KENYA NEWS
20-08-2026 di Freddie del Curatolo
Continua a crescere la preoccupazione per la misteriosa moria di elefanti che da giugno sta colpendo l'ecosistema di Amboseli, nel sud del Kenya. Il numero degli animali morti ha ormai superato la ventina e, nonostante settimane di analisi, gli esperti non sono ancora riusciti a individuare con certezza la causa del fenomeno.
L'ultimo caso è quello di Genghis Khan, un giovane maschio di undici anni trovato a terra incapace di rialzarsi nella riserva comunitaria di Kitenden. I veterinari del Kenya Wildlife Service e dello Sheldrick Wildlife Trust hanno tentato di salvarlo somministrandogli glucosio e terapie di supporto, ma l'animale è morto poche ore dopo. Come tutti gli altri esemplari colpiti, presentava gli stessi sintomi: difficoltà respiratorie, debolezza progressiva e una sorta di paralisi degli arti posteriori.
In un primo momento le analisi tossicologiche avevano rilevato elevate concentrazioni di cianuro nelle carcasse, facendo ipotizzare un avvelenamento dovuto a pesticidi utilizzati nelle aree agricole vicine. Tuttavia questa spiegazione convince sempre meno molti ricercatori e responsabili della conservazione.
Secondo diversi esperti intervistati dall'agenzia AFP, infatti, ci sono elementi che mettono in dubbio l'ipotesi dell'avvelenamento. Gli avvoltoi, le iene e gli altri animali che si sono nutriti delle carcasse non hanno mostrato alcun sintomo, così come il bestiame che pascola nelle stesse aree. Inoltre le vittime sono soprattutto femmine e giovani maschi, mentre i grandi maschi adulti – quelli che più frequentemente entrano nei campi coltivati – risultano quasi del tutto risparmiati.
Anche Paula Kahumbu, direttrice dell'organizzazione WildlifeDirect e tra le più autorevoli ambientaliste del Kenya, invita alla prudenza, sottolineando che finora mancano prove definitive a sostegno della teoria dell'avvelenamento e chiedendo ulteriori indagini scientifiche.
Dal canto suo il KWS ha precisato che, allo stato attuale delle indagini, non vi sono evidenze che facciano pensare a una malattia infettiva o trasmissibile, rassicurando i visitatori sul fatto che i safari ad Amboseli possono proseguire normalmente. Ma la causa della morte degli elefanti resta ancora un mistero.
La vicenda sta creando forte allarme in una delle aree simbolo della fauna africana. L'ecosistema di Amboseli ospita una delle popolazioni di elefanti più studiate al mondo ed è uno dei principali richiami turistici del Kenya, grazie anche allo spettacolare scenario dominato dal Kilimangiaro.
Le comunità Maasai che convivono quotidianamente con questi animali chiedono risposte rapide, con il timore che il fenomeno possa estendersi anche alla vicina Tanzania.
Per il momento, l'unica certezza è che la moria continua e che la comunità scientifica dovrà accelerare le ricerche per individuare la vera origine di una crisi che rischia di colpire uno dei patrimoni naturali più preziosi dell'Africa.
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