REPORTAGE
03-09-2025 di Riccardo Zennaro
La giornata sta per volgere al termine quando piano piano, la macchina affronta l’ultima salita verso l’entrata dell’Aberdares National Park.
Siamo a circa quattro ore da Nairobi presso il Shamata Gate a già 2800 metri d’altitudine.
L’aria è fredda, tira vento e un raggio di sole filtra tra le nuvole basse pochi minuti prima del tramonto.
D’un tratto, la vista sulle montagne più alte si apre e quasi si scorge la vetta, il Monte Satima, a 4001 metri d’altitudine, illuminato per qualche attimo prima di essere nuovamente inghiotto dalle nuvole.
La sera cala e passa veloce, con cibo caldo, chiacchere e risate, e una silenziosa tensione che arriva puntuale come alla vigilia di ogni scalata o camminata importante.
Il Monte Satima, anche chiamato Ol Donyo Lesatima, è il terzo picco più alto del Kenya dopo il Monte Kenya e Monte Elgon e si trova nel cuore della Rift Valley del Kenya, e nel nord della catena montuosa dell’Aberdares.
Un luogo ancora non molto battuto dai circuiti turistici e da scalatori di giornata vista la distanza da Nairobi e sicuramente un’alternativa valida a scalate più esigenti come il Monte Kenya, il Monte Elgon o anche la più scoscesa Elephant Hill.

Fiori e piante già tipicamente d’alta quota sulla via per la cima. Foto: Riccardo Zennaro
La mattina inizia al sorgere del sole, con un’aria ancora fredda e tanta luce che illumina un paesaggio già tipico dell’alta montagna kenyota. Tanti alberi di cedro, olivi africani, e più in là oltre la rete di sicurezza, alcuni bufali, antilopi d’acqua ed elefanti intenti a bere e mangiare.
La scalata inizia a 3300 metri d’altitudine, con una vista mozzafiato delle valli circostanti ancora immerse nella nebbia mattutina.
Il sole scalda l’aria appena un po’ e bellissimi fiori gialli, bianchi e fucsia d’elicrisio compaiono assieme alle giant lobelia tipiche di queste altitudini.
Seguendo il corso di alcuni piccoli ruscelli e tratti paludosi si inizia a salire con dolcezza.
Pareti rocciose d’origine vulcanica con rocce aguzze e taglienti iniziano a comparire e a delineare la vallata che porta alla prima tappa della scalata, i Dragon Teeth, o denti del dragone, nome dato proprio per la somiglianza con tale figura.

I °Dragon Teeth° a metà della scalata verso la cima. Foto: Riccardo Zennaro
All’improvviso, come da copione in situazioni di alta montagna, il tempo cambia. Il sole tiepido lascia spazio a grosse nuvole che corrono veloci sopra la testa, portandosi appresso un vento freddo ma ancora niente pioggia. Iniziano i 300 metri di dislivello più impegnativi, dove chiaramente si può iniziare a sentire l’effetto dell’ossigeno più rarefatto, il che richiede bere tanta acqua, andando piano e soprattutto fermarsi e scendere se si accusano sintomi di mal di montagna.
Altri scalatori partiti al mattino presto sono già sulla via del ritorno e dopo un ultimo strappo, si arriva alla cima, con una bellissima vista sulle vallate circostanti. Il tempo di fare una foto ed è già ora di scendere, poiché il tempo non promette nulla di buono.

In cima al Monte Satima, con bellissime vallate a perdita d’occhio. Foto: Riccardo Zennaro
La discesa è facile e piacevole.
La temperatura sale nuovamente, e i respiri si fanno subito più profondi e meno faticosi man mano che si scende a quote più basse. La strada del ritorno è identica all’andata, passando per i Dragon Teeth fino alla base.
La bellezza di quota camminata resta proprio nella sua apparente difficoltà vista l’altitudine, ma anche semplicità, poiché rimane una camminata agevole che richiede tendenzialmente dalle 5 alle 6 ore e permette di rientrare a Nairobi già il pomeriggio, o godersi qualche ora di riposo pomeridiano ad uno dei lodge vicini.
Dopo il rientro, la giornata corre veloce, tra un pranzo ristoratore e il riposo immersi nel verde e nella pace della foresta alla base del monte.
Prima del tramonto, un altro guizzo di luce intensa illumina gli alberi e le montagne più in là. Il vento cala, lasciando spazio a poche luci e ad una silenziosa notte ad alta quota interrotta solamente dal verso di qualche iena in lontananza.
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