NATURA E TECNOLOGIA
04-12-2025 di redazione
Dicono che un elefante non dimentichi mai – e a quanto pare può anche imparare ad adattarsi ai droni.
Un tempo considerati fonte di allarme, oggi i droni si stanno rivelando sorprendentemente “elephant-friendly” e uno strumento di ricerca sempre più prezioso. In passato, il loro impiego nella conservazione degli elefanti si basava soprattutto sulla capacità di disturbare: gli elefanti tendevano a fuggire al loro ronzio, rendendoli utili per scacciarli dai campi coltivati.
Ora, un nuovo studio pubblicato da Save the Elephants (STE) e dall’Università di Oxford, di cui il coordinatore è il ricercatore italiano Giacomo D’Ammando, dimostra che gli elefanti possono imparare a ignorare i droni, una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui scienziati e conservazionisti monitorano la fauna selvatica.
I droni, o velivoli a pilotaggio remoto, sono diventati sempre più importanti per la ricerca zoologica. Con le loro eliche ronzanti – che ricordano uno sciame d’api – sono stati spesso utilizzati per allontanare gli elefanti dalle fattorie. Ma quando vengono fatti volare in modo da minimizzare il disturbo, gli animali imparano rapidamente a non farci caso.
Ed è una buona notizia per la scienza. Fin dagli anni Sessanta, quando Iain Douglas-Hamilton avviò gli studi sul comportamento degli elefanti selvatici, le osservazioni sono sempre state condotte da terra, a bordo di veicoli o da piattaforme sopraelevate. I droni offrono ora una prospettiva completamente nuova su ciò che accade all’interno di un branco.
Questa visione dall’alto apre la possibilità – per la prima volta – di quantificare con precisione come gli individui di un gruppo interagiscono in diverse situazioni. Le telecamere e i sensori integrati raccolgono enormi quantità di dati, che software basati su intelligenza artificiale possono analizzare alla ricerca di schemi sfuggiti finora all’occhio umano.
Il nuovo studio, pubblicato oggi su Scientific Reports, conferma che un drone che vola alto e in modo stabile modifica solo temporaneamente il comportamento degli elefanti – ammesso che produca una reazione. Il team ha già ottenuto indizi affascinanti sulle abitudini del sonno degli elefanti nelle ore notturne, e sta per rilasciare uno strumento in grado di determinare automaticamente età e sesso di ogni individuo osservato.
La ricerca, sostenuta dalla Colossal Foundation, unisce oltre trent’anni di esperienza sul campo di Save the Elephants con tecnologie all’avanguardia, ampliando la comprensione di una specie complessa come quella degli elefanti.
«La biodiversità è in crisi, ma non stiamo fermi» ha dichiarato Frank Pope, CEO di Save the Elephants. «Le nuove tecnologie stanno ampliando la nostra capacità di percepire, analizzare e comprendere il mondo naturale in modi prima inimmaginabili. Questo studio promette di aprire una nuova finestra sul modo di vivere degli elefanti».
Gli studiosi hanno condotto 35 test con droni quadricotteri su 14 famiglie di elefanti riconosciute individualmente nelle riserve del Samburu e di Buffalo Springs, nel nord del Kenya. Circa la metà ha mostrato lievi segni di disturbo alla prima esposizione – principalmente sollevare la proboscide o interrompere l’attività – ma queste reazioni sono svanite rapidamente, entro sei minuti, e si sono ridotte del 70% nei voli successivi.
«Il modo in cui il drone viene pilotato è cruciale» spiega Angus Carey-Douglas, autore principale dello studio per Save the Elephants. «Non tutti gli elefanti sono stati disturbati, e quelli che lo erano si agitavano sempre meno sia durante lo stesso volo sia nelle esposizioni ripetute. I dati suggeriscono inoltre che questo processo di abituazione può durare molti mesi, se non anni, confermando la capacità di apprendimento e adattamento per cui gli elefanti sono già ben noti».
Questa abituazione rende i droni una piattaforma di osservazione non invasiva e a costo contenuto, utile per raccogliere dati sui movimenti, le interazioni sociali e le risposte degli elefanti ai cambiamenti ambientali con un impatto minimo. Il monitoraggio avanzato tramite droni sta già rivelando nuovi comportamenti e aiutando i conservazionisti a comprendere meglio la vita degli elefanti, contribuendo così a strategie di protezione più efficaci.
«Questa ricerca dimostra la potenza di una tecnologia nuova e in rapida evoluzione, che ci permette di indagare sempre più a fondo nella vita segreta degli elefanti» afferma Fritz Vollrath, presidente di Save the Elephants e co-autore dello studio. «Per esempio, la termocamera di bordo svela il buio della notte, permettendo studi dettagliati del comportamento notturno e dei modelli di sonno».
«Siamo orgogliosi di collaborare con Save the Elephants nell’uso di tecnologie d’avanguardia per proteggere gli elefanti selvatici» aggiunge Matt James, Direttore Esecutivo della Colossal Foundation. «Questa partnership dimostra come le innovazioni sviluppate per la de-estinzione possano avere un impatto immediato sulla tutela delle specie viventi, mostrando che gli strumenti creati per riportare in vita il passato sono altrettanto cruciali per salvaguardare la biodiversità attuale».
Gli studiosi sottolineano comunque che l’uso dei droni nella conservazione – già diffuso, per esempio, nello studio dei mammiferi marini – deve essere sempre rigorosamente regolato. In Kenya, i voli turistici e ricreativi con droni sono vietati nei parchi e nelle riserve nazionali per proteggere la fauna da stress inutile. I droni utilizzati in questo studio hanno operato sotto permessi speciali rilasciati dalla Kenya Civil Aviation Authority e dal Wildlife Research and Training Institute. Pilotare droni infatti richiede una serie di permessi che vanno richiesti alla Kenya Civil Aviation Authority, e naturalmente al Kenya Wildlife Service e al Wildlife Research and Training Institute per motivi di ricerca sulla fauna selvatica. L'utilizzo di droni e' strettamente controllato. A Save the Elephants, i droni vengono esclusivamente utilizzati per motivi di ricerca e conservazione, in collaborazione con la riserva e la contea di Samburu, e Save the Elephant è sempre molto attenta a non interferire con le attività dei turisti che visitano la riserva.
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