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La 'fede' keniana che corre e continua a vincere

Un altro oro per la Kipyegon ai mondiali di atletica

17-09-2025 di Freddie del Curatolo

Ancora e sempre “fede”. Non quella che serve per sopravvivere al traffico di Nairobi o nel dribbling ai beach boys di Watamu, ma quella con la F maiuscola che corre più veloce del vento sugli altipiani: Faith Kipyegon.
Ieri, a Tokyo, ha fatto quello che ormai sembra la sua routine: vincere i 1500 metri e aggiungere un altro pezzo di leggenda al suo curriculum.

Chi conosce un po’ questo Paese sa bene da dove sbocciano i campioni del mezzofondo: non da una pista in tartan scintillante, ma dalle stradine polverose tra Eldoret e Bomet, dalle salite infinite che portano fino al Monte Elgon. Qui, a quasi 3.000 metri di altezza, i bambini non corrono per sport: corrono per arrivare in orario a scuola. Corrono scalzi, sognando un paio di scarpe nuove come altri sognano la PlayStation.

Faith viene proprio da Bomet, e ieri ha ricordato al mondo che sì, la Rift Valley continua a produrre corridori come se fossero mais e patate. Ha chiuso in 3:52:15, diventando la keniana più vincente della storia dei Mondiali: 5 ori e 2 argenti. Non male per una ragazza che un tempo sgambettava in salita per non prendere le bacchettate dell’insegnante.

Non è stata sola: Dorcus Ewoi, argento in 3:54:92, ha trasformato la finale in una faccenda di famiglia keniana. E pure Nelly Chepchirchir c’era, finita quarta dopo l’assalto dell’australiana Jessica Hull, unica a infilarsi nel podio come una turista testarda che non vuole lasciare spazio nemmeno sulle savane dell’atletica.

All’ultimo giro, la scena era chiara: Kipyegon davanti, elegante e implacabile, con le altre a giocarsi solo le briciole.
Perché la fede, qui, non si predica. Si corre.

TAGS: Kipyegonatleticamezzofondistaolimpiadi

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