsi, anche se al ritorno bisognerà comunque rispettare il regime di quarantena. Niente è sicuro, ma studiando la situazione di altri Paesi si possono immaginare sviluppi simili. Un caso affine è rappresentato ad esempio dalle Seychelles, dove come appunta la Farnesina, a partire dal 1 agosto, è stata annunciata la riapertura dei voli commerciali internazionali. L’ingresso dal 1 agosto sarà permesso solamente a visitatori provenienti da Paesi a basso o medio rischio (tra i quali è inclusa l’Italia). Chiunque voglia fare ingresso nel Paese dovrà effettuare un test COVID-19 PCR (Polymerase Chain Reaction) non oltre le 72 ore dalla partenza, ed inviare il relativo risultato via mail ad uno specifico indirizzo insieme ai dettagli del viaggio e del pernottamento. Il risultato del test andrà inoltre presentato alla compagnia aerea al momento dell’imbarco. Qualora non si seguissero tali istruzioni, i visitatori saranno sottoposti a test COVID-19 al loro arrivo. Il pernottamento sarà ammesso solo in stutture che siano state certificate dall’Autorità di Sanità Pubblica delle Seychelles. Aspettiamoci in Kenya qualcosa di non troppo differente.
Per quanto riguarda gli imprenditori, hotelier e ristoratori che hanno rivolto le loro preoccupazioni e speranze all’Ambasciatore d’Italia in Kenya, la sensazione è quella di dover attendere ancora un po’ per tornare a lavorare in maniera soddisfacente e la speranza che a livello fiscale il Governo keniano venga incontro in qualche maniera al settore. Tutto il resto si vedrà giorno per giorno, ed è impossibile pensare che non arrivino direzioni più chiare.
L’importante come sottolinea ogni volta Alberto Pieri, è restare uniti ed essere comunità, preparandosi per tempi migliori.

TAGS: restrizioni kenyaquarantena kenyaturismo kenyariapertura kenya

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