KENYA NEWS
22-08-2026 di Freddie del Curatolo
Per quasi un mese è stato uno dei casi più inquietanti della conservazione della fauna selvatica in Kenya. Dalla fine di giugno, una serie di morti improvvise di elefanti nell'ecosistema dell'Amboseli aveva allarmato biologi, autorità e operatori turistici, soprattutto perché i primi esami avevano rilevato tracce di cianuro, senza però riuscire a spiegare come la sostanza fosse finita nell'habitat degli animali.
Ora, con l'arresto di due agricoltori nella contea di Kajiado, gli investigatori del Kenya Wildlife Service (KWS) ritengono di essere più vicini a chiarire quanto accaduto. I due uomini sono sospettati di aver avuto un ruolo nell'avvelenamento che, nel frattempo, ha fatto salire a 18 il numero degli elefanti morti. Le indagini sono ancora in corso e non ci sono incriminazioni definitive, ma è la prima svolta concreta dall'inizio dell'inchiesta.
Un caso che aveva scosso il Kenya
La vicenda aveva suscitato grande preoccupazione anche perché il Kenya è considerato uno dei Paesi africani che meglio è riuscito a proteggere la popolazione di elefanti negli ultimi anni, passata da meno di 17 mila esemplari negli anni Ottanta agli oltre 36 mila attuali grazie alla lotta al bracconaggio e ai programmi di conservazione. Tuttavia, il conflitto tra uomo e fauna selvatica resta una delle principali cause di mortalità degli elefanti dopo il bracconaggio.
Le carcasse erano state trovate tra il Kimana Sanctuary e le aree comunitarie che circondano il Parco Nazionale di Amboseli, una zona dove gli elefanti escono frequentemente dai confini dell'area protetta per nutrirsi nei campi coltivati, soprattutto durante la stagione secca.
Gli esami veterinari avevano evidenziato sintomi compatibili con un avvelenamento acuto: paralisi, difficoltà respiratorie e la presenza di pomodori e angurie nello stomaco degli animali. Le analisi preliminari avevano individuato tracce di cianuro, ma gli stessi esperti del KWS avevano invitato alla prudenza, sottolineando che restava da capire l'origine della sostanza tossica.
Le proteste degli agricoltori
Nelle settimane successive, gli agricoltori della zona avevano respinto con decisione ogni accusa. Molti avevano spiegato che il cianuro non fa parte dei prodotti normalmente utilizzati nelle coltivazioni di pomodori e ortaggi della regione e avevano ricordato come da decenni convivano con gli elefanti, pur subendo spesso gravi danni ai raccolti.
Le associazioni agricole avevano anche sottolineato che bovini e capre pascolano negli stessi campi senza aver manifestato sintomi analoghi, chiedendo che le indagini non si concentrassero esclusivamente sulle attività agricole.
Una svolta nelle indagini
L'arresto dei due agricoltori potrebbe rappresentare il tassello mancante per ricostruire la catena degli eventi. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se il cianuro sia stato utilizzato deliberatamente oppure se si tratti di un uso improprio di sostanze tossiche destinate ad altri scopi.
Per il momento le autorità mantengono il massimo riserbo e attendono i risultati definitivi degli esami di laboratorio prima di formulare accuse precise. Resta comunque il fatto che, dopo settimane di ipotesi e ricostruzioni contrastanti, l'inchiesta sembra aver imboccato una direzione più chiara.
Un equilibrio sempre più fragile
Al di là delle responsabilità individuali, il caso ripropone uno dei problemi più complessi del Kenya: la convivenza tra la crescita dell'agricoltura e la tutela della fauna selvatica.
L'ecosistema dell'Amboseli, celebre per gli elefanti che si muovono con il Kilimangiaro sullo sfondo, è anche una delle principali destinazioni turistiche del Paese. Ma proprio lungo i suoi confini si concentrano coltivazioni sempre più estese, con inevitabili contatti tra uomini e animali.
Per questo motivo gli ambientalisti chiedono da tempo investimenti in recinzioni efficaci, sistemi di allerta e programmi di compensazione economica per gli agricoltori, nella convinzione che solo riducendo il conflitto tra comunità locali e fauna selvatica si possano evitare nuove tragedie come quella che ha colpito gli elefanti dell'Amboseli.
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