KENYA NEWS
23-04-2026 di Freddie del Curatolo
Chi prende gli autobus tra Tanzania e Kenya lo sa: su certe tratte può succedere di tutto. Ritardi, incidenti, offerta di succhi di frutta con sonnifero, ma anche valigie senza proprietario, sacchi misteriosi caricati all’ultimo minuto, pacchi affidati “a un amico dell’autista”.
Recentemente sono stati sequestrati carichi di marijuana e legno di sandalo di contrabbando.
Ma stavolta il posto confine di Namanga ha superato sé stesso. Dentro una cassa dichiarata come semplici pezzi di ricambio per automobili, accanto a sacchi di farina e valige di cartone mezze sfondate, gli agenti hanno trovato un passeggero molto particolare: un pitone vivo lungo circa 13 piedi, vale a dire quasi quattro metri.
Altro che linea internazionale: tra Tanzania e Kenya ormai certi autobus sembrano un casting per un documentario safari scritto da un doganiere stressato.
Il rettile viaggiava a bordo di un autobus partito da Dar es Salaam e diretto a Nairobi. Secondo quanto riferito dalle autorità keniane, il serpente era nascosto in una scatola camuffata come merce tecnica, una di quelle spedizioni che spesso nessuno guarda due volte. Stavolta però gli agenti alla frontiera hanno deciso di controllare meglio e, aprendo il contenitore, si sono trovati davanti una scena da film.
La Kenya Police Service ha parlato di controllo di routine condotto da agenti particolarmente attenti. Traduzione realistica: qualcosa non tornava. Forse il peso, forse il movimento, forse quel dettaglio che nei grandi valichi di frontiera distingue la normalità dal traffico illecito. Fatto sta che il finto pacco di ricambi nascondeva un animale vivo e di dimensioni notevoli. Non esattamente la classica spedizione express.
Il personale dell’autobus, autista e controllore, è stato fermato per accertamenti mentre il pitone è stato preso in consegna dalle autorità competenti per la fauna selvatica. Adesso si cerca di capire da dove arrivasse davvero, a chi fosse destinato e soprattutto per quale mercato viaggiasse nascosto su una linea passeggeri internazionale.
Ed è qui che la storia diventa ancora più interessante. Perché chi vive in Africa orientale conosce bene il traffico di animali esotici, ma immaginare un serpente di quasi quattro metri caricato su un bus di linea cambia completamente prospettiva. Non stiamo parlando di una lucertola infilata in uno zaino. Stiamo parlando di un animale capace di trasformare una fermata intermedia in un evento memorabile.
La rotta Dar es Salaam–Nairobi è una delle più trafficate della regione: commercianti, studenti, lavoratori, turisti, pacchi, merci e coincidenze che si incrociano ogni giorno. È il corridoio dell’Africa orientale moderna, dove viaggiano persone e affari. Ma ogni tanto, evidentemente, anche idee pessime.
Viene quasi da chiedersi cosa arriverà la prossima volta. Dopo droga sequestrata in passato e ora un pitone di quattro metri, la fantasia popolare è già partita: una zebra in business class, una iena nel vano bagagli, un babbuino con biglietto di sola andata per Eldoret.
Fino a quando, il massimo narrativamente parlando: autobus fermo alla frontiera, agente che chiede “bagagli da dichiarare?”, autista che risponde “niente, solo il re della savana”.
La verità è che dietro l’ironia c’è un tema serio: il traffico di fauna selvatica resta un business redditizio e spesso invisibile, che sfrutta i grandi flussi commerciali e i mezzi di trasporto ordinari per passare inosservato. Stavolta però qualcosa è andato storto per gli organizzatori. E il controllo di Namanga ha ricordato a tutti che non tutto ciò che è scritto “spare parts” contiene davvero bulloni.
Intanto il pitone, probabilmente il viaggiatore più famoso del giorno tra Tanzania e Kenya, ha interrotto il suo itinerario prima di arrivare a Nairobi. Senza passaporto, senza visto e soprattutto senza aver mai prenotato il posto finestrino.
(L'immagine è stata creata per l'occasione in base all'argomento dell'articolo, non è reale)
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