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PRODOTTI KENIANI

Macadamia, le preziose 'pepite' del Kenya

Esportate ovunque, fanno felici gli agricoltori (e il governo)

11-05-2025 di redazione

Il Kenya è uno dei principali esportatori mondiali di noci di macadamia, con una quota significativa della sua produzione annuale destinata ai mercati internazionali, circa il 90%. Questo nonostante il governo keniano, per incentivare l’industria locale, abbia per lungo tempo vietato l’esportazione di noci crude, e di conseguenza fatto aumentare i prezzi della macadamia grezza per l’esportazione.
Nel 2024, dopo la sospensione del divieto, sono state inviate ai mercati asiatici oltre 1.000 tonnellate di noci di macadamia grezze.
La macadamia del Kenya è sempre più ambita ed oltre ad avere moltissimi usi, sta diventando un business per chi, nella Rift Valley, coltiva la sua pianta. Nel 1974 Il governo del Kenya ha fondato la Kenya Macadamia Nut Company per promuovere la coltivazione della macadamia e oggi il Kenya è il terzo produttore al mondo, dopo Sudafrica e Australia e il secondo esportatore mondiale. Il Giappone e gli Stati Uniti sono le maggiori destinazioni di esportazione. Le noci di macadamia sono coltivate principalmente nelle regioni centrali del Kenya, tra cui Embu, Meru, Kirinyaga, Kiambu e Muranga.

Nei negozi é possibile trovare le noci semplicemente tostate e salate, caramellate al miele o per i piú golosi ricoperte di cioccolato, una vera prelibatezza.
La noce di macadamia, il seme oleoso dell’omonima pianta originaria dell’Australia, era fondamentale nell’ alimentazione degli aborigeni giá 500 anni fa.
Solo a metá dell’Ottocento gli europei colonizzatori ne scoprirono la bontá e le ottime proprietá sull’organismo umano facendo degli studi sulla pianta e i suoi frutti.

Fu chiamata “macadamia” in onore del chimico e politico scozzese-australiano John Macadam, che analizzó la pianta insieme al suo amico botanico Ferdinand Von Mueller, allora direttore dei Royal Botanical Gardens di Melbourne.
La sua coltivazione, arrivata poi nelle isole Hawaii, in alcuni stati del Sud America e infine in Africa (Malawi, Sudafrica e Kenya) é ormai sfruttata a livello commerciale principalmente per ricavarne le preziose noci ma anche per l’estrazione dell’olio, processo praticato sia per l’industria alimentare che cosmetica.
In Kenya gli alberi di macadamia sono stati introdotti per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale da due fratelli, Bob e Peter Harries, che hanno avviato i primi vivai nella loro fattoria di Thika.

Infatti la pianta cresce bene in condizioni di terreno simili a quelle del caffè e del tè e in latitudini dove non si risente troppo delle basse temperature.

Le noci di macadamia commestibili derivano da due specie diverse, la Macadamia integrifolia, e la Macadamia tetraphylla, altre specie producono frutti tossici. Sono molto apprezzate per il loro sapore delicato e le ottime proprietá sull’organismo umano: é da ricordare che sono invece tossiche per cani e gatti.
Contengono una grande ricchezza in termini nutrizionali e sono preziose per i loro effetti antiossidanti. Gli acidi grassi monoinsaturi in esse contenuti, sono benefici per i valori di glicemia presenti nel sangue. Svolgono un effetto lubrificante sulle arterie e le vene e favoriscono la salute delle pareti sanguigne. Inoltre, grazie alla presenza di fibre vegetali in grado di regolare le funzioni dell’intestino sono un ottimo aiuto contro la stitichezza.

Come tutta la frutta secca, hanno un apporto calorico piuttosto alto ( 747 su 100g ) e possono essere consigliate come energizzanti agli sportivi per avere un’immediata disponibiltá di energia dopo l’attivitá fisica. Come giá accennato la noce è particolarmente ricca di sostanze oleose. Così, attraverso un processo di pressatura, si ottiene un olio particolarmente ricco di acidi grassi monoinsaturi con un’ottima resa che viene utilizzato nel mondo come olio cosmetico di base, in virtù della sua resistenza all’ossidazione, specialmente nella preparazione di creme dermatologiche (è un ottimo emolliente). Consumato crudo, causa l'elevata presenza di acido palmitoleico, l'olio di Macadamia è invece meno indicato rispetto al tradizionale olio di oliva ma comunque molto gradevole per condire insalate esotiche e dai profumi originali.

TAGS: esportazioneagricoltoricoltrivazionianacardi

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