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APPELLO

Resistiamo, ma malindikenya.net ha bisogno di voi

Ecco perché chiediamo un piccolo aiuto ai lettori del portale

09-09-2020 di Freddie del Curatolo

Sinceramente, dopo dodici anni di impegno quotidiano, speravo di non dover arrivare mai a chiedere una mano a voi lettori.
Come penso sappiate, pur essendo io giornalista professionista dal 2002 ed esercitando questa professione da molto prima, malindikenya.net non riceve nessun tipo di sovvenzione da enti o istituzioni. Semplicemente va avanti grazie alle sponsorizzazioni di attività keniane del settore turistico e saltuarie inserzioni legate al suo indotto.
Dallo scorso mese di marzo, i guadagni sono ridotti più o meno a zero, ma l’impegno e il tempo dedicato a quello che mi piace chiamare “Il portale degli italiani in Kenya” è addirittura aumentato e con esso le spese “vive” (internet, telefoni, benzina ecc...oltre alle spese della compagnia, di permessi, licenze, tasse e commercialista, perché a fronte di guadagni esigui comunque essere in regola da straniero in Kenya costicchia...).
Negli anni passati ho goduto per un certo periodo del sostegno di un buon numero di attività.
Dalle 35/40 che versavano, nel 2008, 500 euro all’anno a testa, quando tutto iniziò grazie a Renzo Quaciari, Bobby Cellini e Marco Vancini che avevano deciso di stipendiarmi, da quando sono indipendente, gli sponsor annuali si sono attestati pian piano sui 10/15 fino ad arrivare, nel 2020, a 7 solamente.
Lungi da me dal lamentarmi, anzi continuo a ringraziare chi sceglie il portale per avere visibilità e raggiungere i circa 6000 lettori quotidiani del sito (che arrivano anche a 20 mila quando ci sono notizie importanti) ma anche perché apprezza il mio lavoro.
Proprio per questo sto chiedendo aiuto anche a chi magari non ha interessi economici, ma solo affettivi o vuole tenersi aggiornato sul Kenya per altri motivi.
Se avessi un negozio, un ristorante, in questo periodo, come tanti hanno fatto, avrei chiuso i battenti e mi sarei messo in letargo, aspettando tempi migliori.
Ma io non posso e per fortuna non ho dipendenti, pur avendo il dovere morale di portare avanti le iniziative sociali che con malindikenya.net ho creato, come l’accademia di calcio o le borse di studio per chi lo merita.
Se mi fermassi, tutto il lavoro fatto in dodici anni si perderebbe, ma senza peccare di presunzione, credo che si fermerebbe anche un prezioso punto di riferimento per le agenzie di stampa italiane che attingono spesso dal portale, per le pagine social che raggruppano più di 50 mila followers e anche per la comunità locale che da sempre riconosce il nostro impegno per la coesione e la crescita di Malindi e Watamu in particolare.
Malindikenya.net è di fatto un lavoro a tempo pieno e non solo su internet per essere sempre informato, appurare fonti ed essere “sul pezzo” in tempo reale: c’è da partecipare a meeting istituzionali, conferenze stampa,  incontri informali, andare sul campo per reportage fotografici e ultimamente anche video, perché questo richiede l’informazione moderna e bisogna stare al passo.
A me piace anche avere un rapporto quanto più possibile diretto con i lettori e chi lo ha fatto sa che quando mi scrive per avere qualsivoglia informazione, consiglio o delucidazione, in tempi meno che africani rispondo sempre.
E rispondo a tutti.
Insomma, non è mia intenzione autocelebrarmi e non credo di essere indispensabile nemmeno a me stesso, ma vorrei poter continuare ad offrire a chi mi legge un servizio sempre all’altezza anche in questo periodo, sperando di poterlo fare il più a lungo possibile ed arrivare a quella ripresa economica e del turismo auspicata da tutti. Altrimenti dovrò cercarmi un altro impiego. Anzi, UN IMPIEGO perchè come diceva Indro Montanelli, “faccio il giornalista, è sempre meglio che lavorare”.

TAGS: portale kenyaitaliani kenyaaiuti kenyasito kenya

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