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TERRITORIO

Procera, il gin keniano che fa bene all'ambiente

Unico al mondo grazie al ginepro di foresta

12-04-2023 di Freddie del Curatolo

Bacche di ginepro africano d’alta quota originarie dell’altopiano di Kijabe, a più di 2000 metri di altezza, non lontano dal monte Longonot e dall'escarpment di Maai Mahiu, raccolte a soli 70 chilometri dalla distilleria dove vengono trasformate sapientemente nel primo gin al mondo ad utilizzare il Juniperus Procera, l’unica specie di ginepro indigeno dell’emisfero meridionale. Così è nato il “Procera Gin” che si sta rivelando un successo ad altissimi livelli (il prezzo non è per tutti, circa 80 euro la bottiglia) e ha già ricevuto molti premi da riviste ed associazioni specializzate, meritando anche un articolo sulla prestigiosa rivista americana Conde Nast Travel.
“Procera cattura il terroir del nostro continente in ogni sorso – spiegano i produttori di questa partnership britannico-keniana -, raccogliamo le bacche alla fine delle piccole piogge con la comunità locale che vive vicino alla foresta. Questi ginepri equatoriali di alta quota, esposti al sole, creano i caratteristici sapori di nocciola e terra del Procera, parola che significa "alto" in latino. Quando si cammina nella foresta di Procera degli altopiani del Kenya, si capisce subito il perché, poiché si viene sovrastati da questi maestosi giganti. Ciò che rende il ginepro keniano così speciale è il fatto che, mentre il ginepro comune cresce in zone temperate e riceve il sole estivo solo per tre mesi all'anno, le bacche di Procera ricevono circa sette ore di sole al giorno per tutto l'anno. Situata a 2200 metri, la foresta di Kijabe dove raccogliamo il ginepro riceve un sole ancora più forte e diretto. Da qui la ricchezza di aromi e oli essenziali che solo il sole equatoriale può offrire”.
In più i creatori di questo fantastico gin, con il loro commercio aiutano a preservare l’ambiente, in quanto collaborano con il Kijabe Forest Trust, organizzazione fondata per proteggere le foreste native di Kijabe dal bracconaggio di animali e alberi. A loro volta, i ranger si coordinano con le comunità locali per raccogliere le bacche di Procera. Si sa ad esempio che è il momento di iniziare a raccogliere il ginepro quando la famiglia locale di babbuini inizia a divorarle con grande appetito per la loro dolcezza.
Mostrando alle comunità locali che ogni albero ha un valore monetario diretto ogni anno, non solo si piantano più alberi, ma si riduce anche l'abbattimento di quelli vecchi. Se è una verità incontrovertibile che un gin tonic ogni tanto faccia bene allo spirito e migliori la vita e la convivenza, trovare un gin autoctono, buonissimo che fa bene anche all’ambiente, è una cosa straordinaria.
“Ci auguriamo che il mondo si renda conto che il sole e il terroir impareggiabile di Kijabe creano una bacca di ginepro migliore da distillare – aggiungono i creatori di Procera Gin - Sogniamo che in futuro l'"African Dry Gin" diventi una categoria designata che: deve essere distillata in Africa; deve usare ginepro africano; deve usare solo botaniche coltivate nel continente. Se questo sogno si realizzasse e ci fossero altre 10 distillerie keniote, il futuro di queste magnifiche foreste di ginepro non solo sarebbe assicurato, ma la riforestazione del loro vecchio habitat in tutto l'altopiano del Kenya diventerebbe molto più probabile”.

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