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In Kenya la corruzione cala: i numeri del malcostume

EACC: chi sono i più sporchi e quanto si paga di media

07-08-2025 di Freddie del Curatolo

Sorpresa! In Kenya in un anno la corruzione è calata di più della metà, rispetto ai dodici mesi precedenti. Lo ha rivelato un’indagine nazionale condotta dalla Commissione per l'Etica e l'Anticorruzione (EACC).
Ma attenzione, leggendo bene i dati, anche se spicca il dato dell’esborso medio pro-capite di mazzette o “chai”, ovvero tè come si usa dire negli uffici pubblici keniani), questo non significa che la pratica quotidiana di chiedere tangenti.
Secondo il rapporto dell’EACC infatti la spesa media nazionale per avere servizi decenti nel 2024 è scesa a 4.878 scellini a testa, rispetto agli 11.625 del 2023.

Quali sono gli uffici più corrotti e quelli che chiedono più soldi?
L’anticorruzione ha segnalato, dopo aver effettuato una serie rilevanti di interviste, che sono state unite e confrontate con le denunce ricevute e i casi affrontati, che i primi in assoluto tra i più corrotti del Paese restano gli agenti di polizia. Un cittadino su 4 ammette di essere stato obbligato al “chai” da un poliziotto. Seguono, con uno su 5, i funzionari dell’ufficio del Registro.
Al terzo posto, e non lo avremmo detto, appaiono i dirigenti sanitari, inclusi medici, infermieri e personale delle cliniche. Segue uno degli uffici con cui gli stranieri hanno più a che fare, l’immigration.
Citazioni anche per il Fondo nazionale di previdenza sociale, gli uffici legati all’istruzione, i dipendenti e i consiglieri delle Contee, e i membri della commissione per i terreni.
Da segnalare che il 99,5% degli intervistati hanno ammesso di aver pagato in contanti, praticamente tutti. Solo lo 0,5% dice di essersela cavata con pagamenti in cibo e in bevande, o “in natura”. Il rapporto ha rivelato anche che la maggior parte degli intervistati (43,3%) ha pagato una tangente perché richiesta, seguita dal 23,3% che ha indicato che era l'unico modo per accedere a un servizio e dal 18% che ha pagato per evitare ritardi nel servizio.

Ma quanto si può spendere in media per ottenere quel che dovrebbe essere lecito in tempi ragionevoli, per aggiustare un torto o per scampare a qualcosa che magari non si è commesso?
Sempre la EACC ha calcolato che i più esosi (chiaramente dipende anche dai crimini commessi, dalla flagranza di reato e dal timore di cancellazione di licenze) c’è il Kenya Wildlife Service, con circa 200 mila scellini di richiesta media, seguito dal NNSF, ovvero il Fondo nazionale di previdenza sociale, dal Tesoro nazionale, inteso come dipartimento delle pensioni, con 40 mila scellini.
Ma questo riguarda in particolar modo i privati. Per uffici delle contee e governo che devono rilasciare licenze o documenti a società, i prezzi sono alt(r)i.

Interessante infine notare come la la maggior parte degli intervistati (75,6%) abbia pagato la tangente prima della prestazione del servizio, seguita da coloro che hanno pagato durante il servizio o dopo il servizio (20%) e coloro che hanno pagato in parte prima e in parte dopo il servizio (solamente il 2,8%).

Un altro dato che fa sorridere, in questa indagine su un malcostume davvero radicato nella società e negli apparati del Kenya: solo un cittadino su 5 si è dichiarato infine soddisfatto del servizio ricevuto dopo aver pagato la mazzetta. Beviamoci un bel tè e mettiamoci l’anima in pace.

TAGS: corruzionechaimazzettatangentemalcostume

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